Intervista a Maria Francesca Carnea
Si sente sempre più spesso parlare di comunicazione sociale, cosa s’intende?
Effettivamente, il panorama della comunicazione sociale è multiforme, notevolmente variegato nelle sue peculiarità e propaggini. Nelle sue forme più note, comprende l'attività di comunicazione per intervenire su determinati comportamenti di un gruppo sociale o della società in genere. Oppure l'attività di comunicazione per informare il pubblico in generale o determinati target su iniziative di carattere "sociale", appunto.
C’è un fattore comune?
Certo, ci sono (o ci dovrebbero essere) elementi di carattere pedagogico-informativo e l’obiettivo di sensibilizzare al rispetto di un determinato aspetto, al fine di trovare modalità per agire su di esso e migliorarlo. L’intento è di rendere reattiva la collettività rispetto agli effetti dannosi di determinati comportamenti. Così è stato per l’ecologia o, più recentemente, per le politiche di accoglienza. Bastano questi esempi per comprendere che dentro la comunicazione sociale albergano attività che promuovono valori o benefici.
A cosa serve la comunicazione sociale?
È evidente che la comunicazione sociale è il modello di comunicazione del terzo settore, ma è molto presente in istituzioni, regioni, comuni, associazioni no profit, come anche imprese private che attuano iniziative di carattere sociale e non direttamente orientate a un profitto economico.
Come si colloca la comunicazione sociale al servizio di questi valori?
Per me, la cura del bello espressivo, della parola pensata a servizio della verità e della vicenda storica, nei diversi ambiti culturali e sociali, tocca il cammino e la vita dell’uomo, da cui non può astrarsi il pensiero e la ricerca scientifica, che sono la mia specializzazione professionale, nemmeno possono astrarsi le aziende e le imprese, le diverse tipologie applicative dei media, il mondo dell’economia in genere.
C’è più idealismo o scienza nella comunicazione sociale?
Formazione e informazione scientifica crescono insieme. Gli obiettivi dell’offerta comunicativa puntano dunque a valorizzare “il soggetto promotore”, fidelizzando l’ambito di competenza operativa proprio sulle affinità intellettuali, avvalendosi del rapporto tra linguaggio e immagine che, nella comunicazione, ha una storia antichissima.
La comunicazione sociale è diffusa in Italia?
Certo, anche se non ha espresso ancora tutte le sue potenzialità. Infatti innumerevoli novità si collegano a svariati temi del quotidiano vissuto, della scienza intellettuale e dell’informazione culturale. Nella comunicazione è la risposta esaustiva, testante veridicità propositiva, di molti settori della cultura, con novità di linguaggio comunicativo che coinvolgono Università, Istituti formativi, Centri di Ricerca.