Oltre l’Occidente - L’Indonesia è l’occasione per un reportage per interposta persona, un breve sguardo sul paese asiatico, realizzato cucendo le impressioni e le fotografie di Daniela Zeggio con alcune informazioni tratte dal web.
Nel sud-est asiatico l’industria tessile è uno dei punti di forza della Cina e dell’India, ma entrambi i paesi ripongono nell’Indonesia la capacità di fornire manodopera a buon mercato. Curiosa situazione per delle nazioni che forniscono prodotti a basso costo per il mercato europeo e statunitense.
Un’industria, quella tessile, che si sviluppa in Indonesia in due ambiti: uno lindo ben organizzato e l’altro quasi clandestino, rispecchiando le contraddizioni e i conflitti del Paese, dove l’opulenza si coniuga alla povertà, la bramosia della modernità con la salvaguardia delle tradizioni.
L’Indonesia non è soltanto il più grande paese che si sviluppa su di una miriade di isole, ma è anche il più popoloso a maggioranza musulmana, senza vincolare la costituzione ai dettami dell’Islam, nonostante la presenza di gruppi terroristici legati anche ad Al Qaeda, come

Le contraddizioni si riscontrano anche nell’ambito economico e non solo la disparità tra ricchi e poveri, ma dal fatto che l’Indonesia è uno dei paesi del CIVETS, un acronimo coniato dalle iniziali dei nomi dei sei paesi in lingua inglese (Colombia, Indonesia, Vietnam, Egitto, Turchia, Sud Africa), accodandosi, ad una certa distanza, al BRIC (Brasile, Russia, India e Cina), evidenziando l’incoerenza di un paese che è tra le nazioni emergenti e contemporaneamente offre manodopera a buon mercato, soffre della concorrenza di altre realtà nel sudest asiatico (Cambogia, Vietnam e Laos) nel campo del piantagioni di gomma e della produzione delle scarpe da ginnastica.

Contrasti che a qualche ora di auto da Giacarta, inoltrandosi nella giungla su strade asfaltate, si possono incontrare diverse attività industriali che forniscono prodotti non solo per il mercato Occidentale, ma anche per quello cinese e indiano. Agli incroci degli improvvisati poliziotti si sbracciano per alleggerire il traffico immaginario, ma quando c’è è una vera baraonda e l’occasione di guadagnare qualche rupia indonesiana. Strade che conducono a delle industrie moderne, apparentemente all’avanguardia nella prevenzione degli infortuni quelle legate all’India e a gruppi taiwanesi, ma ci sono anche quelle occultate dalla vegetazione. Luoghi simili ad un antro infernale, sembrano usciti dalla pittura di William Blake, dove i cinesi fanno grossi affari. Fatiscenti costruzioni, dove i malpagati operai lavorano, con i piedi immersi in quattro/cinque dita di discutibile liquido, su macchinari elettrici.