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di Gennaro Guida (sito) giovedì 26 febbraio 2009 - 2 commenti oknotizie
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Sangue sulle strade: un rimedio

Tutti i giorni assistiamo allo spettacolo raccapricciante delle morti sulle strade. Spesso apprendiamo che l’incidente è stato provocato da persone che circolavano sotto l’effetto di prodotti da cui si farebbe bene a stare alla larga, quanto meno in previsione di un viaggio ai comandi di un veicolo. Alcol e droga vengono presentati come il classico mostro da prima pagina, una piaga che colpisce non solo chi fa uso di queste sostanze, ma si abbatte alla cieca anche su quanti vengono a trovarsi sul loro cammino: il passante che sta attraversando la strada sulle strisce o magari un’intera famiglia che verrà poi estratta dalle lamiere contorte di una vecchia utilitaria, centrata da un bolide rimasto privo di controllo.

Ma, a ben guardare, certi stati d’eccitazione, come pure la distrazione, la stanchezza o un semplice malore sono fattori che favoriscono la perdita di controllo del mezzo, ma il vero killer delle strade è la velocità. Non sono molti gli incidenti che non avrebbero avuto conseguenze meno gravi se si fossero verificati a velocità più ridotta. Basta un’occhiata alle immagini dei mezzi distrutti per rendersi conto che ognuno di noi dispone di un’arma micidiale il cui uso, o abuso, è lasciato all’apprezzamento individuale. E se questo poteva essere accettabile ai tempi dei pionieri dell’automobile, oggi non è più ammissibile, non ce lo possiamo più permettere. La velocità fa più vittime di malattie ritenute inguaribili, dei tragici incidenti sul lavoro che giornalmente gettano in lutto il territorio, della stessa attività criminale che tanta inquietudine suscita nelle nostre città.

 

Di fronte a questa calamità che affligge, in misura peraltro diversa, le società motorizzate, la prima regola del patto sociale, quella che segna i limiti della libertà individuale sul confine della libertà altrui, impone di ripensare radicalmente le regole e le modalità di svolgimento della circolazione, ponendo maggiore attenzione alla sicurezza, così come avviene, con risultati migliori, nei settori del trasporto aereo, marittimo e ferroviario.

Le misure di prevenzione, il sistema di sanzioni e gli stessi dispositivi di sicurezza che troviamo oggi sui veicoli non appaiono più adeguati e in ogni caso non consentono di considerare sufficientemente sicura la circolazione su gomma. Se il progresso è inarrestabile, e di questo sembriamo tutti convinti, occorre fare un più largo uso degli strumenti resi disponibili da questo progresso. Col ricorso a tecniche già ampiamente collaudate si potrebbe determinare automaticamente, a distanza, in autostrada, ma anche altrove, la velocità della circolazione sui vari tratti: più spedita con traffico scorrevole, o più ridotta, compatibilmente con le esigenze del luogo e del momento.

In attesa della messa a punto di un veicolo a guida automatica, la cui realizzazione appare ancora lontana, l’introduzione di un sistema centralizzato di controllo a distanza della velocità di circolazione da parte dei gestori delle varie tratte, consentirebbe di porre sotto controllo il primo fattore di rischio collegato alla circolazione stradale, la velocità. Tutte le altre funzioni collegate alla guida del veicolo resterebbero affidate al conducente, che verrebbe privato unicamente della possibilità azionare l’acceleratore oltre i limiti di volta in volta consentiti.

Nell’attuale situazione, la cosiddetta società del progresso sembra rassegnata ad accettare il sacrificio di vite umane da traffico come il tributo di vergini dovuto un tempo a Minosse. Con l’introduzione di un tale sistema, verrebbe posto decisamente un freno al fattore di rischio più grave per la circolazione, la velocità.

 

di Gennaro Guida (sito) giovedì 26 febbraio 2009 - 2 commenti oknotizie
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