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Roma, annega un immigrato ma nessuno ne parla

Giovedì 20 ottobre Roma cade in ginocchio.

Urla di aiuto, disperate, provengono da dietro una finestra di un seminterrato confinante con il grande canale di scolo che lambisce la località Infernetto lontano dall'Eur solo dodici kilometri.

Il livello dell’acqua continua a salire e le persone vicine che assistono alla scena tragica gli passano un tubo per permettergli di respirare. Sono attimi di puro terrore, poi il silenzio. Sarang Perera, immigrato dello Sri Lanka, è morto.

Annegato a 32 anni per il violento nubifragio che forse si poteva eviatre. Le onde anomale provenienti dal canale che confina la casa di Sarang ha invaso il seminterrato della villetta all’Infernetto dove viveva con sua moglie e la figlia di tre mesi, tratte in salvo da Paolo Borelli che ha un negozio di arredamenti a pochi metri dalla loro abitazione.

Quando l’acqua ha raggiunto i tre metri di altezza per Sarang non c’è stato più nulla da fare. Il mio amico Paolo si è anche tuffato, ma lui era incastrato tra i mobili e i detriti di un muro crollato, così ha portato in salvo solo la moglie e la figlia. Una scena da real TV purtroppo non a lieto fine.

Il quartiere era in ginocchio e ci siamo trovati davanti ad una scena di puro abbandono delle istituzioni. Cassonetti pieni di rifiuti, sedie, materassi, vestiti, lavatrici, televisori, quadri, orsacchiotti e giocattoli, tutto da buttare, da rifare e pagare. Siamo sempre noi. Nessun TG ha detto però che la moglie di Sarang è stata fino alle 21:30 nel negozio di Paolo con la bimba senza nessun conforto e con il solo aiuto dei familiari di Paolo che li ha soccorsi.

Ora madre e bambina sono ospiti per qualche tempo di una signora che li ospita. E dopo cosa accadrà? Come vivranno? Chi li aiuterà? Biosgna essere famosi per avere un aiuto? Con tutto il rispetto per il povero Simoncelli vogliamo almeno consentire la sopravivenza ad una donna che ha perso tutto ed ha una bimba di tre mesi?

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