“La cosa più pericolosa da fare è rimanere immobili”
Succedeva ad agosto, mentre in molti erano al mare, ci stava anche Francesco Mastrogiovanni prima su una spiaggia poi su un letto di contenzione. L’altro non è solo un quotidiano che pure ha scritto di lui, è anche Francesco Mastrogiovanni, anarchico intollerante, un caso che solleva ancora domande, non solo quelle che ci pone ossessivamente il Sistema dei Media. Sento ancora la necessità di scriverne anche se altro non posso fare che impegnarmi a ricapitolare e portare a conoscenza di più persone un fatto grave, molto grave, accaduto ad un maestro definito anarchico, magari “affetto da mania di persecuzione” come si è detto, come chi ha vissuto intensamente e che viene rammentato in un Castello vero, che si vedrebbe con piacere far crollare, quasi fosse di carta.
Il primo video che invio, segnalato sul sito La dimora del tempo sospeso e Filarmonici è stato registrato mercoledì 9 settembre al Castello dell’Abate (Castellabate) dove si è tenuto un incontro per ricordare “il caso Francesco Mastrogiovanni” e contiene anche interviste all’editore Giuseppe Galzerano e al curatore della rassegna Alfonso Amendola. La rassegna “Finisterre Plus“ composta da video, musica e performance è stata dedicata per più giorni a William Burroughs con un concerto-reading “La cosa più pericolosa da fare è rimanere immobili”.
"Tra sperimentazione artistica e riflessione sociale. Infatti grazie agli interventi di Giuseppe Galzerano e Giuseppe Tarallo si è ricostruita la tragica fine dell’insegnante anarchico Francesco Mastrogiovanni morto lo scorso 4 agosto nell’Ospedale San Luca di Vallo della Lucania, dopo che era stato arrestato e sottoposto a un TSO. A partire da questa storia, piena di ombre e violenza, gli organizzatori hanno voluto ampliare il contesto organizzativo della rassegna dedicata a William Burroughs – autore che spesso ha raccontato le dimensioni della violenza, dell’oppressione e delle gabbie sociali - e proporre la testimonianza di chi ha seguito la storia di Franco Mastrogiovanni (una “storia vera” che sembra uscita da uno dei romanzi – a sfondo persecutorio – del grande scrittore ed artista americano)”
Poi ce n’è un altro di video che pone molte domande, le altre domande: “Ad un mese dalla morte di Francesco Mastrogiovanni all’ospedale ’San Luca’ di Vallo della Lucania, l’ex sindaco di Montecorice, Giuseppe Tarallo, pone una serie di interrogativi sui giorni trascorsi all’ospedale San Luca e sulla misura del Trattamento Sanitario Obbligatorio, richiesto dagli uffici del Comune di Pollica. Un appello affinché qualcuno risponda”.
Le carte processuali, gli appelli, le indagini sembrano rotolare con il vento quasi d’autunno, come le rivendicazioni di altra natura, il lavoro e la sicurezza, la casa e la salute, l’informazione, la cultura, la dignità.
una che scrive e ama il cestino, camminando...si raccoglie la vita.
Profilo personale, articoli e statisticheFinalmente un’altra voce fuori dal coro, ci stanno appositamente manipolando con quelle dieci (...)
15/09 01:14 - l’incarcerato