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Jamison Young: dal Web a X-Files grazie a un’etichetta italiana

Dall’anonimato “fai da te” della musica on-line alla colonna sonora del nuovo film “X-Files”. Sembra un sogno, invece è pura realtà. A farcela, questa volta non grazie a un portale di social newtork ma a un’idea imprenditoriale vincente, è un giovane musicista australiano, oggi residente a Praga: Jamison Young.

 

L’idea rivoluzionaria è di BeatPick.com, un’etichetta discografica che utilizza la Rete per le sue strategie di mercato. Una label fondata a Londra da un italiano, Davide d’Atri, e oggi con un suo ufficio di produzione e rappresentanza anche a Roma.

Il colpo di BeatPick.com è di quelli grossi: l’inclusione del brano “Memories Child” di Young nella colonna sonora di “Voglio Crederci”, il secondo film tratto dalla serie “X-Files”, diretto da Chris Carter e prodotto dalla 20th Century Fox, in uscita in questi giorni sugli schermi italiani.

Ma come è possibile che una piccola etichette indipendente creata con pochissimi soldi lo scorso anno in Inghilterra sia riuscita a portare nell’olimpo di Hollywood un talentuoso quanto misconosciuto cantautore australiano?

La risposta è semplice: sfruttando le potenzialità della Rete e delle licenze Creative Commons: un modo per diffondere liberamente la musica con molti meno vincoli del diritto d’autore classico. “Per il nuovo film di X-Files”, racconta il direttore di BeatPick.com, Davide D’Atri , “abbiamo concordato con la 20th Century Fox la vendita dei diritti d’uso della traccia di Jamison Young per la distribuzione in tutti i cinema del mondo, emittenti televisive e homevideo, assicurando all’artista una promozione planetaria e un buon guadagno immediato. Senza contare gli introiti futuri derivanti dalle royalties che, per un film di tale portata, possono generare all’autore proventi intorno ai 30.000 euro nei prossimi tre anni. Siamo orgogliosi che una grande produzione americana abbia acquistato un brano di un autore indipendente e che il nostro modello di business, che unisce condivisione gratuita legalizzata a vendita dei diritti per scopi commerciali, stia funzionando”.

L’accordo con la major americana è soltanto il più recente e sicuramente il più significativo dei “colpi” messi a segno dalla BeatPick.com. In poco più di un anno la label ha collaborato con grandi marchi automobilistici e della moda come Mercedes Benz, Toyota, Ralph Lauren, ma anche con organizzazioni politiche e istituzionali, tra cui il Partito Democratico americano e l’Università “La Sapienza” di Roma.

Utilizzando la filosofia copyleft e le licenze “Creative Commons” l’etichetta italiana ha costruito un catalogo importante: 5.000 brani pronti all’uso commerciale di 140 artisti provenienti da 60 diversi paesi. Le licenze “Creative Commons” permettono la condivisione e l’utilizzo gratuito della musica per scopi non commerciali, dai siti personali ai podcast: di fatto consentono a utenti privati di ascoltare e diffondere temi musicali gratuitamente. Esattamente ciò che fanno ogni giorno milioni di persone con i programmi di “peer-to-peer”, violando però il diritto d’autore.

L’approccio dell’etichetta BeatPick.com è esattamente agli antipodi di quello che ancora oggi propongono le major, legate al vecchio modello del “copyright”. La Rete viene vista come un formidabile strumento di diffusione della musica grazie al quale gli artisti possono aumentare a dismisura la propria visibilità e con essa le proprie chance di successo. I contratti offerti dalla label londinese ai propri artisti sono non esclusivi, rescindibili in ogni momento e con un’equa divisione dei guadagni pari al 50%. E, nel caso di accordi commerciali, diventano anche fruttuosi sul piano economico: un sistema innovativo che sta iniziando a funzionare. Come dimostra il caso di Jamison Young e della sua “Memories Child”.

Siti web:

http://www.myspace.com/jamyoung

www.beatpick.com

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