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Libertà d’espressione e depressione

Sappiamo bene che il periodo dell’adolescenza è sempre stato critico per tutti, soprattutto quando alle spalle degli adolescenti esiste una famiglia che è in crisi oppure lo è appena stata e in qualche modo ne è uscita, raccogliendo cocci vari tra nuove restrizioni economiche, nuove regole imposte per necessità, non sempre accettate dai giovani. In attesa che i nuovi assetti siano pacificamente accettati, condivisi e messi in pratica, dobbiamo anche fare i conti con tutti i messaggi di disagio che provengono dal mondo esterno.

Genitori confusi che tra mille impegni debbono far fronte alle spese raddoppiate e a dare soddisfazione a tutti gli impegni propri e dei figli. Spesso al lavoro non c’è la comprensione che ci aspettiamo ma è anche normale, i problemi sono i nostri, l’azienda ne ha altri. La disponibilità a capire da parte dei figli adolescenti nei confronti dei genitori è scarsa o ridotta al minimo, soprattutto perché a quell’età sono molto egoisti e poco razionali; fa parte della loro natura specifica di quel periodo. Sono arrabbiati, delusi ed insoddisfatti dentro e manifestano ogni loro disagio riversando colpe non sempre addebitabili, ai loro genitori. Soprattutto in caso si separazione/divorzio dove gli attriti sono ancora più accesi.

Giovani isolati per la strada, immersi nella musica ascoltata al massimo volume nelle cuffiette. Dialogo praticamente inesistente anche tra loro dove spesso, invece di trovare un sano consiglio, tra il gruppo dei pari ricevono un maggiore incremento accumulando così anche i disagi degli altri. Un cane che si morde la coda e così si autoalimentano tra loro di negatività. I genitori diventano i nemici da combattere ed invece sono le uniche persone che possono darti aiuto concreto e sincero. Possono aiutarli a comprendere, a migliorare e a cercare un sano equilibrio.

Ma i genitori possono fare tutto e da soli? Ne hanno le capacità e le competenze adeguate? Che cosa sta facendo la scuola e la società stessa per dare un aiuto concreto ai ragazzi in difficoltà?

Le risposte sono semplici, anche troppo direi per una problematica così grande che può anche vere risvolti drammatici. I genitori non possono fare tutto da soli; i genitori sbagliano esattamente come i figli se non di più! Fanno del loro meglio ma non è detto che sia il meglio. In alcune scuole sono stati messi a disposizione dei professionisti come “centro d’ascolto”, per dare modo ai giovani di esporre i loro problemi e trovare un aiuto. Ottima idea, ma quanti hanno il coraggio di esporsi e la capacità di comprendere che possono trovare nello psicologo, un aiuto?

A peggiorare la situazione ci sono le canzoni dei rapper che sono devastanti, sia come ritmica da depressione totale, che come testi. Ne ho letti a decine, di autori differenti e li accomuna un elemento base che è la repellenza a tutto quello che propone la società, all’invito all’anarchia più totale senza essere minimamente propositivi ma accettando il degrado di una società in decadenza continua, approfittando di ogni debolezza per farne guadagno personale. Offendono le ragazze in modo indecoroso e le stesse sembrano esserne contente, non si ribellano e sono totalmente insensibili al fatto che vengano trattate come oggetti da utilizzare e gettare via. Linguaggi improponibili, volgari e ricchi di parolacce senza pudore e con espliciti riferimenti a pratiche sessuali, rivolte ad una generazione che precorso i tempi. Ma come, nella tv esiste il parental control per un paio di tette e due spari però possiamo ascoltare ogni porcheria?

Testi in cui si parla liberamente di suicidio, di utilizzo di droga, di soldi facili, di spacciatori dipinti come eroi di una società che non offre un lavoro dove i guadagni diano soddisfazione ai sogni dei ragazzi, senza sacrificio, senza studio, senza gavetta. Contribuiscono molto al degrado di questa società anche i programmi televisivi che ormai hanno toccato il fondo. Mi riferisco ai reality o a quelle trasmissioni che fanno selezione musicale per cercare nuovi talenti da portare al successo. Oltre ad uccidere la musica, a banalizzare i sacrifici di cantanti ed autori che hanno sudato sacrificando una parte importante della loro vita per arrivare all’agognato successo dopo dieci, quindici anni. Guardiamo ad esempio i giovani rappers di questi tempi: hanno mollato gli studi, spesso hanno la terza media, hanno fatto musica in qualche garage marinando la scuola, preparazione musicale ad orecchio. La loro fortuna è stata quella di passare per un programma televisivo che senza alcuno scrupolo li ha selezionati. 

Questi sono gli esempi che abbiamo oggi per i nostri figli. A dare man forte ai nostri ragazzi ci sono le discoteche. Il posto ideale dove completare lo sfogo dei giovani tra buio, musica alta, droga e sesso. Tutto quello cui i genitori hanno detto un sano “No” è disponibile e fruibile. Ragazzi problematici che nella penombra del disinteresse di tutti, tra i tentacoli del facile guadagno, diventano preda facile. 

Il messaggio che vorrei giungesse ai giovani, ai nostri figli è che nessuno potrà mai amarvi ed aiutarvi come un genitore, come un famigliare della famiglia d’origine. Il resto sono illusioni che non servono a voi ma ad arricchire gente senza scrupoli che vede ivi vede come il più semplice veicolo per arricchirsi. I disagi sociali ci sono anche per gli adulti, forse il modo migliore per affrontare i problemi è quello di parlarne. Un genitore dovrebbe essere per voi un “Orecchio” importante, altrimenti ci sono i centri di ascolto, loro hanno modo di arrivare in modo più incisivo ed istituzionale ai genitori.

Foto: Pixabay

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