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Politici Italiani: hanno fatto del bene... a se stessi

Ora vorrei proprio sentire qualcuno che non dica “Io l’avevo detto”! Sapevamo tutto. Vedevamo tutto. Permettevamo tutto. Le ruberie. La corruzione. Le finte liti politiche. Gli abusi. Gli scandali. Non è che ci servisse qualche luminare delle scienze politiche ed economiche, per capire che stavamo andando verso il baratro più oscuro degli ultimi 70 anni in Italia. Eppure...

A tempo debito, ci si è fatti percuotere da ogni tipo di vessazione. Abbiamo permesso – umili spettatori – che chi doveva “semplicemente” amministrare il Paese, in realtà non faceva altro che intascare denaro pubblico, denaro sommerso, denaro: sotto qualsiasi forma. Decenni. Di ruberie. Di aberrazione sociale. Di totale mancanza del senso del Bene Comune. Quel senso che fa sviluppare nazioni, territori e società civile. E che da noi non esiste più nemmeno come pallido ricordo.

Ora rischiamo persino di abituarci all’idea dell’atto finale: il fallimento della Nazione. Che alcuni vedono come il detonatore di un più grande e terribile fallimento: quello mondiale. Perchè sembra proprio – esperti docet- che l’eventuale, imminente fallimento della Nazione Italia, porterà con se, come il peggiore gioco del filotto, tutte le altre nazioni mondiali, che ancora traccheggiano e fingono di filare a gonfie vele, vedi ad esempio la Germania.

La colpa, di chi è? Di tutti, c’è da dire. Dei cittadini, che hanno ritenuto più fruttuoso occuparsi d’altro, senza pensare che così facendo nessuno si è veramente occupato degli affari propri. Perchè in Italia il senso comune non esiste. Ed ognuno è convinto di battersi per una battaglia del tutto personale ed individuale. Nulla di più sbagliato. Ma vallo a dire a quei circa 40milioni di italiani, intenti ognuno a cercare di coltivare una sorta di proprio orticello in barba al vicino di casa. Parliamo di Unità di Italia, e non sappiamo nemmeno quale sia il significato. Abbiamo ricordato, festeggiato e commemorato. Mentre l’Italia già fallita, scivolava verso il vero temuto fallimento.

Le mani in tasca? Certamente. Ma come negli Stati Uniti republicani di memoria ed attualità, ecco che si sostengono i ricchi, non si toccano i politici e si vessano – più che mai – fasce talmente deboli da non trovare nemmeno un filo di voce per dire una qualsiasi cosa che non sia un ebete lamento.

Cosa ha fatto per la società civile la nostra politica negli ultimi decenni? Nulla. O meglio: molto. Ha fatto del gran bene. A se stessa. Aumentando a dismisura benefici di ogni genere, fino a giungere ad essere proclamata “Casta”. Una infamia di più in un Sistema già palesemente aberrante.

Ora tutto appare palese, forse. Perchè il timore che aleggia fra chi certe cose, certi fatti e certi accadimenti li vedeva chiari già da tempo, è che ancora in molti non si capisca o non si voglia capire ed accettare il male che ognuno ha fatto a se stesso pensando fosse giusto guardarsi l’orticello.

Un orto comune, è mancato all’Italia. Il bene comune. Da raggiungere tutti insieme. La mano nella mano, che ormai è del tutto inutile abbracciare come ideale. Perchè i numeri che ci ricordano della nostra inettitudine di Cittadini meritori di questo appellativo parlano chiaro: 2mila miliardi di euro, che crescono a dismisura persino mentre batto sulla tastiera queste considerazioni.

Come andrà a finire, dal momento che le forze chiamate a gestire la nazione non hanno idee – ora! – e non danno nemmeno messaggi rassicuranti o volontà di scendere dal piedistallo dorato in cui sono stati posti?

Bossi teme il colpo di Stato. Tremonti non muove un muscolo più del dovuto. Il Governo si preoccupa solo di restare abbarbicato a poltrone ormai logore. Il Presidente Napolitano, si auto congela lo stipendio per due anni (...) che significa soltanto che non percepirà aumenti sullo stipendio e non certo che non percepirà stipendio.

Insomma: a chi domandare delle nostre vite cosa avverrà a breve?

Credo di poter rispondere: a noi stessi. Che se vogliamo, comprendiamo più di ciò che sembra. Abbiamo una energia maggiore di ciò che appare. E siamo in grado – se lo vogliamo davvero – di raddrizzare ‘sta baracca sgarrupata che ha ancora un nome, una storia ed un volto da salvaguardare. Che è il volto di ognuno di noi. Ogni giorno della nostra Vita.

Facciamoci del bene. Riprendiamo i nostri posti nel luogo che ci appartiene. Aiutiamo il Sistema a modificare se stesso. E le forze politiche a scendere, da un treno che è passato troppe volte vicino alle parole “Futuro e Sviluppo” ma che nessuno ha mai preso. Preso com’era ad afferrare l’unico scopo umano su questa terra, a quanto pare: il delirio di onnipotenza.

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