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  Home page > Tribuna Libera > L’Era dell’"Outing" ci rende tutti complici...
di Emilia Urso Anfuso (sito) sabato 22 maggio 2010 - 0 commento oknotizie
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L’Era dell’"Outing" ci rende tutti complici...

L'Era dell'"Outing" ci rende tutti complici...

Ci siamo. E’ partita l’era dell’outing a tutti i costi. “Outing” parola inglese che letteralmente significa “Gita” o “Scampagnata” ma che nel linguaggio comune è divenuta sinonimo di “buttar fuori”, “parlare per liberarsi di qualcosa”.

 

Un tempo – neppure troppo lontano – certe cose, certi fatti, certi accadimenti, non si facevano trapelare. Scandali, inciuci, speculazioni, aberrazioni, sfruttamenti e persino qualche omicidio, venivano sapientemente celati alle popolazioni. Il motivo? Le cattive notizie e gli scandali legati a personaggi di spicco, non facevano buona propaganda a nessun Governo...

Poi, qualcosa è accaduto. Volontariamente o involontariamente? Non si sa. Nella prima opzione, si può pensare che, aprire al mondo ogni armadio e far fuoriuscire ogni scheletro possa servire in qualche modo a far sì che la gente si abitui. Al peggio. Rendendo il peggio possibile. Ammissibile.

Nella seconda delle ipotesi, qualcosa è sfuggito di mano a chi controlla e gestisce persone e territori. Ma appare strano, dal momento che da sempre gli ambienti dirigenziali di una nazione, riescono a gestire e pilotare qualsivoglia tipologia di informazione. Non doveva certo arrivare l’attuale Premier per far sì che chi sta al Potere sia in grado di veicolare a proprio piacimento ogni comunicazione/informazione alla Comunità...

Per decenni, siamo stati tenuti all’oscuro di molte cose.

Nessuno che si degnasse mai di farci sapere, ad esempio, le cifre reali del tormentone legato al debito pubblico. Nessuno che ci illuminasse relativamente gli intrallazzi politico economici di molti personaggi politici. Niente notizie su preti pedofili. Nulla su spese provate effettuate con soldi pubblici...

Insomma: abbiamo vissuto per molto – troppo? – tempo, con gli occhi e le orecchie ben foderate. Di prosciutto, come si suol dire.

Rincantucciati in un angolino di questo mondo che non dà luce e spazio a chi realmente all’atto pratico sostiene la Nazione, si è vissuto alla bell’e meglio, certi che nulla di toppo grave potesse accadere. Ma nemmeno a pensarci lontanamente...

Poi invece, qualcosa è accaduto. Si è iniziato coi mega crack Parmalat e Cirio. Con le inchieste a Wanna Marchi e santoni al seguito. Con gli intrallazzi di Ricucci.

Pian piano, la nazione che dapprima grida allo scandalo – e piange denaro scomparso, frutto di investimenti male allocati – si adagia in quello che è un palcoscenico osceno, ricco di tutto ciò che di peggio si possa venire ad apprendere. Mano a mano, è divenuto “usuale” che in certi ambienti alberghi lo scandalo. E’ divenuto “normale” che chi gestisce per noi la nazione, in effetti non fa altro che appropriardi a morsi di ciò che è nostro: denaro e territorio.


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di Emilia Urso Anfuso (sito) sabato 22 maggio 2010 - 0 commento oknotizie
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