Spero che siano sempre di più le persone che percepiscono l’attuale sistema dei partiti,
E’ questo che andrebbe etichettato come fenomeno di “antipolitica”, invece che affibbiarlo a Grillo, in quanto questa politica degenerata, insieme alla caduta di ogni identità e di ogni valore, l’intreccio tra soldi affari e mezzi di comunicazione, associazioni segrete, Cricche, allontana le persone perbene da ogni partecipazione, anche dal voto.
Aggrava molto la situazione il fatto che non vi sia una opposizione antagonista, con un programma o almeno un progetto riconoscibili, senza una prospettiva di alleanze (ogni giorno si fanno ipotesi differenti), circostanza che favorisce enormemente il “Caimano” che sa di trovarsi davanti al nulla, e può dedicarsi tranquillamente alla sua campagna acquisti per sostituire i finiani.
Siamo di fronte ad una situazione bloccata, determinata dalla presenza di una nomenklatura politica ormai fuori dal tempo, che cerca solo di sopravvivere, che lascia la guida reale del paese alle forze economiche che si propongono un arretramento della condizione operaia a prima del ’68, con tagli alla spesa sociale, compreso scuola e ricerca scientifica.
Il “governo del fare” fa solo tagli e si occupa di fare leggi per non mandare in galera il Caimano, mentre l’economia è lasciata a se stessa e sono gli industriali e Federmeccanica i nuovi legislatori.
In Italia abbiamo una destra vera, ricca, proprietaria del 90% dei mezzi di comunicazione, proprietaria delle fabbriche e del sistema distributivo delle merci, capace di fare sistema e indurre esigenze e consumi, insomma tutto il potere è nelle sue mani.
Ciò che manca totalmente alla nostra democrazia è la rappresentanza politica del lavoro subordinato, dei disoccupati, dei milioni di pensionati.
Ai vecchi partiti va staccata la spina, così anche ai sindacati che ormai fiancheggiano i padroni, niente più voti e niente tesseramento.
Una nuova opposizione e quindi una nuova classe dirigente, può nascere solo da un nuovo progetto che abbia come obiettivo di cambiare le regole del gioco.
Abbiamo assistito in questi ultimi 15 anni ad una degenerazione della democrazia grazie ad un monopolio privato dei mezzi di comunicazione, a una legge elettorale a misura di casta, alla occupazione della RAI da parte dei partiti, agli attacchi contro i magistrati e contro
E’ essenziale ed ineludibile, per rottamare i vecchi partiti, che a un fronte ampio di elettori sia data la possibilità di votare per un progetto di ritorno alla democrazia, con un programma chiaro e comprensibile, limitato alla riformulazione delle “Regole del gioco”, senza le quali la democrazia è una barzelletta e il potere assoluto è nelle mani del denaro e dei monopoli informativi.
Quasi totalmente condivisibile nei contenuti e scritto benissimo. Mi è piaciata molto questa (...)
14/09 11:48 - Gian Carlo Zanon