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Il voto palese: autoscatto in parlamento

 

Con la decisione sul voto palese, in merito alla decadenza del corrotto e corruttore lombardo, il parlamento umilia se stesso, le prerogative del parlamentarismo, il regolamento del Senato e un principio di libertà istituzionale e politico. Ma il parlamento umilia se stesso perché si conosce, perché conosce l’infima qualità umana degli eletti del popolo, selezionati con un sistema indegno di un paese civile. Comprati e venduti, tutti sul mercato, hanno trasformato la libertà in sotterfugio, l’indipendenza in suburra, l’etica in simulacro.

La necessità della decisione sul voto palese è una logica conseguenza della decadenza della Repubblica e del rigido controllo di ristrettissime cupole sulla nostra democrazia agonizzante. Un Partito democratico senz’anima, dopo 20 anni di appiattimento culturale su berlusconismo e leghismo, al crepuscolo di questi si concede al grillismo, continuando ad essere culturalmente succube degli umori più retrivi del paese. 

Col voto palese credono di salvare la loro residua credibilità e invece ottengono il risultato opposto, entrando in una zona densa dove la Repubblica stessa fondata sulla Costituzione nata dalla Resistenza è a rischio. La politica ha fotografato se stessa come con un autoscatto mostrandosi nuda. Per gli storici del futuro il 2013 passerà come quell’anno nel quale fu necessario uno strappo così severo per sancire il banale principio che i condannati non devono stare in parlamento.

Sarà un voto che servirà a tirare a campare qui e ora e forse celebreremo la decadenza del satrapo. Ma non andremo lontano.

Questo articolo è stato pubblicato qui

Commenti all'articolo

  • Di paolo (---.---.---.200) 31 ottobre 2013 17:45

    Parole sacrosante le sottoscrivo dalla a alla z .
    Però meglio essere realisti e vergognarci di quello che siamo diventati che farci fregare da zio Paperone .
    Sul nostro futuro anch’io sono pessimista , ma intanto bisogna procedere per priorità . Adesso c’è quella di evitare intrugli sottobanco .

  • Di (---.---.---.205) 1 novembre 2013 19:15

    Stato di diritto >

    Per Berlusconi è giusto il voto segreto o palese?
    Stiamo ai fatti.
    Non c’entra né la libertà personale, né la libertà di coscienza.

    La frode fiscale è un reato contro l’intera collettività. Nello specifico il reato è comprovato dalla formale disponibilità del condannato a rimborsare (istanza di rateizzazione) i circa 11 milioni dovuti all’erario.
    Non è neppure in gioco quella libertà di coscienza prescritta per la salvaguardia, costituzionale, delle prerogative parlamentari (art.68).
    Si tratta di validare, in modo inequivoco, dei requisiti posti dalla legge (art.65) e prendere atto del possesso o meno di qualità (disciplina, onore, …) presupposte vincolanti per i membri elettivi di Organi di rappresentanza collettiva.

    Forse dietro la "pretesa" di voto segreto c’è il rimpianto per la “vecchia” formula dell’immunità. Quella che consentiva alla Magistratura di procedere autonomamente all’arresto del parlamentare soltanto se colto in flagranza di reato punito con la detenzione.
    Coincidenza vuole che detta “immunità” sia stata modificata lo stesso mese (ottobre 1993) in cui Berlusconi lanciava Forza Italia.

    Ergo.
    Stando alla natura del reato commesso non è la scelta tra voto segreto o palese a connotare lo stato di diritto. La storia insegna che la Febbre del Tribuno non conosce remore o limiti fino a …

  • Di (---.---.---.164) 3 novembre 2013 23:29

    Mah, più che altro stiamo parlando di un senatore indagato (o imputato?) per compravendita di voti al parlamento. E’ vedo che la prassi parlamentare non prevedeva il voto palese, ma è anche vero che forse una situazione del genere non si era mai verificata prima.



    Il problema non è il voto palese sul caso Berlusconi. Alleluja, finalmente. Il problema sono tutti i voti segreti del passato.

    In una democrazia rappresentativo, di persone elette dal popolo, il votante ha il DIRITTO di capire chi ha contribuito ad eleggere. Deve quindi poter valutare ogni sua mossa, nella massima trasparenza.

    O si ha qualcosa da nascondere a votare in parlamento?

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