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«Rottamiamo Renzi e i trattati dell’Unione europea». A Roma il primo step

Da piazza della Repubblica si è snodato il corteo con lo striscione di testa «Rottamiamo Renzi e i trattati dell'Unione europea - Controsemestre popolare». Il controsemestre dovrà segnare l'opposizione alle politiche di austerità in Europa e al governo di Renzi che il 1 luglio apre il seme­stre di pre­si­denza ita­liana della Ue.

Sulle note di «La locomotiva» di Francesco Guccini è partito ieri a Roma il corteo che inaugura il «controsemeste popolare» degli antagonisti, che protestano contro il governo e le politiche di austerity della comunità europea.

Da piazza della Repubblica si è snodato il corteo con lo striscione di testa dei migranti della Carovana di Bruxelles «Rottamiamo Renzi e i trattati dell'Unione europea - Controsemestre popolare» che si è concluso in piazza Santi Apostoli.

Il controsemestre, dovrà segnare l'opposizione alle politiche di austerità in Europa ma anche al governo di Renzi che il 1 luglio apre il seme­stre di pre­si­denza ita­liana della Ue.

Attimi di tensione al corteo quando a un gruppo di manifestanti viene impedito di arrivare davanti la sede della commissione europea in via IV Novembre, presidiata dai blindati delle forze dell'ordine.

«Basta austerity», «Fermare il Jobs Act», «No alle politiche dell'Europa», gli slogan che inaugurano il primo step di un percorso di lotte che accompagnerà sino a dicembre la presidenza italiana dell'Unione Europea, per affermare il diritto al lavoro, al reddito e al welfare.

Al corteo tra le bandiere diverse migliaia di persone strette in una mappa variegata del conflitto sociale: l'Unione sindacale di base (Usb), il Partito comunista dei lavoratori, Rifondazione comunista, L'altra Europa con Tsipras insieme ad altri movimenti come quelli per l'Acqua pubblica e i No tav.

Sigle e partiti che si oppongono a un sistema artificioso di regole forzate e di poteri che vedono nella crisi la risposta ai meccanismi innescati per sanare il debito pubblico.

Una piazza che denuncia un'ondata senza precedenti di privatizzazioni, dismissioni, tagli, deregulation: fiscal compact, pareggio di bilancio, grandi opere che alimentano mafie e malaffare.

Costantino Saporito, del coordinamento nazionale Usb Vvf dichiara: «la manifestazione è stata indetta «contro l'austerità che affama milioni di persone, la disoccupazione e precarietà che annullano qualsiasi certezza per milioni di giovani e meno giovani, contro le privatizzazioni, le grandi opere che alimentano grandi gruppi e malaffare, contro la repressione del conflitto sociale e le politiche di riarmo».

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