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di Nello Russo lunedì 14 settembre 2009 - 1 commento oknotizie
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La Sicilia pattumiera d’Italia

L’inquinamento ambientale è un dramma moderno e stravolgente, che ha assunto dimensioni incalcolabili in Sicilia, specialmente nelle aree dove trovano posto gli stabilimenti petrolchimici.

L’inquinamento ambientale è un dramma moderno e stravolgente, che ha assunto dimensioni incalcolabili in Sicilia, specialmente nelle aree dove trovano posto gli stabilimenti petrolchimici.

Nel “paniere” degli inquinanti considerati cancerogeni, mutageni, teratogeni e neurotossici, inventariato fra le emissioni del registro INES, sono stati inseriti i furani, le diossine, il mercurio, gli idrocarburi policiclici aromatici, il benzene, i pbc, il piombo, l’arsenico (tutti inquinanti che vengono emessi nell’aria e nell’acqua) e che sono considerati, per la loro elevata pericolosità, indicatori della potenziale compromissione ambientale.

Forse non tutti sanno che le emissioni di questo tipo molto spesso sfuggono alle rilevazioni delle centraline urbane di monitoraggio, che solitamente sono tarate per registrare nell’aria circostante solo i cosiddetti macroinquinanti, mentre le altre emissioni microinquinanti per eccellenza, non potendo essere rilevate con i sistemi classici in automatico, devono necessariamente essere monitorate con attrezzature più specializzate e mediante procedure particolareggiate. Questo vuol dire che l’analisi del territorio, sviluppata mediante i sistemi tradizionali, non sempre corrisponde ai dati reali, dai quali sono esclusi i dati invisibili, quelli cioè che, o per difetto di strumentazione, o perchè si fondano esclusivamente sulle autodichiarazioni delle aziende, o perchè sono propri delle emissioni illegali non facilmente accertabili, sfuggono al controllo immediato e rendono difficoltoso il perseguimento diretto dei comportamenti illeciti. Resta il fatto, comunque, che l’impatto inquinante delle industrie non è un fatto marginale e che di conseguenza deve essere attenzionato con forza, affinché sia realizzato un controllo puntuale sulle emissioni ad altissimo rischio per la salute pubblica, che sono ormai entrate nel circolo della catena alimentare, nell’aria e nell’acqua.

Non è un caso, ad esempio, che la provincia di Siracusa sia stata annoverata al settimo posto tra quelle in Italia a più alto rischio ambientale, a causa delle elevate emissioni industriali notevolmente inquinanti degli stabilimenti di Augusta e Priolo, secondo un registro Ines relativo al 2006. Del resto il problema non è affatto lasciato al caso o alla fantasia, tant’è che sono crescenti purtroppo, in forma esponenziale, i casi di patologie oncologiche, che colpiscono anche gli animali domestici, ed altri ancora di malformazioni del feto. L’area complessivamente interessata abbraccia, chiaramente oltre Augusta, Priolo e Melilli, diversi altri Comuni della cintura industriale, quali Lentini, Carlentini e Francofonte, nella zona Nord, Sortino, Ferla, Cassaro e Buccheri situati sui Monti Iblei e forse altri Comuni dei quali non abbiamo un dato reale e completo. E’ stato giusto al fine di avere maggiore contezza della periodicità fenomenica dei suddetti casi, per elaborare e pubblicare i dati di incidenza, mortalità e sopravvivenza per tumori nella Provincia di Siracusa, che è stato istituito il Registro dei tumori presso l’ A.U.S.L. n°8.

Purtroppo però, al di là dell’apparente aspetto statistico, l’indagine svolta dagli operatori e dai medici del Registro non ha prodotto effetti sistemici utili a limitare realmente i danni dell’inquinamento globale della zona sud-orientale della Siclia, dal momento che, a quanto pare, nessuno sta facendo tesoro degli studi svolti, per intervenire nei poli petrolchimici, obbligando le aziende ad applicare quelle tecnologie necessarie a contenere, in una prima fase, le emissioni velenose, fino alla definitiva loro eliminazione. Nello stesso tempo è assolutamente necessario procedere alla bonifica del suolo e del sottosuolo, anche se non è incoraggiante il giudizio del Procuratore della Repubblica di Siracusa, espresso in seguito ai risultati delle indagini svolte dai consulenti tecnici della stessa Procura.

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