Il DL sulla stabilità, dopo l’approvazione del Senato, è in votazione alla Camera. Entro stasera l’approvazione e le successive dimissioni di Berlusconi. In serata le consultazioni di Napolitano che domani (o anche nella nottata di oggi, prevedo io) dovrebbe dare l’incarico al Professor Monti di formare il nuovo governo.
Ma…. c’è un ma grosso come una casa. Il Premier tentenna, in queste ore è a colloquio con Mario Monti e starà ‘contrattando’ un eventuale appoggio al nuovo esecutivo (niente patrimoniale in cambio del voto di fiducia? salvacondotto per le sue aziende e per la sua persona?)

Ieri si era parlato di nomi alternativi, Alfano o Dini, per mantenere unita la coalizione di centrodestra. Il centrosinistra ed il terzo polo sembrano invece coesi sul nome dell’ex commissario europeo. Anche Di Pietro è tornato a piu miti consigli, dopo le proteste della sua base e le minacce di ‘alleanza a rischio’ da parte dei Democratici.
Su La Stampa scrivono di un Berlusconi irato:
«Tutto posso accettare – ha ripetuto nella girandola convulsa degli incontri a Palazzo Grazioli -, ma non di essere umiliato. Prima ancora che io mi sia dimesso e di fare le consultazioni con i capigruppi della maggioranza uscita dalle urne, stanno facendo tutto al Quirinale, programma e squadra di governo, e noi non ne sappiamo nulla. Nemmeno quando dura questo governo».
Il weekend dell’orgoglio è gonfio di rabbia e di paura. Rabbia per il fatto che il vero giro di consultazione Napolitano lo stia facendo con Monti, il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco. E con Obama, Merkel e Sarkozy. Rabbia perché «ci stanno mettendo i loro amici». Rabbia perché il governo dei tecnici escluderebbe dalla squadra Gianni Letta, il quale ci sarebbe rimasto molto male con lo stesso Capo dello Stato (ieri il sottosegretario ha lasciato Palazzo Grazioli scuro in volto). Rabbia per dover ingoiare il rospo Monti, mettendo a repentaglio l’unità del Popolo della libertà e l’alleanza con la Lega. Bossi è stato chiaro con il Cavaliere, ed ecco la paura matta di Berlusconi. «Se ti infili in questa operazione – gli ha detto il Senatur – non ne esci vivo e puoi dimenticarti che alle prossime elezioni staremo insieme».
Monti in ogni caso. Fiducia ampia, risicata o senza fiducia
Alla fine Napolitano procederà con l’incarico per Mario Monti e credo che il professore rimarrà alla guida del governo in ogni caso. Non sarà un mandato esplorativo quindi (come lo fu quello di Marini nel 2008 dopo la caduta di Prodi). Monti non si limiterà a consultazioni con i partiti per cercare ‘i numeri’. Darà la sua lista, formerà il suo governo e si presenterà alla Camere per il voto di fiducia, anche nel caso Berlusconi dica di no all’ultimo minuto.
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Il vero problema e che non ascoltiamo i consigli... Robin Williams ce l’aveva dato anni fa... (...)
12/11 18:35 - Luigi IovinoTrappole > Dopo 3 anni e mezzo il IV° governo Berlusconi non ha realizzato nessuna delle (...)
12/11 18:04 - pv21