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La puntata di Presa Diretta di lunedì 12 settembre. Le pensioni e la vera guerra dell’Isis

Due i temi affrontati nella terza puntata di Presa diretta: lo stato dell'Inps e le nostre pensioni e la vera guerra all'Isis.

L'anteprima della puntata: Il diritto alla pensione.
I bilanci dell'Inps si chiudono in perdita, per il quarto anno di fila: ci sono amministrazioni che non pagano i contributi, poi ci sono anche i privati. Così Boeri ha deciso di correre ai ripari. La Guardia di Finanza a Enna ha scoperta una truffa all'Inps, di un imprenditore che assumeva in modo fittizio dei dipendenti che poi andavano in malattia o in maternità o in disoccupazione.
Una truffa da più di 3 milioni di euro: fondi che altri lavoratori hanno versato, veri lavoratori.
L'imprenditore Bilardi nega tutto, al telefono: si vedrà al processo, dice. E dei suoi lavoratori dove sono le carte, gli stipendi?
Questo genere di truffe, in Sicilia e in sud, sono una specie di welfare per le persone senza lavoro e senza altri sostegni. Fino a quando ci saranno queste truffe, ogni riforma del welfare sarà inutile: ecco perché Boeri si è inventato la vigilanza documentale, per controllare “i furbetti” del lavoro.
Il lavoro fittizio, concentrato in Campania, Lazio e Lombardia. L'abuso degli incentivi per il bonus del Jobs act (le aziende che hanno licenziato e poi assunto il dipendente..).
Si arriva presto alla cifra di un miliardo di risorse recuperate, con questi controlli incrociati. Perché non si è fatto prima?
 
L'anteprima della pensione: la guerra all'Isis.
Due brutte notizie, sulla guerra: l'accordo tra le grandi potenze sul dopo Assad non c'è, la guerra è entrata col proprio esercito in Siria per combattere i curdi siriani. Dobbiamo capire la guerra, per capirne le sue ragioni. Perché l'Isis ci combatte e quali sono le sue conseguenze politiche in Europa?
 
Cosa è rimasto della giusta pensione?
Nel 2023 il buco nei conti dell'Inps sarà di 53 miliardi, spiega Boeri. Che ne sarà di quella che una volta era chiamata la giusta pensione?
Il servizio di Presa diretta è partito da Mauro, il panettiere che pensava di andare in pensione anni fa, mentre ha scoperto che non potrà smettere prima del 2019. Il suo non è considerato un lavoro usurante: il lavoro è un diritto alla fine della sua corsa – dice Mauro. Ha calcolato in 812 euro, la cifra che gli verrà versata.
 
Anche Mario ha 61 anni e non può andare in pensione: fa il muratore e anche questo non è considerato lavoro usurante. Andrà in pensione a 67 anni. Se non ci fosse la legge Fornero, questi ultra sessantenni sono costretti a continuare a lavorare: su questa fetta di lavoratori si concentrano una buona parte degli incidenti.
 
Nemmeno trattare pezzi in metallo vicino al forno, è considerato lavoro usurante. Giuseppe dovrà lavorare altri sei anni. Dopo il dramma degli esodati anche questo è un altro problema della riforma Fornero: tratta allo stesso modo lavoratori di categorie diverse. Persone come Mario e Giuseppe finiti dentro la gabbia del lavoro.
 
Il governo ha ideato il meccanismo dell'APE, l'anticipo pensionistico, che andrà in vigore con la legge finanziaria del 2017.
L'anticipo pensionistico permetterà di andare in pensione in anticipo fino a tre anni, grazie ad un prestito con la banca, da restituire negli anni. Con tre anni si arriva a 150 euro al mese, nell'ipotesi che lo Stato si accolli gli interessi bancari e il costo della polizza. Altrimenti potrebbe non essere conveniente.
 
Rosario Trefiletti, presidente Federconsumatori ha fatto una previsione del genere: il pensionato dovrebbe pagare ogni mese 221 euro, per il mutuo ventennale.
Su pensioni basse, è una cifra che pesa. Una soluzione fattibile? Modificare la Fornero, sostiene Trefiletti. Anche Boeri, pur riconoscendo come buono l'intervento del governo, ammette che le rate del mutuo potrebbero creare pensionati poveri.
 
Ci sono poi i liberi professionisti, che non dovrebbero godere dell'Ape. Che saranno costretti a rimanere al lavoro più a lungo con pensioni basse. Ma il problema dei liberi professionisti è quello dei giovani lavoratori: avranno delle prestazioni che saranno del 25% più basse rispetto a quelle delle generazioni bassate.
 
Anna Cossu, presidente di ACTA, l'associazione dei free lance ha proposto l'introduzione di una pensione di base, che si cumuli con la pensione maturata. Con quali soldi? Con quelli delle super pensioni, le persone andate in pensione non avendo versato cifre corrispondenti.
 
I professori in pensione col contributivo prendono una pensione superiore dell'11% di quella dei colleghi andati in pensione col contributivo.
I magistrati avranno 3200 euro in più. I prefetti prendono pensioni del 40% in più rispetto al contributivo, poi ci sono i lavoratori dell'Enel, i telefonici. 
 
Ci sono i baby pensionati della scuola: persone andate in pensione dopo 11 anni di lavoro, a 36 anni. Uno scandalo, ammette un'ex insegnante: era una fabbrica per il consenso, perché poi gli insegnanti votavano, anche.
 
I baby pensionati oggi sono 530mila, concentrati al nord, costano 9,5 miliardi, una cifra su cui si potrebbe intervenire. Prima che i conti dell'Inps peggiorino in modo irrecuperabile: da cui al 2023 si creerà un buco patrimoniale da 53 miliardi. Il buco è dell'Inps ma in realtà è dello Stato italiano.
Renzi avrebbe potuto fare di più? Il giornalista del Sole 24 ore Pavesi racconta che si sarebbe potuto fare di più, sulle pensioni d'oro. Nel bilancio mancano soldi anche perché la gente non paga: ci sono crediti saliti a 124 miliardi, soldi da incassare, spesso da enti pubblici.
Se si continua così, a non versare contributi, diventerà una bomba sociale: solo in Sicilia ci sono 40ml di euro di contributi evasi, colpa della crisi finanziaria, anche.
 
L'intervista con Tito Boeri.
L'evasione rischia di bloccare le future pensioni? Le persone si devono preoccupare dei conti dello Stato. Il vero problema è l'equità del sistema: ci sono persone che prenderanno più di quanto versato, potremmo chiedere a loro un contributo, per fare qualche operazione di redistribuzione, concedere della flessibilità in uscita.
 
Il professore Cessosimo: assessore in Calabria, non eletto, prende un vitalizio da 3200 euro l'anno, sin da ora perché ha versato 45mila euro, per poterlo ricevere subito.
Un privilegio assurdo. In una regione dove un consigliere, Sarra, prende pure una pensione di invalidità, mentre gioca a pallacanestro assieme all'ex presidente della regione. Pensione e vitalizio, che viene revocato solo dopo una condanna definitiva.
 
I vitalizi sono stati aboliti, ma non in modo retroattivo: ogni mese la regioneCalabria paga 583mila euro, una bella cifra.
 
In Puglia sono 208 gli ex consiglieri che si prendono il vitalizio: se la loro pensione fosse ricalcolata col contributivo si risparmierebbero 10 ml di euro, con cui si potrebbe finanziare una sorta di reddito minimo.
 
L'intervista al sottosegretario Nannicini.
L'anticipo vale per tutti: sia per gli artigiani, commercianti, liberi professionisti.
Non ci sono garanzie, sarà tutto coperto da un'assicurazione, il cui costo non sarà a carico del governo.
I redditi bassi avranno delle tutele, grazie a dei bonus fiscali messi dallo Stato.
Per chi lavora, si parla di 50-60 euro al mese per un anno di anticipo: questa la cifra data dal sottosegretario.
Ci si è rivolti alle banche perché la cifra da impegnare, 7 miliardi, era importante.
Ci saranno altri interventi, come un bonus per le pensioni basse.
 
Perché si è preferito non agire sulle pensioni alte? Si rischiava di tagliare su storie di pensioni con tanti anni di contributi alle spalle.
Una strada non praticabile, ha concluso Nannicini.
 
La vera guerra dell'Isis
La lunga scia degli attentati non è destinata a finire presto: l'unica strada è comprendere, chi sono questi dell'Isis, cosa vogliono quando ci attaccano sulle nostre strade?
Il viaggio di Presa diretta è partito da Nizza, con l'attentato lungo la promenade: l'autista puntava le persone, ha raccontato un testimone.
Dove l'attentatore è stato ucciso, la gente inizia a gettare rifiuti: Boulel si era radicalizzato da poco, ha raccontato il ministro dell'Interno, gli investigatori hanno trovato poca roba.
Secondo i vicini non era nemmeno un buon musulmano: “ma i politici dicono che era un terrorista”.
 
I quattro presunti complici, arrestati dalla polizia (che prima ha fatto irruzione nella casa sbagliata) sono stati poi scarcerati. Uno di questi era solo un trafficante di prostitute.
 
Nel quartiere musulmano di Nizza la condanna dell'attentato è chiara: condanna che parte fin dalla Moschea, basta attentati. D'altronde parte dei morti erano proprio musulmani, molti dei quali bambini.
 
L'espressione “rapida radicalizzazione” è sbagliata: il messaggio che sta passando è che è stato un attentato di matrice islamica, per essere poi strumentalizzato.
Sarkozy ha accusato il prefetto perché avrebbe dovuto tener chiusa la moschea.
Il Front National accusa gli islamici ma dimentica le morti musulmane.
Nell'opinione pubblica terrorista=islamico.
 
Chiudere le frontiere.
Controllo nelle moschee.
Grazie italiani che ci avete mandato tutti questi immigrati..
 
Nella Pontida francese si ritrova il Front National: è in continua crescita, specie dopo gli attentati a Parigi e ora a Nizza. Marine Le Pen potrebbe essere il prossimo presidente: l'arma contro il terrorismo è il voto – dice – con cui cacciare questo governo debole.
La Repubblica non riconosce alcuna comunità: la repubblica è sotto attacco dall'islamismo, che è contrario ai nostri valorii... Noi scegliamo l'ordine e la repubblica.
 
Le Pen guarda agli inglesi con la Brexit, con la scelta di indipendenza (ma solo per le regole, perché l'Inghilterra vuole rimanere nel mercato unico). Viva la Repubblica, viva la Francia …
 
Le Pen rappresenta bene cosa sono i partiti populisti in Europa: come Salvini in italia e AFD in Germania. Ad ogni attentato aumenta il loro consenso.
Un bel risultato per gli estremisti che vivono a Raqqa, che condizionano così la nostra politica.
 
La situazione in Iraq.
Bagdad la situazione qual è? La città è sotto assedio, ci sono posti di blocco dappertutto, muri che spaccano la città, contro i kamikaze dell'Isis. Ma gli attentati continuano lo stesso, per le autobomba nei quartieri sciiti.
 
L'obiettivo dei terroristi sono proprio i civili: uomini donne e bambini.
Ma anche la polizia è nel mirino dell'Isis: il capo della polizia vive in un fortino, per evitare attentati con autobomba. “Sono tredici anni che si avanti così, con attentati: l'Europa dovrebbe fermare i finanziamenti all'isis da parte dell'Arabia Saudita”.
Il capo della polizia continua: “Gli americani hanno peggiorato la situazione in Iraq e anzi continuano ad aiutare i terroristi, collaborando i paesi che li finanziano, come la Turchia e l'Arabia”.
 
Sono parole pesanti quelle del capo della polizia: in Iraq la pensano tutti così, sugli americani.
Gli stranieri hanno smantellato lo Stato e non sono stati capaci di costruirne uno nuovo.
 
Iacona ha intervistato un oppositore di Saddam, finito ad Abu Ghraib per tre anni: in questa prigione ha conosciuto i futuri capi dell'estremismo islamico, poi finiti in Al Qaeda.
Appena gli americani hanno sciolto esercito e polizia, mettendo migliaia di persone nella condizione di dover scegliere di andar via o di combattere contro l'invasione.
La svolta per Al Qaeda è stata con l'arrivo di Al Zarqawi, poi ucciso da un attacco americano nel 2006: tra gli attentati organizzati anche quello contro la base italiana a Nassiriya.
È lui che ha inaugurato il rituale delle decapitazioni poi trasmesse nei video.
 
È stato Al Zarqawi il vero fondatore dello Stato islamico: è lui che ha deciso di colpire vicino, non lontano a New York, puntando alla conquista di territori qui in Iraq.
Il loro obiettivo è qui, logorare lo stato iraqeno: colpiscono in Europa per scoraggiare l'intervento in medio oriente. Mentre in Iraq stiamo rischiando una guerra civile, tra le tante milizie armate, sciite e sunnite, pronte ad intervenire. Che poi è l’obiettivo preciso dell’ISIS, fare esplodere l’Iraq in mille pezzi e così destabilizzare l’intera Regione.
Ad ogni attentato trema il governo iraqeno, anche perché la classe politica che ha sostituito Saddam è tra le più corrotte della regione.
“In Iraq non abbiamo uomini di Stato ma ladri mafiosi” - racconta un giornalista: in Iraq c'è il problema dell'acqua, la corrente non arriva.. Dove sono finiti i soldi del petrolio?
Tangenti pagate ai partiti, per i lavori, per il petrolio.
 
E questo spiega la frustrazione degli sciiti, che si sentono minacciati dagli attentati, non protetti dallo Stato.
E questo spiega anche come si sono create milizie private come quelle di Moktad Al Sadr.
Gli attentati in campi di calcio, come quello raccontato da Iacona in uno dei paesi vicino a Falluja, nel triangolo della morte.
E la gente che inizia a rimpiangere i tempi in cui c'era Saddam.
 
La guerra civile tra sciiti e sunniti costa migliaia di morti: per risposta agli attentatori sunniti sono nate le milizie sciite, rifornite di armi dall'Iran.
Sono loro che sul campo stanno combattendo l'Isis e il suo esercito: tra questi anche ex militari di Saddam e stranieri come i sauditi.
 
Nel Kurdistan iraqeno: a Mosul le forze della coalizione hanno strappato del terreno a Daesh, ma già si stanno accendendo altri focolai in altre zone del Kurdistan.
La battaglia va combattuta metro per metro, villaggio per villaggio.
 
L'accordo USA e Russia non prevede un futuro condiviso per la Siria. E ora che la Turchia di Erdogan è scesa in campo contro i Curdi in Siria, i Peshmerga (che stentano a ricevere aiuti dagli altri paesi europei), possiamo solo capire che la guerra sul terreno durerà ancora a lungo. 
 
Qui la puntata completa. 
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