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 Home page > Attualità > Politica > Lo Monte lascia la Lega. E’ la fine del Carroccio?

Lo Monte lascia la Lega. E’ la fine del Carroccio?

Carmelo Lo Monte, deputato eletto il 4 marzo 2018, lascia la Lega per iscriversi al Gruppo Misto. La spiegazione ufficiale del deputato è che "Matteo Salvini? Il Signore lo benedica, ma a lui del Meridione non interessa nulla, mentre io devo difendere la mia terra. […] Ho deciso di dire basta e di lasciarli liberi di intercettare personaggini nell’Isola, si vede che non hanno bisogno della mia esperienza e onestà, che è un problema per loro, visto che sono abituati a ben altri uomini […] Io e altri del Sud abbiamo insistito e lui è stato coraggioso, ha aperto la Lega anche nelle nostre regioni e fino al 4 marzo è andato tutto bene, poi ha commissariato tutto, Sicilia, Calabria, Campania [...] Salvini è intelligente, coraggioso, ma si deve attrezzare meglio, suo cerchio magico è peggiore di quello di Bossi [...] Ho dovuto prendere atto che questi di adesso sono più nordisti dei leghisti della prima ora, in tutto il Mezzogiorno c'è un commissario, tutti provenienti dal Nord, dalla Lombardia [...] Domenica, alla vigilia del voto di fiducia in Aula al governo Conte, ho letto dai giornali, senza che ne sapessi nulla, che il giullare da due soldi di Salvini in Sicilia (Stefano Candiani) aveva commissariato anche la mia provincia, quella di Messina, così ho lasciato la Lega per il gruppo Misto. Nessuno ha voluto ascoltarmi, mi avevano pure offerta la segreteria della Commissione Agricoltura della Camera. Io - lo scriva - ho più dignità di Salvini".

Non è certo il primo cambio di casacca da parte del deputato di Graniti (provincia di Messina), avendo militato in ben 8 partiti diversi. Precisamente: Democrazia Cristiana fino al 1994, Partito Popolare Italiano (con Prodi) dal 1994 al 2001, Democrazia Europea (dal 2001 al 2002), UDC (con Casini) dal 2002 al 2005, Movimento Per l’Autonomia (il partito fondato da Raffaele Lombardo, poi eletto presidente della Regione Sicilia in quota centrodestra) dal 2005 al 2012, Centro Democratico (con Tabacci, alleato di Bersani) dal 2012 al 2015, Partito Socialista Italiano dal 2015 al 2017 e infine la Lega con Matteo Salvini.
Liberi di credere o meno alle sue parole contro Salvini. Ma non bisogna essere certo esperti in politica per capire che Lo Monte - che magari in questo caso avrebbe pure le sue buone ragioni - sia il classico politico trasformista, quello che Giorgio Gaber descriveva ironicamente ne “Il conformista”. Proprio per questo la notizia di questo ennesimo cambio di casacca, apparentemente fine a sé stessa o comunque poco sorprendente, resta comunque molto rilevante nella previsione di futuri scenari politici. Anche perché si parla comunque di un partito che fino a qualche settimana fa era in testa ai sondaggi e che, dopo l’autogol della crisi di Governo provocata da Salvini, è in caduta libera (avendo perso circa 5 punti percentuale in pochi giorni).
Chi ha letto bene la sequenza dei partiti che hanno ospitato Lo Monte, avrà notato una caratteristica comune che esula dalle ideologie e dai programmi: dopo l'abbandono del deputato siciliano, tutti questi partiti son stati successivamente condannati all’irrilevanza o, addirittura, sono scomparsi.


Il caso più eclatante è quello del Movimento per L’Autonomia: fondato nel 2005 da Raffaele Lombardo, si presenta nel 2006 alle elezioni nazionali con una lista comune “Lega Nord-Movimento per le Autonomie” e proprio per questo ebbe poco successo. Le elezioni del 2008 andarono decisamente meglio, forti sia della “resurrezione” di Berlusconi, ma soprattutto dell’aver semplicemente presentato un simbolo nelle liste al sud che non avesse scritto “Lega Nord”. Già, 10 anni fa i meridionali si rifiutavano di votare Lega, pensate un po'.
Raffaele Lombardo pertanto riuscì a diventare Presidente della Regione Sicilia e, a livello nazionale, considerava il Movimento per L’Autonomia come un’antitesi della Lega, prefiggendosi il ruolo di bilanciare il Governo Berlusconi troppo proiettato al Nord per via del peso politico leghista. Certo, verrebbe da chiedersi quanto sia coerente allearsi con un partito anti-meridionalista in quest’ottica…

Il resto lo sapete già: a seguito degli scandali per le accuse di concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio, Raffaele Lombardo si ritira e il Governo Siciliano cade. Il Movimento Per l’Autonomia, da partito del miracolo nato dal nulla e arrivato a comandare, scompare e non riesce neppure a candidarsi alle elezioni successive.
La figura di Carmelo Lo Monte dimostra ancora una volta come, visti i componenti della Lega al sud, il partito non sia per nulla innovativo come può apparentemente sembrare (simbolo a parte), avendo imbarcato ex-cuffariani, ex-lombardiani in Sicilia ed ex-fittiani in Puglia. Questo spiega inoltre il vero motivo per cui a Graniti la Lega si afferma al 37% (di cui si occupò anche Propaganda Live), nonostante non sia mai stata teatro di “invasioni” di migranti. Anzi, si dubita che ne sia passato persino uno.

Pertanto, il cambio di casacca di Lo Monte diventa molto importante: potrebbe sancire l’inizio della fine della Lega. E forse a questo punto l’autogol della crisi di Governo di Salvini non sarà più rimediabile.

Foto: Damiolini/Wikipedia/PD

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