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Riconversione: un’utopia concreta. La guida per uscire dalla crisi economica e ambientale

Non pare ci siano molti dubbi sui gravi danni all’ambiente, sui cambiamenti climatici quali effetti indesiderati di scelte politiche e finanziarie così come di consumi e comportamenti individuali e collettivi. Cause ed effetti, anticipati decenni fa dal rapporto del MIT-Club di Roma, “I limiti dello sviluppo” o, solo per citare un’altra fonte, da “Il cerchio da chiudere” di Barry Commoner non sono stati infatti in grado di influenzare le difficili decisioni utili a assicurare e un futuro meno nero e incerto agli abitanti di un pianeta intossicato. Eppure, per quanto possa apparire sorprendente, è nel più periferico scenario italiano che si avvertono piccoli segnali della necessità di un’inversione di tendenza credibile e praticabile di cui si è fatto promotore il movimento ecologista più pragmatico. E’ possibile cogliere il senso dell’alternativa in “Riconversione: un’utopia concreta”, raccolta di saggi editi da Ediesse, che si pone come guida operativa di un nuovo progetto per il futuro con “idee, proposte e prospettive per una conversione ecologica e sociale dell’economia”. 

Naomi Klein, nella presentazione, ricorda come nella sua recente visita in Italia sia “rimasta fortemente colpita dalla stretta connessione tra i movimenti di resistenza locale che lottano contro la corruzione o l’insostenibile modello di smaltimento dei rifiuti e la costruzione di alternative a basse emissioni di carbonio basate su dinamiche partecipative”. L’ecologista canadese si dichiara positivamente sorpresa da questo lavoro editoriale in cui si delineano proposte “radicali, audaci, originali e solidamente basate su teorie innovative” e dall’unità “dimostrata da questi gruppi nella battaglia per il rafforzamento degli istituti democratici” un fatto che a suo parere è “il modo più efficace per fronteggiare il cambiamento climatico”. “Riconversione: un’utopia concreta” si presenta come un insieme di contributi multidisciplinari curato da Marica Di Pierri, portavoce dell’associazione A Sud e presidente del CDCA - Centro Documentazione Conflitti Ambientali, Silvano Falocco, economista ambientale e coordinatore della rete GPPnet (che sta per Green Public Procurement network) e del Forum Compraverde Buygreen e da Laura Greco, presidente di A Sud. In questa antologia insieme agli interventi degli stessi curatori, sono proposti gli scritti di altri venticinque autori, rappresentanti di diverse esperienze lavorative e professionali .

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da sinistra: Naomi Klein, Marica Di Pierri
Roma, Febbraio 2015, Spin Time Labs, presentazione di Una Rivoluzione ci salverà di Naomi Klein

Base comune è la “conversione ecologica” nell’accezione fornita da Alex Langer, al quale è dedicato il lavoro editoriale a venticinque anni dalla sua scomparsa. Tra i tanti incarichi coperti anche quello di capogruppo dei Verdi al parlamento europeo, ma Alex Langer, “politico di una politica che non esiste” - come lo definì Raffele Liuzzi , rimane il sostenitore di una conversione ecologica “quanto mai necessaria ed urgente che occorre per prevenire il suicidio dell’umanità e per assicurare l’ulteriore abitabilità del nostro pianeta e la convivenza tra i suoi esseri viventi”. Preferisco usare – aggiunge Langer - questa espressione, piuttosto che termini come rivoluzione, riforma o ristrutturazione, in quanto meno ipotecata ed in quanto contiene anche una dimensione di pentimento, di svolta”. Sono quindi questi i valori comuni ai quali gli autori, con i loro saggi pubblicati in “Riconversione: un’utopia concreta”, hanno fornito “riflessioni teoriche, strumenti concreti ed esperienze in marcia per riconvertire il modello economico rendendolo sostenibile, giusto e redistributivo”. I ventisei capitoli/interventi del volume sono suddivisi in tre parti: Un quadro teorico a sostegno della conversione ecologica, Gli strumenti per la conversione ecologica, Le esperienze concrete. Tanti gli esempi e le proposte concrete indirizzate alla società più avanzata e alle istituzioni. Queste ultime, regionali o locali, sono chiamate a “un’azione incisiva, fatta di atti concreti dove “documenti di indirizzo politico, norme, atti amministrativi, capitoli di bilancio, allocazione di risorse economiche, appalti pubblici, incentivi e criteri premianti” mirino alla “conversione ecologica e sociale dell’economia, anche per prevenire, per quanto possibile, le crisi economiche, sociali, ambientali e territoriali”. Serve anche una politica industriale più coraggiosa da parte dell’Unione Europea che - spiegano Mario Pianta dell’Università di Urbino e Matteo Lucchese dell’Istat - affronti “gli squilibri macroeconomici, industriali, ambientali e favorisca la ripresa dei paesi della “periferia” d’Europa, i più colpiti dalla crisi”, attraverso adeguati “investimenti pubblici indispensabili a compensare gli effetti dell’austerità fiscale”, ridimensionando il settore finanziario e rilanciando quelle “attività produttive in grado di rafforzare la capacità di apprendimento, la sostenibilità ecologica e la creazione di nuove competenze”,

Nel volume oltre teorie e progetti non mancano gli strumenti necessari dal microcredito al legislativo. La proposta di legge già presentata alla Regione Lazio, “Interventi per la riconversione ecologica e sociale”, fornisce già un’indicazione sul percorso da seguire.

Molte anche le esperienze sul campo, con più di un successo ottenuto da piccole comunità, l’esempio più evidente della grandi possibilità di cambiare modelli produttivi insostenibili o fallimentari. Si riporta la vicenda di OZ-Officine Zero (già manutenzione Wagon Lits), rilevate dai lavoratori tramite un’operazione di workers buyout e trasformate con i criteri della conversione ecologica ma si parla anche di buone pratiche nella gestione degli “acquisti pubblici verdi”, noti anche come Green Public Procurement, o la produzione energetica di comunità a Melpignano che dai pannelli fotovoltaici ha permesso di destinare risorse a attività sociali. Ma anche l’agricoltura trova la sua rivincita con Lucanapa e la coltivazione di Canapa Sativa in “aree marginali e con forte tendenza allo spopolamento” come “laboratorio di sperimentazione per fornire un know how open source a chi vuole rendersi parte di processi produttivi sostenibili.

Alcuni tra i termini tecnici utilizzati, come cohousing, social street, green public procurement business intelligence o Appreciative Inquiry non sono sempre di facile comprensione ma i motori di ricerca sul Web rispondono a tutti i dubbi..

Tra gli autori dei contributi: Guido Viale, Mario Pianta, Andrea Baranes, Mario Agostinelli, Tina Balì, Livia Potolicchio, Livio De Santoli, Giorgio Galotti, Alberto Castagnola, Riccardo Troisi, Giovanna RicoveriI, Alberto Zoratti.

A Roma, martedì 26 gennaio, alle ore 18, presso l’Auditorium Discoteca di Stato, in via Michelangelo Caetani 32 si terrà la presentazione ufficiale del volume. Introduce e modera Marica Di Pierri. Intervengono: Susanna Camusso, segretaria generale CGIL Alberto Bellini dell’Università di Bologna e promotore di “Energia per l’Italia”, Roberto Petrini, giornalista di La Repubblica, Laura Greco e Silvano Falocco, co-curatori.

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