E’ opinione diffusa che il Ponte sullo Stretto sia una bandiera del centro/destra e di Silvio Berlusconi, che il centro/sinistra sia contrario alla realizzazione di questa grande opera che, quasi quasi, viene vista come un capriccio dell’attuale Presidente del Consiglio. In realtà il progetto del Ponte ha origini ben più nobili e antiche.
Ripercorrendo la storia del progetto di collegamento stabile tra la Sicilia e il Continente, infatti, potremo scoprire tanti documenti sorprendenti che smentiranno molti luoghi comuni e che potranno far tornare la memoria a tutti coloro che dimenticano facilmente.
E’ dalla notte dei tempi che si parla di collegamento stabile nello Stretto di Messina: antiche cronache, miti e leggende narrano di idee, e di vere e proprie pazzìe, pur di collegare Scilla a Cariddi e viceversa.
In realtà il primo Ponte sullo Stretto lo costruirono gli Antichi Romani, nel luglio 250 a.C.
Secondo lo storico Strabone, infatti, il console Lucio Cecilio Metello, vincitore di Asdrubale nella battaglia di Palermo (siamo nel clou delle guerre Puniche), deve trasferire dalla Sicilia al continente i 104 elefanti che aveva catturato ai cartaginesi, venuti in Sicilia dall’Africa in soccorso di Annibale.
Così, questo console geniale e illuminato, decide di far costruire una passerella galleggiante impiegando centinaia di botti legate a due a due, sovrastate da tavole di legno su cui fu messa della terra. La struttura, munita di grandi e robusti parapetti ai lati per non far cadere gli elefanti in acqua durante le operazioni di attraversamento, ospita anche carri e soldati.
Una leggenda Romana narra che, sconfitti i cartaginesi in Sicilia, questo ponte galleggiante viene lasciato lì, nello Stretto, e che riesce a resistere per diversi mesi alle intemperie, prima di venir spazzato via dal mare, consentendo agli abitanti delle due sponde dello Stretto di entrare in contatto in modo molto facile, semplice e veloce.
Nel corso, poi, del IX secolo d.C., in pieno medioevo, l’imperatore Carlo Magno, arrivato in Calabria, nota quanto in realtà le due sponde dello Stretto siano vicine, e decide di realizzare una sequenza di ponti galleggianti sul mare.
Nel 1140 è il Re di Sicilia, Ruggero II, ad avviare delle esplorazioni nello Stretto per studiare le correnti e la fattibilità di realizzazione di un ponte tra le due rive.
Più vicino ai giorni nostri, e con opere maggiormente concrete e meno leggendarie, nel 1866 l’on. Jacini, Ministro ai Lavori Pugglici, incarica Alfredo Cottrau, costruttore di ponti e strade ferrate, di studiare la possibilità di realizzare un collegamento stabile tra Calabria e Sicilia tramite lo Stretto.
Nel 1876, nel clou del dibattito sull’attraversamento stabile dello Stretto di Messina (parliamo di 143 anni fa !!!) Giuseppe Zanardelli in parlamento tuona: “Sopra i flutti o sotto i flutti, la Sicilia sia unita al Continente!”.
Sono i mesi in cui si discute addirittura della possibilità di realizzare un tunnel sottomarino, poi bocciata nel corso del ‘900 per il non superamento degli esami di fattibilità.
Ma, appunto, veniamo al ‘900. Il secolo vive i più ferventi dibattiti, e anche le prime tappe legislative e burocratiche, ed è ricco di colpi di scena – prettamente politici – rispetto alle idee bislacche che ci siamo fatti oggi (e che cioè il Ponte sia un’opera di destra, e che le sinistre siano contrarie).
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