1. Non tutti hanno cambiato idea sul nucleare dopo l'incidente di Fukushima. Nel mondo l'atomo ha ancora molti estimatori, e tra questi c'è la Russia.
Sergei Kiriyenko, il capo del colosso russo Rosatom, in una difesa appassionata dell'energia atomica ha descritto quest'ultima come la "locomotiva dello sviluppo”, il cui uso è vitale per la futura crescita dell'economia negli anni a venire, nonostante le preoccupazioni sollevate dagli eventi in Giappone. "Nessuno ha il diritto di impedire ad un paese di accedere a questa fonte di energia stabile affidabile", ha aggiunto.
Curioso che l'annuncio di Kiriyenko sia giunto più o meno negli stessi giorni in cui la Germania, il maggior partner commerciale della Russia, ha redatto disegno di legge che porterà all'abbandono graduale dell'energia atomica entro il 2022. Dopo l'incidente di Fukushima, Mosca ha ribadito la sua fedeltà al nucleare. La lezione del Giappone, secondo i russi, è che "Il mondo deve avere garanzie assolute che l'energia nucleare sia sicura. Questo richiederà soluzioni sistematiche a partire dalle prescrizioni della legislazione internazionale", ha dichiarato Kiriyenko.
2. A parte le dichiarazioni di principio, il nucleare in Russia sta creando seri problemi.
Troppe centrali nel Paese sono ormai giunte alla fine della loro vita utile e devono essere dismesse. Mosca intende smantellare 42 impianti nucleari entro il 2015 e 188 entro il 2020, ma non ha il personale sufficiente per garantire la disattivazione e lo smantellamento degli impianti. Uno dei massimi dirigenti di Rosatom, Yevgeny Komarov, lamenta il fatto che in Russia nessuna università abbia corsi idonei alla formazione di tecnici specialisti in tal senso. La carenza non riguarda solo il personale tecnico, ma anche project manager ed esperti, e considerato che per formare adeguatamente tali figure occorre un percorso di studi non inferiore a 5 o 6 anni, Romanov nutre seri dubbi che il piano di smantellamento promosso dal Cremlino potrà essere rispettato.
Una posizione ripresa da Sergei Liventsov, vicedirettore dell'Istituto Politecnico di Fisica Tecnologia di Tomsk, secondo il quale vi è urgente necessità di intensificare la formazione specialistica per l'intero settore nucleare.
Gli analisti sottolineano che i ministeri russi e di altre agenzie governative sono noti per la loro tendenza a rilasciare dichiarazioni allarmanti per garantirsi maggiori fondi federali, in particolare prima dell'apertura di ogni nuovo anno fiscale. Malgrado ciò nel Paese le conseguenze per sono sotto gli occhi di tutti.
Giovedì 2 giugno il presidente Dmitry Medvedev ha dichiarato pubblicamente che la Russia aveva accumulato oltre 30 miliardi di tonnellate di rifiuti tossici, invitando le imprese a contribuire alla campagna di risanamento ambientale del governo.
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