1. Tv e giornali spendono sempre fiumi di parole in occasione del G8, il G20 o di altri grandi consessi internazionali, invece i summit tra Cina e Africa passano pressoché sotto silenzio. Eppure sono sempre più gli incontri tra Pechino e il Continente Nero a muovere l'ago della bilancia dell'economia mondiale.
Nel 2006, il Forum per la Cooperazione Cina-Africa, tenutosi a Pechino, richiamò i leader di 35 paesi africani su 53. Mentre i primi due (Pechino 2000 e Addis Abeba 2003) si erano mantenuti su un basso profilo, nel terzo invece furono prese importanti decisioni. La Cina si impegnò a concedere prestiti per un totale di 5 miliardi di dollari ottenendo in cambio appalti per quasi 2 miliardi di dollari, tra cui uno per la costruzione di 1315 km di ferrovie in Ghana. Il pacchetto comprendeva anche un accordo con la Nigeria per l'esplorazione e lo sfruttamento di nuovi giacimenti petroliferi.
Nel quarto summit, convocato a Sharm el-Sheikh l'8-9 novembre 2009[1] e che vide la presenza di 49 leader del continente, Pechino accordò un ulteriore prestito da 10 miliardi di dollari in cambio di appalti per le proprie imprese e concessioni per l'approvvigionamento di risorse naturali. “La Cina si impegnerà ad aiutare l'Africa”, disse il premier Wen Jiabao in uno dei passaggi salienti del suo discorso. Fu istituito un fondo da un miliardo per la concessione di crediti a piccole e medie imprese. La Cina cancellò il debito con i paesi africani. Furono azzerati i dazi sulle importazioni dai paesi più poveri del continente. Pechino donò apparecchiature mediche a 30 ospedali per un valore di 73 milioni di dollari. Annunciò la costruzione di 50 scuole. Avviò 100 progetti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Offrì un programma di istruzione gratuita nelle università cinesi per 5500 studenti e il pagamento di spese e stipendi per 3000 medici, 2000 ingeneri, 1500 professori in Africa. In totale, la Cina ha promosso la formazione di oltre 20.000 professionisti entro il 2012.
Numeri in confronto ai quali gli “aiuti” dell'Occidente sembrano una mera elemosina.
2. Negli ultimi anni, la Cina è passata da una politica di prestiti a fondo perduto in cambio di risorse naturali alla concessione di crediti finalizzati e alla costruzione di infrastrutture. Accordi che creano sviluppo e posti di lavoro. E grazie ai quali la Cina procura sempre nuove commesse alle proprie industrie, tenendole al riparo dalla crisi globale.
Il volume dell'interscambio Cina-Africa ha superato quota 130 miliardi di dollari nel 2010, e il totale degli investimenti diretti di Pechino nel continente è attualmente stimato in 47,5 miliardi di dollari.
Nel 2007 la Cina ha promosso la creazione di una serie di zone economiche speciali sul modello di Hong Kong e Macao. La prima sta nascendo nello Zambia, nella provincia di Copperbelt; la seconda sorgerà nelle Mauritius, dove la Cina ha intenzione di fondare un emporio commerciale aperto a 21 paesi del mercato comune dell'Africa orientale e meridionale.
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Non fatemi domande e io non ne farò a voi
Profilo personale, articoli e statistichee noi stiamo a guardare... ma non pensate che quando il cibo sarà scarso i cinesi penseranno a (...)
20/06 19:11 - Damiano Mazzotti