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 Home page > Tribuna Libera > Marzo 2020

Marzo 2020

In questo giorno di silenzio attutito, in cui il paese è blindato al suo esterno e al suo interno, mi muovo spiazzata per casa cercando il sole dalla finestra. Sembra che la città sia tornata a disposizione dei mille volatili che occupano l'aria con le loro melodie e con suoni a volte un pò striduli. 

Desideravo da tempo un pò di silenzio, Desideravo eliminare quel brutto rumore di fondo causato dalle automobili e dal caos cittadino. La mia testa chiedeva riposo. E ora che è arrivato il silenzio, ora che l'aria è pulita dagli scarichi dei nostri trabiccoli, io non posso goderne. La causa è la morte, la malattia, la paura.

Osservo individui sparuti, con la bocca coperta per protezione, che vanno un pò mesti, a passo veloce, su strade deserte. Un silenzio plumbeo di giorno e di notte, interrotto ogni tanto da momenti di musica e cori distorti: i nuovi rituali ai quali la gente si aggrappa per esorcizzare questo momento. I bambini disegnano arcobaleni e scrivono , sotto dettatura di loro maestri, che ce la faremo. Intanto i notiziari aggiornano sui nuovi decessi, ogni giorno in aumento.

Finalmente ho capito che è vero, che di questo virus si muore, e che la questione è davvero tremenda. Sento amici che parlano di persone a loro vicine finite in ospedale; ieri ho saputo che è morto un mio conoscente. Ogni giorno dei numeri, ogni giorno dei nomi.

Ora sono seduta al sole, su una panchina: aspetto che il mio amico esca fuori dalla visita medica, aspetto che torni da me. Io non posso entrare - per sicurezza, mi dicono. Sono in un giardino e osservo un cespuglio di foglie verdi, verdissime, intramezzate da foglie di un rosso acceso, che brilla per la luce del sole che vi si posa sopra, gentile. Fa freddo e oggi ho paura. Ho fretta che lui torni da me, e questa paura è tutta aggrivigliata nella mia gola, come un tappo di stoffa che assorbe la mia linfa vitale, prosciugandomi. Guardo la porta ogni volta che c'è un movimento.

È tempo di paura, di incertezza e di caccia alle streghe. È tempo di tante domande senza risposta e di ipotesi brutte.

Oggi non so godere di questo sole brillante, sembra piuttosto un'offesa.
Nel silenzio diffuso solo gli uccelli zampettano e volano ovunque, liberi di muoversi e di cantare. Sembrano allegri, loro, alla conquista di uno spazio che avevamo loro brutalmente sottratto.
È bello per loro, lo trovo anche giusto, ma non riesco a sorridere, nemmeno per loro.

Io ho smesso di farlo da alcuni giorni. 
E chissà quando mi sara possibile riprendere a farlo.

Foto di Joshua_Willson da Pixabay 

Questo articolo è stato pubblicato qui

Commenti all'articolo

  • Di Enzo Salvà (---.---.---.64) 18 marzo 10:36
    Enzo Salvà

    epperò abbattersi è peggio. Dalle sue numerose competenze può trarre la fantasia necessaria. 

    Questa è un’esperienza vista solo nei film, speriamo non diventi più catastrofica.

    Se perdura, accade spesso che subentrino fatalismo ed abitudine ma anche abitudini nuove: prendiamone atto e cerchiamo di mantenere la vita sempre degna di essere vissuta.

    Nel frattempo....... leggiamo e scriviamo, magari osserviamo anche in noi stessi, annusiamo l’aria diversa, come del resto Lei sta già facendo, pesiamo le tante cose fatte fino a ieri e valutiamo quali meritavano e quali meno, ripromettiamoci di non dimenticare, ne abbiamo il tempo....anche per la noia, "virtù" non disprezzabile a volte.

    C’è da fare, .......

    Un Saluto

    Es.

  • Di Marina Serafini (---.---.---.235) 18 marzo 22:42
    Marina Serafini

    Si, c’è da fare, c’è da osservare e ci sta da riflettere. Il fatto é che quanto stiamo vivendo sembra irreale, per quanto immediato e diffuso. Ho visto la diffidenza tra le persone diventare paura e disprezzo, e mi é venuto in mente che é tutto già accaduto, tempo fa, verso altre razze, verso altri generi, verso chi era considerato - a torto o a ragione - pericoloso. L’uomo sa essere violento, egoista e invadente, e sa essere cosí crudele a causa della sua fragilità. Oggi questa bruttezza nasconde la luce che, pure, ogni uomo porta dentro di sé, e lo rende gustoso a chi sa osservarla.

    • Di Doriana Goracci (---.---.---.104) 19 marzo 10:02
      Doriana Goracci

      Marina cara, ti ho letta e ho letto Enzo Salvà, ioi non ti dico niente di mio ma ti allego le parole di un Maestro ,ai suoi alunni delle elementari, quale era Alberto Manzi, che a me continua a dare conforto e aiuto in tanti momenti quando non riesco a capire chi ho intorno a me e non so a cosa appellarmi...Buone giornate.

      "...Ora le nostre strade si dividono. Io riprendo il mio consueto viottolo pieno di gioie e di tante mortificazioni, di parole e di fatti, un viottolo che sembra identico e non lo è mai. Voi proseguite e la vostra strada è ampia, immensa, luminosa. E’ vero che mi dispiace non essere con voi, brontolando, bestemmiando, imprecando; ma solo perché vorrei essere al vostro fianco per darvi una mano al momento necessario. D’altra parte voi non ne avete bisogno. Siete capaci di camminare da soli a testa alta, PERCHE’ NESSUNO DI VOI E’ INCAPACE DI FARLO.Ricordatevi che mai nessuno potrà bloccarvi se voi non lo volete, nessuno potrà mai distruggervi, SE VOI NON LO VOLETE.Perciò avanti serenamente, allegramente, con quel macinino del vostro cervello SEMPRE in funzione; con l’affetto verso tutte le cose e gli animali e le genti che è gia in voi e che deve sempre rimanere in voi; con onestà, onestà, onestà, e ancora onesta, perché questa è la cosa che manca oggi nel mondo e voi dovete ridarla; e intelligenza, e ancora intelligenza e sempre intelligenza, il che significa prepararsi, il che significa riuscire sempre a comprendere, il che significa riuscire ad amare, e... amore, amore.Se vi posso dare un comando, eccolo: questo io voglio.
      Realizzate tutto ciò, ed io sarò sempre in voi, con voi.
      E ricordatevi: io rimango qui, al solito posto. Ma se qualcuno, qualcosa vorrà distruggere la vostra libertà, la vostra generosità, la vostra intelligenza, io sono qui, pronto a lottare con voi, pronto a riprendere il cammino insieme, perché voi siete parte di me, e io di voi. Ciao. "
  • Di Marina Serafini (---.---.---.235) 19 marzo 15:05
    Marina Serafini

    Carissima, grazie di cuore per queste righe. Alla prossima.

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