Arrivano le prime denunce per le occupazioni studentesche. Ma occupare la scuola è reato penale?
A Bologna l'anno nuovo è iniziato con l'occupazione del Liceo Copernico, dopo il fallito tentativo di occuparlo in prossimità delle vacanze natalizie a causa della presenza preventiva della Digos.
Ma il 3 gennaio i ragazzi bolognesi, dal teatro cittadino, si sono spostati in piccoli gruppi separati fino in viale Aldo Moro, dove hanno formato un corteo fino alla scuola di via Garavaglia.
"Oggi ci riprendiamo la scuola che ci hanno blindato qualche giorno fa. L'approvazione del Ddl Gelmini non ha fermato le nostre lotte. Per noi non ci sono vacanze".
Sotto questo grido a Bologna continua la lotta studentesca che è stata caratterizzata da due eventi: innanzitutto un'importante assemblea che ha visto la partecipazione allargata anche agli operai e varie sigle sindacali tra cui anche la Fiom, ciò in vista delle manifestazioni regionali che si svolgeranno nella giornata del 28 gennaio; ma anche dalle intimidazioni della Dirigente Scolastica, la quale ha sostenuto minacciosamente: "Li ho già avvisati dei rischi che corrono”, “Non per rappresaglia, ma per far capire loro che ad ogni azione corrispondono certe conseguenze… “. Ha inoltre affermato che l'iniziativa dei ragazzi del Copernico “è stata una vigliaccata" e specificando che "L’altra volta non c’erano riusciti perché c’era la Digos" ma questa volta sono entrati uno alla volta con la scusa di andare in segreteria, poi hanno spalancato le porte facendo entrare altri 70-80 ragazzi…“. La dirigente scolastica ha minacciato i ragazzi di severi procedimenti disciplinari.
A Milano invece si è andati oltre, nel senso che sono arrivate le prime denunce per occupazione abusiva e violenza privata. I fatti riguardono specialmente i ragazzi del Caravaggio, la cui preside allarmata sosteneva che "un gruppo di alunni ha fatto irruzione a viso coperto". Ma le denunce sono state effettuate anche dai dirigenti del liceo pedagogico Tenca, del classico Manzoni, del Vittorio Veneto e del Pascal, entrambi licei scientifici. Il Comune di Milano, senza perdere tempo, dichiara subito che "è pronto a costituirsi parte civile nei procedimenti penali"
Che i dirigenti scolastici siano da un certo punto di vista costretti a procedere all'effettuazione della denuncia è anche effetto della riforma Brunetta, poiché se i dirigenti scolastici dovessero omettere atti di ufficio come quelli di segnalare all'autorità giudiziaria l'occupazione della propria scuola, rischierebbero un procedimento disciplinare.
Ma alla fine dei conti la decisione finale spetta al buon senso, a quel buon senso di condividere la lotta degli studenti, anche dei loro probabili figli, che non hanno progettualità futura nella società italiana.