Suoni dall’alto dei cieli
Avete notato che da un po' di tempo a questa parte Silvio Berlusconi non appare più fisicamente alle convention del Popolo delle Libertà, dei paladini di Vittoria Brambilla ecc.. ?
Se no, fateci caso. Attenzione non sto dicendo che il nostro campione della comunicazione sia scomparso totalmente dalle apparizioni in video, tutt'altro, però sta avvenendo una trasformazione nella sua arte comunicativa, una metamorfosi mediatica che potrebbe innalzarlo al livello trascendentale a cui, probabilmente, egli ha sempre ambito.
Alcuni giorni fa si è svolta una convention del popolo azzurro organizzata e diretta dai soliti fedelissimi, onorevole Giorgia Meloni in primis, la donna che detiene il primato mondiale della carriera politica più fulminea. E' un momento difficile per l'esercito del bene e dell'amore che combatte contro l'odio ed il male, perché il loro leader carismatico Silvio Berlusconi è sotto schiaffo di ex alleati (traditori) e degli oppositori di sempre (comunisti). Ad aggravare la situazione ci si è messo anche il sito pirata (?) Wikileaks di Julian Assange, appena arrestato, che ha confermato quello che già si sopettava sui viaggi di Silvio in Russia e Libia, contornandolo però dei giudizi non proprio lusinghieri che la diplomazia americana ha rifilato al nostro premier. C'è inoltre la prospettiva concreta che il prossimo 14 Dicembre si riveli come la Waterloo di Silvio sia in termini strettamente personali, legati alle sue vicende processuali, sia in termini politi per la tenuta della sua maggioranza.
Insomma il momento è difficile, il più difficile nella storia di sempre di quest'uomo che ha monopolizzato la scena nazionale per oltre un ventennio, che ha modificato la struttura morale, peraltro già deficitaria, di questo paese ed ha spaccato, come mai era avvenuto prima, il popolo in due fazioni l'un contro l'altra armate, ossia Guelfi e Ghibellini. Oggi è impensabile avere opinioni politiche diverse, sfumature o passioni ideologiche diverse, oggi o si è con Silvio o si è contro Silvio. Non sono ammesse posizioni intermedie, distinguo o sottigliezze intellettuali di sorta, la scelta è e deve essere netta, inderogabile.
Ma torniamo al palco del popolo dell'amore, aula gremita, solite coreografie con i simboli sociali bene in vista, luci splendenti in ogni angolo, parterre degli invitati eccellenti, allegro frastuono di gente che si sente parte di un'insieme omogeneo, una grande famiglia allargata, uniti nel nome di un'uomo che ha fatto le loro fortune personali e famigliari e a cui, quindi, dedicano tutta la loro devozione, l'ammirazione e la loro eterna gratitudine.
L'allegro frastuono improvvisamente si cheta, quando la Meloni, come fulminata, alza la mano e grida nel microfono: "è in collegamento telefonico il nostro presidente". Probabilmente era già previsto, ma l'effetto è stato come un colpo di cannone.