Difficile dire cosa è davvero il Qatar. E' uno dei più piccoli Stati al mondo, ma ambisce a svolgere un ruolo regionale e globale assolutamente sproporzionato rispetto alla sua forza militare nonché alle sue dimensioni. Diversificazione energetica, copertura mediatica e attività diplomatica sono gli strumenti che conferiscono proiezione geostrategica al Paese.
Nelle rivoluzioni arabe (ancora?) in corso, Doha sta svolgendo un ruolo di primo piano. A proprio beneficio. O per conto di qualcuno meno presentabile ai nostri occhi.
Partiamo dalla Libia.
Il Qatar è stato il secondo Paese (dopo la Francia) a riconoscere il CNT come unico interlocutore in Libia. Si è impegnato presso la Lega Araba affinché questa appoggiasse l'intervento Nato. Nei mesi estivi ha ricevuto tutti i maggiori esponenti del Consiglio di Bengasi.
Ora che la guerra è finita, l'ex ambasciatore libico presso le Nazioni Unite, Abd al-Rahman Shalgam, accusa apertamente il Qatar di interferire negli affari interni di Tripoli. A distanza di qualche giorno, l'ex Primo ministro Mahmoud Jibril si è messo sulla stessa linea. Curioso che entrambi abbiano espresso questi pensieri solo dopo aver abbandonato i rispettivi incarichi di governo.
Non tutti sanno che Libya Tv, il canale televisivo degli insorti, ha sede in Qatar. Waddah Khanfar, ex direttore generale di al-Jazeera polemicamente dimessosi, ha deciso di fondare una nuova emittente satellitare in Libia con soldi del Qatar.
Le dure critiche di Jibril, tecnocrate di scuola americana e rappresentante dell'ala liberale del CNT, riflettono la lotta che va profilandosi tra Occidente, promotore dell'intervento in Libia, e le altre potenze che si contendono un posto al sole nell'eldorado energetico in riva al Mediterraneo – come il Qatar. Mesi fa Doha di era detta disponibile ad aiutare i ribelli nel riattivare le esportazioni energetiche. In che modo? Comprando petrolio e gas per poi rivenderli a noi occidentali, ovviamente ricavandone un utile. Al riguardo, il Qatar è il primo esportatore al mondo di gnl (50 miliardi di m3 all'anno).
Dalla parte degli interessi occidentali troviamo lo stesso Jibril, Shalgam e Mohmoud al-Shammam (Ministro delle comunicazioni, fondatore di Libya Tv). Dall'altra parte, quella del Qatar, ci sono il Presidente del CNT Mustapha Jalil, il leader religioso al-Salaabi, che in marzo incitava i ribelli alla lotta (dal Qatar) e l'ex combattente di al-Qa'ida Abdul Hakim Belhaj.
In Tunisia, al-Nahdha ha vinto le elezioni anche grazie ad una lauta campagna pubblicitaria. Al-Nahdha è legata alla Fratellanza Musulmana. Il suo punto di riferimento è il religioso Yusuf al-Qaradawi, residente in Qatar.
Si sa che dal Qatar sono affluiti quattro milioni di dollari per finanziare il movimento di Ghannouchi. All'indomani delle elezioni, una piccola folla ha manifestato contro il movimento di Ghannouchi, rimproverandogli di aver ricevuto soldi da Doha.
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