Senza ombra di dubbio ci sono due categoria professionali che si stanno battendo all'ultimo goccio di saliva, per vincere la Coppa della Professione più Sgangherata d’Italia e conquistare lo scudetto della Casta più Paracula.
Non c’è bisogno di raccontare molte stronzate e paraculate, ma basta elencare una serie di considerazioni tratte da un libro asciutto e saporito come un buon prosciutto toscano. Si tratta del saggio “Non è un paese per giovani. L’anomalia italiana: una generazione senza voce" (www.marsilioeditori.it, 2009). Gli autori sono Elisabetta Ambrosi, giornalista addottorata in Filosofia Politica, e Alessandro Rosina, docente di Demografia all’Università Cattolica di Milano (www.degiovanimento.com).
Per prima cosa prendo in esame il paraculismo di categoria. Se ci limitiamo ad esaminare i soli legami familiari, senza calcolare amicizie, fidanzate e amanti, si può verificare “che una grossa fetta dei neoassunti nelle redazioni – quelli che saltano i gironi infernali del precariato – è figlia di giornalisti e politici”. I quotidiani sprecano milioni di alberi per blaterare contro il precariato, ma poi cosa succede? Quasi sempre “Il precario-collaboratore… non ha nessun rappresentante all’interno del giornale… Quasi nessuno, per esempio nei comitati di redazione lo difende, anzi la solidarietà e inesistente… nell’inverno 2009 molti grandi gruppi editoriali hanno deciso di tagliare del venti per cento il compenso dei collaboratori, piccoli e grandi nel silenzio generale. Ve lo immaginate se gli editori avessero provato a fare lo stesso con lo stipendio degli interni?”.
E veniamo al paraculismo di genere: nelle campagne elettorali si utilizzano “le donne per sedurre l’elettorato femminile salvo poi riservare loro i posti peggiori in lista” per non farle eleggere. Inoltre pensiamo al caso del quotidiano “Il Corriere della Sera”, che “pubblica regolarmente editoriali e rubriche inneggianti all’importanza delle donne per la società e l’economia… irritante quando la mente si sofferma per pochi secondi sull’incredibile fatto che, dal giorno della sua fondazione, il giornale non arriva in edicola con l’editoriale principale a firma di una donna… in qualsiasi paese europeo prime pagine tutte al maschile desterebbero subito scandalo”.
Poi esiste il paraculismo anagrafico e qui la lotta è davvero molto impari. Infatti il Senato rappresenta una fortezza impenetrabile con il diritto di veto su tutti i generi di privilegi legati all’anzianità: “Da oltre sessant’anni vige in Italia un bicameralismo perfetto che prevede che le stesse leggi debbano essere approvate sia alla Camera che al Senato. Si può entrare alla Camera solo dopo i 25 anni, e al Senato dopo i 40 anni. Il che significa che in Italia solo gli over 40 sono cittadini a pieno titolo. In nessun altro Stato civile ci sono vincoli anagrafici così stringenti, che escludono l’attiva e piena partecipazione delle generazioni più giovani”. Quindi l’Italia è un regime gerontocratico e lentocratico palesemente anticostituzionale nel suo assetto principale, poiché non rispetta l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge e nel proporre e nel votare le leggi.
Per quelli che vogliano avere le prove visiviedello sfruttamento selvaggio dell’occupazione (...)
05/10 14:14 - Damiano MazzottiScusatemi... Vi prego... mi sono sbagliato... La politica nei paesi civili non dovrebbe essere (...)
05/10 11:09 - Damiano Mazzotti