A margine del discorso di Silvio Berlusconi alla Festa della Libertà, ampiamente riportato dai media italiani, abbiamo fatto un giro per gli stand. Ecco il resoconto della festa, vissuta da normali cittadini.
Se vi dico la parola "festa", cosa vi viene in mente? Pescando tra i ricordi di gioventù molte cose suppongo, come le feste comandate, il Natale e la Pasqua, appetibili per noi, una tempo, bambini, che godevamo di apposite vacanze. Oppure vi vengono in mente le scalmanate feste all’università, delle quali pochissimi ricordano particolari, a causa della esagerata quantità di alcol che accompagnava quelle serate.
Vi dovrebbe venire in mente anche qualche sana sagra di paese; che so, la sagra del porcino, quella del maiale, la sagra del vitello o la festa per la fine della vendemmia. Ad ogni modo, la parola "festa" rievoca in tutti noi momenti ilari spesi con gli amici più cari, momenti di baldoria e gozzoviglio dei quali conservare un simpatico ricordo.
E’ così che la parola festa viene presa in prestito dai partiti, per caratterizzare le kermesse organizzate ogni anno per "diffondere verbi" e fare cassa; la fine dell’estate milanese ci ripropone come appuntamenti fissi la "Festa Democratica", del partito democratico e la "Festa di Liberazione", di rifondazione comunista. Quest’anno però, i cittadini milanesi hanno potuto godere anche della prima "Festa della Libertà", manifestazione di quattro giorni organizzata dal popolo della libertà, e conclusasi l’altra sera al Lido di Milano, in piazzale Lotto.
Sui cartelloni pubblicitari, disseminati su autobus e pali della luce, campeggia il motto "il governo Berlusconi mantiene gli impegni", e se il riferimento è al programma della festa bisogna proprio dire che il motto ha ragione: il programma, fitto di incontri con istituzioni e momenti di spettacolo è stato rispettato alla lettera.
Restiamo un momento sul programma. A parte gli illustri rappresentanti delle istituzioni, tra i quali non figura neanche un nome in rappresentanza delle opposizioni, i momenti di musica e di spettacolo rappresentano un tuffo nel passato, non molto lontano, bastano un paio di decenni, giusto il tempo per ripescare dai gloriosi anni ottanta i "Gatti di Vicolo Miracoli" (J. Calà, U. Smaila, F. Oppini, N. Salerno), e un cabaret con Gianfranco D’Angelo. Si sa, la filosofia di questa parte di cielo parlamentare è la stessa del Drive in, con annesse belle donne da ostentare.
Andiamo con ordine: arriviamo sul piazzale antistante il Lido, e subito siamo avvolti da una sensazione di sicurezza. Tre camionette di carabinieri campeggiano dall’inizio della manifestazione davanti all’ingresso. Sicuri, ci inoltriamo nella festa.
All’ingresso veniamo accolti da due cubi in plexiglas, illuminati dall’interno, che fungono da banco informazioni. Le due hostess presenti, inutile a dirlo, due bellissime donne, ci offrono programmi e ci danno il benvenuto. Insieme alle suddette hostess, sono presenti anche agenti della security, in impeccabile completo grigio, auricolare e badge di riconoscimento attaccato al taschino della giacca: la sensazione di sicurezza continua anche qui.
Ciao Giorgio, ti ringrazio della precisazione. So che si usano sequenze e parti registrate nei (...)
30/09 18:25 - yelfolBuongiorno, mi chiamo Giorgio, sono batterista e manager degli OXXXA. OXXXA, sì, non OXXXA (...)
30/09 10:47 - Giorgio BesanaBel lavro.. semplice e dettaglaito..
29/09 11:52 - Damiano Mazzotti