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Povertà: studiare nel disagio

Per commuoversi non è necessario andare sino all'altra parte del Mondo, bambini che studiano con profitto in condizioni disagevoli sono presenti anche nella capitale della progredita Italia.

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In luglio sulle pagine reali e virtuali dell’informazione italiana si è dato risalto alla storia di un bambino che senza luce fa i compiti sotto il lampione nell’area di un centro commerciale nelle Filippine.

Un bambino saltato agli onori della cronaca grazie alle foto su FaceBook di Joyce Gilos Torrefranca, una ragazza filippina, accompagnate dalla frase: «Sono stata ispirata da un bambino».

Nello studio dell’UNICEF (2007-2010) sulla povertà infantile in Asia orientale e nell’area del Pacifico (intitolato “Child Poverty in East Asia and the Pacific: Deprivations and Disparities”), si rileva che nel mondo “sviluppato” il numero di minorenni che vivono in una situazione disagiata era di 76,5 milioni, di cui 30 nei 35 paesi a economia avanzata dell'OCSE. Mentre nei sette paesi asiatici (Cambogia, Laos, Mongolia, Filippine, Tailandia, Vanuatu e Vietnam) presi in considerazione per lo studio erano oltre 93 milioni di bambini nell’indigenza e un terzo di loro soffrendo almeno una grave forma di privazione e l’impossibilità di andare a scuola è una di queste, oltre alla carenze di cibo e acqua potabile.

Una carenza raccontata nel film francese Vado a scuola (Sur le chemin de l'école, 2013), di Pascal Plisson, che narra delle difficoltà incontrate da quattro bambini in quattro differenti angoli del pianeta, ma uniti dalla stessa sete di conoscenza.

Il piccolo Daniel che studia sotto un lampione commuove e da un volto patetico alla voglia di studiare, ciò che non è accaduto a Roma, ad un soffio di respiro dal set del Grande Fratello, dove in uno spettro di abitazione, dimora una famiglia orgogliosa dei risultati scolastici di una figlia che studia a lume di candela…

Ma l’interesse per lo studio non è prerogativa dell’infanzia. È anche possibile vedere dei senza fissa dimora che trascinano carrelli pieni di indumenti e oggetti di sopravvivenza tra i quali fanno capolino dei libri.

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Qualcosa di più:

Immondizia e sud del mondo: un’umanità celata dalle discariche

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