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di Strangelove sabato 25 giugno 2011 - 8 commenti oknotizie
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Per il bene di "tutti": la tassazione delle rendite finanziarie

Anche la confcommercio di Sangalli chiede di tassare le rendite finanziarie.

Il povero Berlusconi ormai è circondato. La triade sindacale, confindustria, confcommercio. L'elenco delle corporazioni è quasi al completo.

Il presidente Sangalli dice fra l'altro "chi evade sbaglia ma va compreso" e propone di tassare invece i "ricchi" mutuando la retorica già usata da Bonanni e dallo stesso Abete.

Devo dire che la lista di chi si preoccupa dei "poveri" e vuole far pagare i "ricchi" si allunga ogni giorno di più fino ai personaggi più improbabili. Abete, ex presidente di Confindustria, ex presidente BNL e attuale presidente ASSONIME, ha sempre avuto una vena burlona: quando dice che è ora di far pagare i patrimoni ha un mezzo sorriso sornione sulle labbra. E infine ecco la Confcommercio che parzialmente giustifica l'evasione e ci racconta come sia giusto tassare chi accumula denaro e non lo spende (!). Piccola nota a margine. Il potente presidente della Confcommercio di Roma Pambianchi è di recente stato arrestato perché coinvolto in una megaevasione iva da 600 milioni di euro con tanto di società offshore in paradisi fiscali. Forse qualche lettore si ricorderà anche del predecessore di Sangalli, quella simpatica faccia da schiaffi di Billè: condannato per corruzione e peculato (malagestione di fondi previdenziali e appropriazione indebita di 40 milioni di euro). Anche Billè era solito recitare la litania che bisogna tassare le rendite finanziarie.

Pochi casi isolati? Per niente. La confcommercio fra le corporazioni è quella che sembra attirare maggiormente quei maneggioni italiani che hanno fatto dell'elusione, dell'evasione e della ruberia il loro stile di vita. Considerando quindi gli atteggiamenti moraleggianti e cattedratici dei rappresentanti di confcommercio possiamo concludere che anche qui come in confindustria la faccia tosta e il senso dell'umorismo non mancano di certo.

Il problema ora comunque è di Berlusconi. La richiesta: aumentare le tasse sul risparmio degli italiani per abbassare le tasse a commercianti e imprese. Commercianti e industriali non hanno molti problemi a chiedere più tasse sul risparmio delle persone: il regime fiscale aziendale detto PEX e la possibilità di creare holding in paradisi fiscali consente loro ampio margine di manovra: i grandi patrimoni e tesoretti degli imprenditori non pagano quasi nulla allo stato italiano. La tassazione del 12,5% imputabile alle persone fisiche è quella che invece le persone comuni pagano. Ed è questa che a gran voce si chiede di alzare: più tasse su azioni, titoli di stato, fondi; ma si badi bene più tasse solo sulle attività finanziarie dei singoli individui; non sulle società o su scatole finanziarie. Anche i sindacati partecipano volentieri al banchetto. Tasse più alte sul risparmio delle famiglie significano maggiori vantaggi fiscali per i loro fondi pensione il cui mercato è appunto quello incentrato sulle persone fisiche. E sappiamo quanto i sindacalisti tengano alle loro attività scarsamente controllate e generanti poltrone e prebende per i dirigenti sindacali stessi.

Così Berlusconi è circondato e deve scegliere.

O tradire il suo elettorato e il ceto medio, o subire l'opposizione delle corporazioni.

O disattendere le sue promesse elettorali di proteggere il risparmio degli italiani, o patire la guerriglia di sindacati, caste e lobby.

Marcegaglia e soci stanno dando una pistola al premier e gli stanno chiedendo di suicidarsi con buona grazia e per il bene di "tutti". O altrimenti sarà peggio per lui.

di Strangelove sabato 25 giugno 2011 - 8 commenti oknotizie
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Tasse Rendite Finanziarie

I commenti più votati

  • 6 votes
    (xxx.xxx.xxx.29) 26 giugno 2011 02:23

    La grande maggioranza dei lavoratori italiani NON VUOLE l’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie, cioè sui propri risparmi. Aumentare la tassazione sulle rendite è quindi un autogol, un suicidio politico-elettorale del centrosinistra.

    E allora mi chiedo: ma perché lo fanno?

    Visto che sono tutt’altro che autolesionisti, mi viene da pensare: che stiano obbedendo a ordini “superiori”? A quali potenti burattinai stanno obbedendo? A quali poteri forti fa così tanto comodo raddoppiare le tasse sui risparmi dei lavoratori? E’ interessante notare che troviamo politici statalisti, rossi, bianchi o neri, che vogliono tartassare i risparmiatori, trasversalmente in tutti gli schieramenti politici ad eccezione dell’area liberista. Sappiamo che in Italia le famiglie padrone hanno l’abitudine di tenere loro uomini sia a destra che a sinistra: qualunque schieramento politico vinca, vincono sempre loro. Berlusconi era l’eccezione, e, almeno finora, grazie alla sua ricchezza e al suo impero commerciale, si è potuto permettere di essere un po’ più indipendente dai soliti poteri forti: guarda caso è stato l’unico ad opporsi con decisione all’aumento della tassazione sui risparmi, anche contro i suoi alleati. Berlusconi potrà piacere o non piacere, ma questi sono i fatti.

    E allora invito quei parlamentari del centrosinistra dotati di buon senso e d’indipendenza a evitare il concretizzarsi di questa follia suicida, a impegnarsi per bloccare l’aumento della tassazione sugli inflazionatissimi risparmi degli Italiani.

    Sempre se vogliono essere rieletti: i risparmiatori hanno una memoria da elefante.

    Una brevissima analisi dei ceti produttivi e parassitari chiarirà meglio la situazione.

     

    Ci sono lavoratori veri, nel senso che lavorano e producono ricchezza, e sono i dipendenti del settore privato, gli autonomi, i piccoli e medi imprenditori.

    Poi ci sono i lavoratori solo di nome, quelli i cui stipendi sono in realtà rendite, compensi per i voti portati, per il consenso dato, per la connivenza a traffici di ogni tipo. Costoro non producono niente, vivono sulle spalle dei contribuenti, dei ceti produttivi, rompendo per giunta l’anima a questi ultimi con quelle ottuse vessazioni burocratiche e legislative, che sono la vera rovina del nostro sistema economico.

    Il bello è che le famiglie padrone del regime socializzano i costi del consenso, cioè li fanno pagare a noi. Si pagano il consenso dei loro servi parassiti coi soldi di noi contribuenti.

    E hanno pure la faccia, costoro che vivono sulle nostre spalle, loro che hanno lauti stipendi costituenti vere e proprie rendite perché ciò che fanno non serve a nulla, di chiamare “rendite” finanziarie i rendimenti degli inflazionatissimi risparmi dei lavoratori! E di volerli ulteriormente tartassare!

    NESSUNA TASSA E’ A FAVORE DEL POPOLO, TUTTE LE TASSE SONO CONTRO IL POPOLO.

    Il cittadino si merita ciò che permette agli altri di fargli.


    Filippo Matteucci

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