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Il vento soffia ancora. È il Movimento Arancione di Luigi De Magistris

12.12.12. È pomeriggio ma fa già freddo a Roma, eppure all’ingresso del Teatro Eliseo c’è una fila di persone, in attesa di uno spettacolo che non è in cartellone. Si tratta del debutto, nell’affollata società politica italiana, del Movimento Arancione di Luigi De Magistris. Anzi, come preciserà il sindaco di Napoli nel suo intervento, un movimento che non è “suo” ma delle “persone con la schiena dritta” di questo paese.

Platea, galleria e balconata si riempiono in pochi minuti e, in circa due ore e mezzo, sul palco e nei messaggi twitter (hashtag #MA121212) proiettati sullo schermo, va in scena un pezzo d’Italia, almeno di quella che non finisce nei salotti televisivi, che non si accontenta delle indigeste ricette della cucina Monti e di chi lo ha sostenuto, che vuole il rispetto sostanziale dei contenuti della Costituzione, a cominciare dal diritto al lavoro e che non intende solo pagare il conto di scelte sbagliate.

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Marco Revelli

Si inizia con Paolo Rossi che legge Io so di Pier Paolo Pasolini, dedicato ala ricorrenza tragica di Piazza Fontana del 12 dicembre di 43 anni fa, e conclusa con un ironico “sono stato io”. Anche Marco Revelli (insieme a Ginsborg e Gallino, una delle voci più autorevoli del movimento Alba - Alleanza Lavoro Benicomuni Ambiente e Cambiare si può) ricorda, qualche minuto dopo, Piazza Fontana ma per denunciare la presenza di uno Stato in superficie ed uno sommerso ed osservare che se nell’ascoltare D’Alema che fa l’elogio di Geronzi, sente “vacillare la fede democratica”, ciò non toglie che “tutti abbiamo il dovere di dare rappresentanza a chi non è rappresentato”.

Al ritmo costante di cinque minuti ad intervento, sotto la gestione di Francesca Fornario, giornalista con il gusto della satira pungente, si susseguono tante storie quotidiane che non fanno notizia nonostante la loro drammaticità, come il racconto dell’insegnante che dopo aver atteso invano una supplenza si toglie la vita.

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Oliviero Beha

Arrivano bordate polemiche contro gli ultimi governi da parte di Oliviero Beha, che invoca la “deberlusconizzazione” del paese e lancia l’allarme sulla scuola e sulla cultura che sta regredendo alla velocità del suono. E il Governo Monti è nel mirino anche del professor Pivetti della Sapienza che lo definisce come il più classista nella storia repubblicana.

Arriva sul palco il regista e produttore Gaetano di Vaio, con un progetto di un centro di produzione a Scampia, seguito dal saluto di Piergiorgio Odifreddi sullo schermo che lamenta come questo governo abbia prodotto solo la distruzione dello stato sociale.

C’è spazio per la tutela degli animali con Gianluca Felicetti, presidente della LAV (Lega Anti vivisezione) “quelli di Green Hill”, o con Giselle Martini di Salvaiciclisti, per la quale “l’automobile non è la risposta alle nostre esigenze”.

Insomma si parla di valori come la laicità, di cultura come bene comune, di fine vita, di fare impresa nel Sud, di scelte che sacrifichino le spese militari. Loris Mazzetti, collaboratore di Enzo Biagi, protesta per l’indipendenza della RAI dai partiti.

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Sonia Alfano, Presidente Commissione Speciale Antimafia Parlamento Europeo

Arriva quindi il turno di Sonia Alfano che se la prende con “chi si spacciava per democratico” (il riferimento è a Beppe Grillo) perché ha espulso dal Movimento 5 Stelle sia Favia che Salsi, due persone per bene.

Alafano, Presidente della Commissione Antimafia Europea, parlamentare europea eletta con l’IDV, se la prende con “i palazzi che puzzano di illegalità” e auspica, tra un crescendo di applausi, l’elezione di un “Presidente della Repubblica degno di questo nome, che sappia difendere i magistrati che svolgono egregiamente il loro lavoro, invece di ostacolarli”.

Con il passare del tempo cresce nel teatro l’attesa per i due protagonisti della serata, Antonio Ingroia e Luigi De Magistris.

Appena stabilita la connessione dal Guatemala (prima via Skype poi con telefono) la platea dedica un lungo applauso al magistrato palermitano che osserva come “abbiamo lasciato alle spalle un ventennio berlusconiano di disastri che ha lasciato macerie, causando la perdita di credibilità delle istituzioni, un periodo in cui si è capovolta la verità”. Ingroia afferma che abbiamo bisogno di un atto di responsabilità della società civile, la parte migliore del paese che deve salvare un’Italia sull’orlo del precipizio, liberarla dalla mafia e dalla corruzione. “Fate la vostra rivoluzione civile anzi facciamo la nostra rivoluzione civile”. “Sarò della partita” conclude Ingroia tra lunghissimi applausi che accolgono, con la fine del collegamento, Luigi De Magistris.

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Manifesto del Movimento Arancione

Il discorso del sindaco di Napoli, che non lascerà il suo incarico per altre candidature, non delinea la strategia del Movimento Arancione ma punta al cuore della gente, alla volontà, utilizzando parole come ottimismo, cambiamento, passione, morale, rivoluzione, beni comuni. Sono aboliti invece termini come delega, compromesso, segreto di Stato, riciclarsi, sovversivo, grandi opere.

Poche frasi chiariscono quindi che ”non si delega a qualcuno quello che si vuole fare”, il movimento arancione è un movimento orizzontale, forse anarchico nel senso che non appartiene a nessuno. E se ”dovessimo andare a Palazzo Chigi – aggiunge De Magistris” dovremmo far uscire il puzzo del compromesso morale e abolire il segreto di Stato sulle stragi di Stato” perché è indispensabile sapere cosa è successo nella stagione delle bombe, che ha mutato la fisionomia della mafia, consentendone l’accesso al Parlamento o nelle imprese, determinando i fenomeni noti della corruzione e del crimine che pervade il sistema politico.

Il Movimento Arancione – garantisce De Magistris - non è il movimento dei magistrati e non è il luogo dove qualcuno si viene a riciclare.

Passione e immaginazione sono le risorse che l’esperienza del sindaco considera il grande motore del futuro, quelle che hanno reso possibile la sua elezione. E per quanto riguarda i partiti non esiste contrapposizione perché essi fanno parte della Costituzione, anche se oggi non sono più i partiti della questione morale, non sono quelli di Gramsci Berlinguer.

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Messaggio Twitter

C’è il tempo anche per una battuta su Scalfari che ha definito Ingroia un eversivo. De Magistris non ha difficoltà a dichiararsi eversivo, non violento ovviamente, se questo significa difendere la Costituzione.

L’obiettivo del Movimento (vedi il manifesto) è quello di mettere insieme persone con le proprie storie che nelle piccole e grandi comunità si sono schierati per i beni comuni, dalla Val di Susa, ai No Dal Molin, al No al Ponte sullo Stretto, al No alle discariche, storie di persone dalla schiena dritta, che non accettano alcun compromesso morale.

Applausi da tutti, anche da personaggi noti della politica “alternativa”, tutti invitati e interessati in qualche modo agli sviluppi del Movimento Arancione. C’era Antonio Di Pietro che sabato deciderà quale sarà il futuro dell’IDV, poi Angelo Bonelli dei Verdi, Paolo Ferrero di Rifondazione comunista e Oliviero Diliberto dei Comunisti Italiani-FDS.

In questa situazione non è al momento chiaro se e in che misura queste forze siano interessate a collaborare tra loro. Le elezioni alle porte potrebbero però produrre aggregazioni nuove, un nuovo soggetto politico?

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.196) 15 dicembre 2012 13:16

    Ci mancava solo Bertinotti. Peccato sareste stati al completo!

    Mi dispiace per voi - vi gurdavo con interesse e simpatia - ma la presenza di Di Pietro, Ferrero e Diliberto vi squalifica subito.

    • Di Giorgio Zintu (---.---.---.102) 15 dicembre 2012 15:41
      Giorgio Zintu

      Forse c’era anche Bertinotti e Agnoletto, ma io io non li ho visti. Tra questi personaggi non mi sembra ci siano indagati o condannati., forse ci sono dei perdenti ma in un paese dove conosciamo i vincenti sarei un più cauto nel liquidare persone e storie con troppa disinvoltura. Tutto è relativo al mondo in cui ci troviamo.
      Esiste un problema di compatibilità, questo è probabile e quindi non si sa neanche se questo quarto polo si farà o meno. Ma una cosa è certa: altri parlano di spread, qui si parla di valori e di idee, di pulizia. Non è poco di questi tempi.

  • Di (---.---.---.133) 15 dicembre 2012 19:05

    Egregio non è questione di condannati (ci mancherebbe) o perdenti, ma di persone che hanno incarnato errori su errori anche grazie ai quali ci troviamo ora nella m....

    Tra di voi ci sono persone di valore, di grande valore, ma toglietevi di torno i vecchi bacucchi del passato o non andrete da nessuna parte.

    • Di Giorgio Zintu (---.---.---.102) 15 dicembre 2012 21:27
      Giorgio Zintu

      Voglio solo precisare che non sono iscritto a questo movimento. Assolvo solo a quello che mi sembra un dovere in questi tempi difficili :raccontare quello che altri non scrivono su chi tenta altre strade meno semplici e meno redditizie, tentando di ristabilire la verità in un sistema che vaiggia sull’onda della corruzione e della menzogna. Naturalmente guardo con simpatia chi si batte per questi obiettivi, e quindi anche De Magistris & Co., ma anche per quanti lottano per la tutela della salute e per l’ambiente. In breve cambiare direzione e non solo velocità per non finire contro l’iceberg della indifferenza globale.

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