Partiamo dagli avvenimenti accaduti negli ultimi dieci giorni.
Il primo ministro inglese, James Cameron, costretto a presentarsi di fronte al parlamento per render conto dei suoi rapporti con il gruppo editoriale di News Corporations, mentre la sua popolarità tra gli elettori britannici tocca il minimo da quando si è insediato lo scorso maggio.
Anche Rupert Murdoch e il figlio James, sotto accusa da alcuni mesi per le tecniche illecite e le violazioni della privacy praticate in cerca di notizie, sono costretti a comparire e rispondere alle domande dei membri della commissione per i media e le comunicazioni dell'House of Commons. Le loro dichiarazioni sono state vagliate e confrontate con quelle di ex dirigenti del News of the World e di certo la questione avrà bisogno di ulteriori chiarimenti, soprattutto per quanto riguarda le autorizzazioni di pagamento di intercettazioni e ricompense. Centrale è verificare chi fra i dirigenti fosse convolto e quanto fra loro ci fosse la consapevolezza dei metodi utilizzati dai reporter per "catturare" le notizie. James Murdoch dovrà probabilmente tornare per una seduta straordinaria della Commissione alla Camera dei Comuni.
C'è poi il ritrovamento del cadavere di Sean Hoare, ex giornalista del News of the World, giornale del gruppo che, poco più di dieci giorni fa nonostante i suoi 168 anni di storia, e il successo nel Regno Unito (quasi 3 milioni di copie vendute), annunciava una chiusura improvvisata per lo scandalo del phone hacking. Hore era stato il primo lo scorso anno a raccontare al New York Times di essere stato spesso incoraggiato dal suo amico nonché editore Andy Coulson, a spiare varie segreterie telefoniche di altrettanti personaggi famosi.
Il tutto è avvenuto in seguito alle dimissioni di Paul Stephenson, e successivamente di John Yates, rispettivamente “commissioner” e “assistant commissioner” di Scotland Yard, accusati di negligenze e connivenze con i giornali incriminati.
Il primo in particolare avrebbe anche accettato cospicue somme di denaro da parte del gruppo editoriale per chiudere un occhio nelle indagini. A destare ulteriori sospetti sul suo conto anche un lussuoso soggiorno in un centro benessere con Neil Wallis, ex vicedirettore di News of the World, anche lui arrestato la scorsa settimana per lo scandalo intercettazioni.
Anche il direttore generale di News International, Rebekah Brooks, viene arrestata per lo scandalo delle intrusioni illecite nelle segreterie telefoniche ad opera di reporter del tabloid incriminato. In realtà i fatti risalgono al 2002 quando Glenn Mulcaire era riuscito con estrema facilità a entrare nella segreteria telefonica di un'adolescente Milly Dowler, rapita e scoperta cadavere qualche giorno dopo. Un caso di cronaca nera che all'epoca imperversava su tutti i media britannici. Nel tentativo di ascoltare i messaggi successivi, inoltre, il giornalista aveva cancellato alcuni messaggi dalla segreteria, illudendo i genitori che la ragazza fosse ancora in vita.
In realtà lo scandalo pubblico era in parte scoppiato già nell'agosto 2006, quando il reporter del News of the World della casa reale, Clive Goodman e lo stesso Mulcaire, vengono sospettati di phone hacking ai danni del Principe e di altre figure pubbliche. Vengono arrestati nel gennaio 2007 e la compagnia di Murdoch si affrettò a gettare acqua sul fuoco, circoscrivendo il caso ai modi bruschi di un giornalista assetato di notizie esclusive e ribadendo quanto non fosse quello il modus operandi della loro cultura giornalistica. Tuttavia nelle ultime settimane le indagini hanno confermato che quel caso isolato rappresenterebbe in realtà una prassi ben consolidata all'interno della testata. Le persone spiate dal News of the World, perlopiù celebrità, risultano essere migliaia anche se solo cinque fanno causa al tabloid e i loro avvocati lottarono non poco per avere accesso alle registrazioni di Mulcaire.
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