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di Emilia Urso Anfuso (sito) lunedì 1 febbraio 2010 - 0 commento oknotizie
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Ricchezza e povertà: la parabola della Vita

Ricchezza e povertà: la parabola della Vita

Si può sperare in una Società più equa quando è dimostrato che da sempre la tendenza è che i poveri diventano più poveri ed i ricchi più ricchi? L’equità non esiste. Come la decenza. Ai poveri viene chiesto il sacrificio immane di arricchire i ricchi. I poveri, da sempre, servono solo a questo. Ad ogni latitudine. Sono i poveri ad essere spremuti. “Come olive ascolane” canta Max Gazzè in una canzone di qualche anno fa. Sembra assurdo, contraddittorio. Ma è la sola realtà.
 
I poveri sono la risorsa dei ricchi. Pagano tasse incongrue e guai a sgarrare. I ricchi le tasse non sanno nemmeno cosa siano. E se non esistessero i poveri tartassati fiscalmente, dovrebbero cominciare a cacciar fuori una bella fetta dei milioni accumulati facilmente.
 
I poveri sono destinati a crescere di numero. E sono anche destinati a divenire più poveri di qualsiasi peggiore previsione. Fa parte del “gioco”. Un gioco di cui nessuno conosce il nome. Ma le regole sì, quelle le conosciamo tutti. Il povero deve tacere. Il povero deve pagare. Al povero non è consentito altro che di arrovellarsi il cervello per mettere insieme il pranzo con la cena. E se non ci riesce, viene ritenuto… inutile socialmente.
 
Ai ricchi invece, è permesso di tutto. I ricchi possono comandare. Giocare al gioco del Potere. Accumulare grosse somme di denaro. Fa niente se accumulano a suon di speculazioni di ogni genere. Il ricco vale in quanto tale. E tutto gli è concesso.
 
I ricchi godono di ogni bene possibile. Mentre i poveri si arrabattano di giorno in giorno per sopravvivere. E pagano per le ricche abitudini dei ricchi. I poveri si spremono. I ricchi si alimentano. Per ogni povero che vive da dannato, un ricco gode di privilegi impensabili.
 
I poveri esistono per far esistere i ricchi. Se tutti fossimo ricchi, non esisterebbero le classi sociali, nessuno da spremere e cesserebbero in un minuto le motivazioni – illogiche – di alimentare il Mercato.
 
Se tutti fossimo ricchi, il mondo crollerebbe. Perché nella dinamica della differenza fra ricchezza e povertà, si cela il fantasmagorico motore del Sistema.
 
I ricchi sono pochi. I poveri coprono il mondo. Pensare che se i poveri si accorgessero di essere dannatamente in tanti, sovvertirebbero in un giorno l’ordine delle cose.
 
I poveri sono un grande esercito. Al servizio dei ricchi.
 
I poveri lavorano anche quando non hanno uno straccio di lavoro. Ai poveri, non è consentito riposare. Mai.
 
I ricchi giocano a lavorare. Lo fanno perché si annoiano. Passano il loro tempo a creare qualcosa che i poveri possano desiderare.
 
I poveri passano la loro esistenza ad indebitarsi pur di comprare ciò che i ricchi hanno in serbo per loro. I ricchi comprano altre cose. In mercati diversi. I mercati dei ricchi.

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di Emilia Urso Anfuso (sito) lunedì 1 febbraio 2010 - 0 commento oknotizie
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