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La distruzione del parco naturale di Valrosandra: la Protezione Civile si rifiuta di rispondere

Guglielmo Berlasso, presidente della Protezione Civile FVG, ci ha messo quattro giorni (di pressing telefonico da parte mia) per rispondere (per interposta persona) che "no, non rilascia interviste in merito all'intervento sugli argini del torrente in Valrosandra effettuato dalla Protezione Civile la settimana scorsa".

E, inoltre, a quanto pare non c'è nessun altro che possa rispondere alle mie domande all'interno dell'organizzazione. Nessuno.

Alla faccia della trasparenza. Mi piacerebbe ricordare alla Protezione Civile che è al servizio della cittadinanza e non viceversa, e che il dovere di informare (e spiegare vista la situazione controversa) è appunto un dovere, tanto più che, voglio ricordare al pubblico, la Protezione Civile è un organo pubblico, posto direttamente sotto la Presidenza del Consiglio dei ministri, che proprio non potrebbe trincerarsi dietro a un "no comment".

Anche perché è una bella zappata sui piedi se proprio vogliamo commentare questo atteggiamento. Il silenzio stampa mentre tutti dicono di tutto e di più, invece di chiarire la propria posizione e le proprie ragioni (e vogliamo credere che un organo con un compito così importante di ragioni ne abbia, o dobbiamo pensare che si procede a caso?) è forse una strategia un tantino miope.

Allora, chiedo di nuovo al dottor Berlasso se volesse raccontare al pubblico quali motivi hanno spinto la Protezione Civile a intervenire in maniera cosi "pesante" in un parco naturale. Noi di Oggiscienza siamo qui per trasmettere le sue parole, pari pari, senza nessun intervento. Spero vivamente che cambi idea. Però fino a che non metterà la sua faccia, sappia che noi continueremo comunque ad indagare e a scrivere.

"Col termine Protezione Civile s'intendono tutte le strutture e le attività messe in campo dallo Stato per tutelare l'integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l'ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da calamità naturali, da catastrofi e da altri eventi calamitosi. La legge che disciplina il Sistema Nazionale della Protezione Civile è, appunto, la legge 225/92"

(Per tutti coloro che non abitano nei dintroni di Trieste e non conoscessero la situazione rimando ai post quiqui e qui)

Federica Sgorbissa

Questo articolo è stato pubblicato qui


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Commenti all'articolo

  • Di illupodeicieli (---.---.---.198) 5 aprile 2012 20:35

    Ho letto i qui qui e qui e ,se non sbaglio, quel tale che non risponde sarebbe pure geologo? Gli faccio i complimenti . Prima di tutto per l’educazione, da cafone ovviamente. Poi come geologo dei miei stivali che potrebbero essere puliti prendendolo a calci. Penso che scelte come quelle vadano giustificate e motivate.Non si tagliano alberi decennali con quasi mezzo secolo di vita.Riporterò l’articolo nel mio blog.

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