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di mariagrazia brandara venerdì 8 ottobre 2010 - 0 commento oknotizie
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La categoria del fare e il suo costo: la scelta

La cronaca locale riporta una serie di rapine verso istituti di credito, supermercati e abitazioni registrando una escalation di gesti criminali che destano una grande preoccupazione perché sembrano segni di una vera emergenza sociale.

Nell’ascoltare le parole di Benedetto XVI ai siciliani e in particolare il suo accorato appello a non rassegnarci al male, sembra di sentire l’eco del grido del cuore di Giovanni Paolo II nella Valle dei Templi.

Richiami alti che incoraggiano la speranza dei cittadini onesti che vedono nella criminalità organizzata, nella cultura mafiosa e in tutte le forme di illegalità diffusa un peso insopportabile che rende arduo il riscatto della nostra Isola.

In questo senso la lotta alla mafia e alle altre forme di criminalità costi­tuisce un'occasione decisiva per la difesa delle istituzioni democratiche e per la crea­zione d'una condizione di vita equa e paritaria per tutti i cittadini, partendo dal nucleo fondamentale della società.

E' necessario quindi che la famiglia offra l'immagine coerente di luogo della solidarietà e della responsabilità dove diritti e le libertà, nel reciproco rispetto, trovano spazio di realizzazione, dove le aspettative delle giovani generazioni ed un equilibrato sviluppo culturale e civile non vengono frustrate.

E’ qui ci soccorrono ancora le parole del Santo Padre quando invita i giovani a non cedere alle suggestioni della mafia.

In questa prospettiva vanno particolarmente curati i rapporti con la famiglia e con l’altra agenzia educativa, la scuola, affinché i criteri di trasparenza, coerenza, solidarietà, costituiscano la più effi­cace quotidiana lezione di legalità.

In questa prospettiva emerge una legalità che oscilla tra l'ancoraggio alla fiducia instaurata nelle relazioni primarie, quelle con gli amici e la famiglia, e la condivisione di più grandi idealità e tensioni generate dall'odierno scenario, anche se non sempre tale civismo si traduce coerentemente nella vita quotidiana.

In questa prospettiva occorre intervenire a favore di quei bambini e ragazzi che vivono in contesti criminali dove è estremamente difficile preservarli da certi comportamenti, atteggiamenti, disvalori.

In questa prospettiva, si richiede un tipo di intervento su diversi livelli: modificare i modi di pensare che è la cosa più difficile, costruire dei valori positivi e sradicare valori e modelli di comportamenti negativi. Certo è illusorio pensare di risolvere in termini moralistici, dando degli insegnamenti, perché agli insegnamenti bisogna poi accompagnare degli esempi concreti, delle possibilità concrete.

Il punto, però, è assumere un atteggiamento chiaro e deciso, non venire mai a patti con la criminalità, con l'illegalità. Purtroppo questo forte senso della legalità non esiste nella misura in cui dovrebbe esistere.

La politica si deve incontrare con la cultura. La politica si deve incontrare con l’etica. Tra il dire e il fare la categoria politica per eccellenza è il fare. La parola non ha un costo mentre il fare si: la scelta "un uomo che nasce in questo Paese- scriveva Fava- ad un certo momento della sua vita deve fare una scelta”. E, soprattutto nella nostra terra, la scelta, spesso ha un costo molto alto: se non ti uccidono, ti isolano, fanno cadere su di te una coltre di silenzio. Quanto pericoloso è il silenzio.

Morire è inevitabile, è una legge della natura, ma muore lentamente, parafrasando Neruda, chi non da una ragione alta alla propria vita. Evitiamo la morte a piccole dosi.

Questo mondo è possibile cambiarlo se si sceglie di stare dalla parte giusta.

 

di mariagrazia brandara venerdì 8 ottobre 2010 - 0 commento oknotizie
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