Tempi duri per chi è in cerca di logica e raziocinio. Viviamo un’epoca del tutto bizzarra, almeno nel pensiero di coloro che vedono la differenza fra giusto e sbagliato, fra il bene ed il male, fra ciò che è consentito e ciò che non lo è.
Da sempre, da che l’Uomo ha iniziato a vivere in Comunità organizzate e da che si sono create le Classi sociali e le dirigenze, il termine “potere” ha avuto contenuti foschi, che parlano di prepotenza, arroganza ed abuso. Verso le persone considerate “minori”. Minori però, forse per il ruolo riconosciuto nelle classi sociali. Perché ad esempio numericamente, queste “minoranze” nella realtà non lo sono.
Ma si sa: piegare i popoli alla volontà di pochi, è parte integrante della nostra Storia. Già questo deve farci riflettere sull’ammissione che ovunque vi sia qualcuno chiamato a gestire un territorio, immediatamente il concetto di gestione si tramuta in comando e di conseguenza, in Potere.
I criteri di accettazione di componenti umane che si ergono al di sopra delle masse per espletare ruoli che di molto si discostano dal popolo, sono condivisi da millenni a livello mondiale. Non che i Popoli non se ne lamentino. Ma vi è insito nell’essere umano, una sorta di convinzione a valere poco o almeno meno di chi è stato solo posto nella condizione di decidere per gli altri.
Ricordare che tali posizioni privilegiate sono "regalate" da sempre dallo stesso popolo che ne diviene vittima, è ormai argomento ampiamente dibattuto. Se tutto si fermasse a questo, al fatto cioè che chi gestisce un Paese abbia di conseguenza un ruolo dominante sulla Massa, andrebbe ancora bene.
Il problema nasce però, dal fatto che – a livello internazionale – le posizioni di gestione delle nazioni assumono subito e contemporaneamente quelle componenti che facilmente vengono deviate verso comportamenti di sopruso verso – addirittura – il proprio elettorato. Verso quegli “amici” sconosciuti, che hanno messo una croce sul nome di questo o quel personaggio politico, trovandosi poi nella condizione postuma, di aver creato una sorta di mostro: colui al quale abbiamo dato la nostra fiducia e le sorti della nostra esistenza, diviene nemico nello stesso istante in cui viene eletto grazie al nostro supporto.
E questo, è solo l’inizio di un discorso che meriterebbe pagine e pagine di riflessioni, approfondimenti e cenni storici a trecentosessanta gradi. Volendo sintetizzare il discorso, ci ritroviamo oggi in un Sistema che è basato sul Male. Il Male è ciò che l’Umanità “comune” riceve e percepisce da parte di coloro che hanno la possibilità di decidere delle grandi cose della vita umana.
Ci siamo così abituati al fatto che al peggio non c’è mai fine. Che è possibile fare tutto contro i cittadini. Che gli scandali non sono scandali e se lo sono non sono mai gravi. Che chi legifera, non segue mai le leggi create ed approvate. Che chi detiene una posizione di “dirigenza” possa consentirsi ogni infamia contro le cittadinanze del Mondo.
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