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  Home page > Attualità > Ambiente > Radar anti-migranti nell’inferno di Melilli-Augusta-Priolo
di Antonio Mazzeo (sito) venerdì 25 novembre 2011 - 1 commento oknotizie
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Radar anti-migranti nell’inferno di Melilli-Augusta-Priolo

L’ultimo regalo della ex ministra Stefania Prestigiacomo agli abitanti del triangolo della morte Melilli-Augusta-Priolo, l’area a più alto rischio ambientale di tutto il Mediterraneo. Si tratta di uno dei radar acquistati dalla Guardia di finanza in Israele per far la guerra ai migranti, lo stesso che era stato installato nella riserva naturale del Plemmirio, Siracusa, e poi smantellato per non deludere i concittadini-elettori della prima donna dei berlusconiani doc di Sicilia, fortemente preoccupati per le sue potenti emissioni elettromagnetiche.

“Lo trasferiremo da un’altra parte, lontano dai centri abitati”, aveva annunciato la Prestigiacomo. Detto e fatto. Adesso il radar anti-migranti si mostra in tutta la sua pericolosa grandezza puntando al Golfo di Augusta, in cima ad una collina calcarea di località Cugnicello Palombara, nel comune di Melilli, all’interno di quella che sino al 2000 era una delle più importanti stazioni per le telecomunicazioni della Marina militare e delle forze Usa e Nato.

Peccato che il nuovo impianto della Gdf è tutt’altro che distante dalle popolazioni: a due passi c’è Melilli con i suoi 12.000 abitanti; più sotto i centri di Priolo Gargallo ed Augusta e chilometri e chilometri di raffinerie ed industrie petrolchimiche, interminabili file di camini, torri e ciminiere che avvelenano l’ambiente e il territorio.

Un golfo, quello tra Augusta e Siracusa, che di sbarchi di migranti nell’ultimo secolo non ne ha visti ancora, ma che invece è meta tutti i giorni, 365 giorni all’anno, delle soste di petroliere, navi portacontainer zeppe di sostanze altamente tossiche, finanche sottomarini e portaerei a propulsione nucleare. La più grande pattumiera d’Europa, esposta al rischio sismico e ai maremoti, dove la follia delle transnazionali dell’energia vorrebbe costruire perfino un immenso rigassificatore.

Con la stazione di telerilevamento delle fiamme gialle c’è da scommettere che l’inquinamento elettromagnetico toccherà livelli record. La baia è una selva di antenne a microonde: ci sono gli impianti del Centro telecomunicazioni secondario della Marina militare di Augusta, sede alternata al Centro di comando e controllo di Santa Rosa (Roma) per la gestione delle operazioni aeronavali nel Mediterraneo centrale. E la stazione del Fleet Logistic Support Site della US Navy di Augusta per i collegamenti Tlc con le basi di Sigonella e Niscemi e con le unità della VI Flotta in navigazione nel Mediterraneo.

Scrive il Movimento per la difesa del cittadino di Melilli che chiede l’immediata rimozione dell’impianto

“Il nuovo radar si configura come un grande mostro che irradierà con le sue onde buona parte del territorio della Sicilia sud/orientale. Atteso che la sua irrazionale installazione può comportare rischi per la salute dei Cittadini, si vanno a creare servitù militari permanenti ed aggiuntive, in un’area che è stata oggetto di recupero urbanistico da parte del Comune, un non senso giuridico e sostanziale”.

Il triangolo della morte petrolchimica e nucleare è una delle aree a più alta densità militare del paese. La città di Augusta ospita una delle maggiori basi della marina militare italiana, sede del Comando Marittimo Autonomo in Sicilia e dell’Arsenale navale in cui vengono riparate le grandi unità da guerra nazionali e Nato.


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di Antonio Mazzeo (sito) venerdì 25 novembre 2011 - 1 commento oknotizie
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