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  Home page > Tribuna Libera > Santoro: la carica dei centomila
di paolodegregorio lunedì 7 novembre 2011 - 0 commento oknotizie
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Santoro: la carica dei centomila

Santoro ha fornito la prova che ci può essere un nuovo editore: i centomila cittadini che hanno risposto al suo appello finanziando “servizio pubblico” sono a tutti gli effetti gli editori e lo saranno finchè il programma corrisponderà alle loro aspettative.

Però quanto prima si dovrà affrontare la questione di strappare dalle grinfie dei partiti politici la RAI e metterla nelle mani dei cittadini con un deciso ribaltamento che affidi ai cittadini che pagano il canone il compito di eleggere il direttore generale (con tutti i poteri) espropriando i politicanti di ogni ingerenza.

La sola sede in cui si può parlare a milioni di persone di restituire la RAI ai cittadini è lo studio di Santoro, e si deve parlare della delicata questione del canone e della fine del duopolio-monopolio di Rai-Mediaset.

In linea di principio, per avere una democrazia effettiva, è obbligatorio impedire le concentrazioni di potere mediatico e la soluzione è solo quella che sia la RAI che Mediaset siano obbligate a possedere una sola rete ciascuna e mettere sul mercato le altre.

La Rai così dimagrita, per diventare autenticamente “servizio pubblico”, deve rinunciare alla pubblicità, e il canone non deve più essere obbligatorio, ma pagato solo dai cittadini editori che lo desiderano, e con la ricevuta di pagamento acquisiscono il diritto di eleggere il direttore generale.

Solo così i cittadini possono controllare un contrappeso alla televisione privata e se il “servizio pubblico” rappresenterà brillantemente i loro bisogni, farà sentire la loro voce, ci farà vedere il paese reale e ci darà le informazioni che contano, i centomila potranno diventare milioni e pagare il canone convinti di fare un affare.

Oggi la stragrande maggioranza degli italiani che pagano il canone obbligatoriamente vive questa cosa come una prepotenza, in quanto è una tassa a favore del potere dei partiti e di “servizio pubblico” non vi è proprio nulla.

Se non si otterrà una riforma del genere, sarà opportuno non pagare più il canone RAI, farla fallire e finanziare le iniziative di Santoro.

di paolodegregorio lunedì 7 novembre 2011 - 0 commento oknotizie
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