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 Home page > Tribuna Libera > Omicidio Carabiniere a Roma: al peggio non c’è mai fine

Omicidio Carabiniere a Roma: al peggio non c’è mai fine

Ucciso con undici fendenti inferti da un giovane tossico viziato di una "buona famiglia americana", appena sbarcato da un aereo in "first class" e soggiornante in un hotel 4 stelle assieme ad un complice balordo come lui. 

Il bamboccione violento, di nome Natale Hjorth, era sbarcato con annesso coltello di tipo militare con lama da 18 cm a doppio taglio. Un gingillo che non avrebbe dovuto assolutamente passare i controlli doganali dell'areoporto e che pone pesanti interrogativi sulla "sicurezza", che qualcuno sbandiera come un trofeo un giorno si e l'altro pure. Ma si sa come vanno certe cose. Un ricco biondastro statunitense con tanto di look da turista in vena di spassarsela nel belpaese non insospettisce, fosse stato un nero oppure un arabo allora magari... .

Cosi' è morto il carabiniere Mario Cerciello Rega, lasciando vedova una povera ragazza con la quale era convolato a nozze meno di due mesi fa. Una morte assurda, sia per le modalità con le quali è avvenuta che per implicazioni di carattere giuridico, che gridano vendetta e che lasciano esterefatti.

In una conferenza stampa al limite del surreale, il comandante provinciale dei carabinieri di Roma, Francesco Gargaro, dopo avere sottolineato la correttezza nelle modalità di intervento da parte dei due carabinieri che si erano regolarmente qualificati, dichiara (testuale) " Cerciello aveva dimenticato l'arma, è stata probabilmente una dimenticanza, ma ciò non toglie che non aveva nessuna possibilità di reagire" . Insomma era in servizio, seppure in borghese, ma senza la pistola e con le sole manette. Il suo collega Andrea Varriale, anche lui in borghese, invece era armato ma impegnato in una collutazione con l'altro statunitense amico di Hjorth.

Adesso richiamo l'attenzione sulle parole del comandante e lasciamo perdere i fatti che sono oggetto di indagini e le ricostruzioni degli avvenimenti fornite dai media. Un carabiniere in servizio che esce disarmato lascia senza parole, alla stregua del suo collega che pur armato si è ben guardato dall'estrarre l'arma. Non voglio infangare l'Arma benemerita perché svolgono un servizio di protezione e garanzia per i cittadini a rischio della loro incolumità, ci mancherebbe altro. Ma porca di una miseria cosa deve succedere perché un carabiniere ponga in atto un comportamento consono al ruolo che è chiamato a ricoprire? Perché questa ritrosia nell'impiego delle armi che li espone a rischi eccessivi?

Può darsi, come ha sottolineato lo stesso comandante, che Mario Cerciello non avrebbe avuto il tempo di difendersi data la fulmineità con la quale ha agito il balordo, ma il suo collega armato cosa stava facendo, perché non ha estratto l'arma? La risposta può essere nelle norme che regolano le modalità di intervento, che mettono i militari a rischio di procedure disciplinari o persino penali nei casi in cui ci scappa il morto. Insomma prima di sparare bisogna pensarci non una ma dieci volte, intanto il delinquente agisce perché la sua " deontologia" non prevede alcuna limitazione temporale. E a pagare è quasi sempre un povero carabiniere che per poco più di 1.200 euro al mese sacrifica la sua vita e quella dei suoi cari sull'altare di leggi demenziali, uniche nel panorama mondiale. Negli USA, visto che stiamo parlando di due balordi stunitensi, appena la polizia si qualifica e non ti inchiodi come una statua sul posto ti riducono come un colabrodo. Certo è una esagerazione ma noi siamo l'esatto opposto, possibile che non ci sia una via di mezzo?

Dulcis in fundo arriva l'immagine di Hjorth bendato e ammanettato in caserma che fa il giro del mondo. L'ha scattata uno dei militi presenti, che è stato poi immediatamente trasferito ad altro incarico. Ma è troppo chiedere una selezione del personale operativo un pò più accorta in certe iniziative? A meno che la cosa non sia stata organizzata ad hoc e allora gli interrogativi diventano inquietanti. Non è che la faccenda finisce come gli aviatori USA in vena di peripezie volanti che hanno strappato la funivia, ammazzando un pò di gente, o la Amanda uccel di bosco che gira il mondo a fare interviste dopo una assoluzione per l'omicidio Kerchel, che è a dir poco sconcertante?

Perché gli statunitensi sono bravissimi nel riportare in patria i loro cittadini, a prescindere da cosa combinano in giro per il mondo. State sicuri che presto arriverà dagli USA la richiesta di estradizione per i due rampolli di "buona famiglia", soprattutto sulla base del trattamento " disumano e non rispettoso delle regole internazionali" riservato a Hjorth dopo l'arresto. Dopo tutto non siamo mica a Guantanamo.

Insomma siamo lo zimbello del mondo, dopo Macron che ci giudica "vomitevoli" per come ci comportiamo con i migranti, che lui nel frattempo piomba nei container senza cibo, acqua e finestre, adesso la ramanzina ci arriverà pure da Trump, altro fulgido esempio di rispetto dei diritti umani. Intanto i soliti dispensatori di amore e felicità nostrani, raccolti sotto i vessilli dei soliti campanili non perdono occasione per rendersi ridicoli e stanno già iniziando la campagna nei confronti del Salvini " torturatore di povere anime belle".

Al peggio non c'è mai fine.

 

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