Sono stati presentati la settimana scorsa i risultati della ricerca, Italiana Talkability, condotta da Freedata Labs a Milano presso l'Università Bocconi. Obiettivo di questa ricerca è mostrare con metriche nuove l’influenza dei consumatori sulla comunicazione di oltre 250 brand e l’impatto del web 2.0 sulle strategie di marketing di 13 mercati di consumo, evidenziando l’esistenza di una nuova dimensione di marketing: la Talkability.
La ricerca, grazie all’utilizzo della piattaforma di web listening Alterian SM2, ha rilevato le conversazioni in Italiano pubblicate sul web (tra siti mainstream di news, forum, blog, social media, microblog, wiki e photo/video sharing) nel periodo dal 1° luglio 2010 al 31 gennaio 2011 relative a una selezione dei principali mercati di consumo: pannolini per bambini, shampoo, detersivi per lavatrici, yogurt, gelati, birra, vodka, jeans, abbigliamento intimo, borse, telefonia mobile, city car e assicurazioni.![]()
Il punto di partenza della ricerca è la realtà di fatto – già evidenziata da prestigiosi studi italiani e internazionali – che il consumatore di oggi è un consumatore “multicanale”, esposto a una pluralità di stimoli e orientato ad utilizzare più strumenti per definire il proprio processo di scelta e di acquisto. Tra questi strumenti Internet ha sicuramente una funzione chiave, in quanto, tra i 30 milioni di Italiani connessi, è diventato il primo canale per trovare informazioni sugli argomenti più diversi, compresi i propri acquisti, superando la tv, la radio e i quotidiani.
Il web inoltre, da ormai più di cinque anni, è caratterizzato da spazi preposti ad ospitare contenuti scritti dagli utenti, persone comuni che in rete, oltre a ricercare informazioni, redigono contenuti e svolgono la funzione di influenzatori, sovvertendo così alcuni consolidati paradigmi di marketing. La tesi sostenuta da questo lavoro di ricerca è che ci si trova di fronte a una nuova dimensione di marketing: la talkability. Una dimensione che segnala come la comunicazione su prodotti e brand non è più di esclusiva competenza delle aziende, ma coinvolge direttamente i consumatori che conversano sul web e soprattutto i milioni di utenti che li leggono.
Il primo dato della ricerca è che la rete è un mondo in cui gli italiani discutono parecchio di prodotti e brand (sui 13 settori oggetto di indagine sono state rilevate circa 800.000 conversazioni in 7 mesi). Ma per comprendere qual è il fenomeno, il dato più rilevante è la combinazione tra i mercati e i singoli canali web che mostrano scenari piuttosto diversi.
Il grafico 1 rappresenta – per ogni mercato indagato - l’incidenza % del canale MGC (siti mainstream e di news) e quella dei Forum/Social media ovvero la fonte che meglio rappresenta l’ UGC). Da questo grafico derivano due segnali principali, ovvero:
Ad esempio, l’affinità tra la struttura della talkability dei pannolini e dei detersivi è giustificata dal desiderio di confronto tra utenti su temi chiave come l’infanzia o su temi specifici come le macchie, argomenti che trovano nei forum una residenza naturale.