L’Italia è un luogo sempre più inospitale per i giornalisti, per i blogger e per i giudici. Evidentemente la maggioranza di governo, e anche molti altri politici qua e là, pensano che non siano particolarmente utili. A meno che non siano sul libro paga del politico, si intende. In quel capolavoro dismantellamento della giustizia e della libertà di stampa altrimenti noto come decreto intercettazioni trova spazio anche il divieto per i media dipubblicare nomi e immagini dei magistrati che si occupano di un processo.
La motivazione ufficiale del governo è che bisogna evitare il protagonismodei giudici. La motivazione vera è che in questo modo i cittadini italiani non potranno sostenere, almeno moralmente, il lavoro di giudici meritevoli che lottano contro mafia, politica e poteri forti, come Falcone, Borsellino o De Magistris. In teoria sembra sarà possibile pubblicare il nome di un giudice quando apre un’inchiesta o fa un sopralluogo, ma se questa parte del decreto avrà l’effetto temuto non sarà più possibile per i cittadini sapere chi è il giudice che ha preso un certo provvedimento. E questo significa anche l’impossibilità per la stampa dicontrollare l’operato dei giudici che, essendo esseri umani, possono anche sbagliare.
Vorrei aggiungere a questo interessante articolo, che l’attuale legge sulle intercettazioni, o (...)
16/06 08:33 - Francesco (anche io)