Il “Corriere della Sera”, organo di stampa e propaganda della ideologia padronale, attaccato violentemente da Berlusconi per qualche moderatissima critica ricevuta per la vicenda “SKY”, si riscatta prontamente, con un editoriale di Dario di Vico del 6 dicembre, che è un concentrato di ideologia e di conforto al capitalismo in difficoltà, che nulla ha a che fare con il giornalismo, essendo solo un atto di difesa militante dell’esistente, del mercato, del liberismo, e in ultima analisi del proprio posto di lavoro.
Sostiene Di Vico: “la storia non sembra incamminata verso i suoi ultimi giorni. Il moderno continuerà la sua corsa, riprenderà a produrre le sue contraddizioni e i suoi squilibri, libererà energie e ne comprimerà altre, ma non c’è all’orizzonte un altro mondo, e neppure si delinea una offerta culturale alternativa capace di rileggere in toto il nostro mondo”.
Il cane da guardia degli interessi degli industriali fa ideologia, e non si accorge che azionisti e manager di banche e industrie vanno con il cappello in mano a chiedere soldi agli Stati (soldi che dovrebbero essere destinati ai servizi per i cittadini), per cominciare un altro ciclo capitalistico di ruberie, truffe, ed incapacità imprenditoriali, come dimostra in modo inconfutabile la parabola discendente di Ford, General Motors, Chrysler, incapaci di produrre auto efficienti, con consumi limitati e ormai fuori mercato.
La truffa nella truffa sono gli aiuti di stato ad aziende che dovrebbero fallire, mentre si taglia sulla scuola, sulla ricerca, sulla sicurezza, sulla sanità, sulla ecologia.
La “storia” il “moderno”, di cui parla Di Vico, sono un sistema produttivo mondiale, basato su capitalismo e globalizzazione, di così grande successo che ha prodotto in pochi anni: squilibri ambientali enormi di cui ci hanno informato solo gli scienziati, impoverimento di tutte le risorse primarie (acqua dolce, cibo, pesca, energie fossili), disboscamento di foreste primigenie ad opera delle multinazionali occidentali per avere legnami pregiati, 800 milioni di affamati verso cui persino
Caro Di Vico, questo è ciò che ha prodotto la modernità capitalista che tu difendi, e pretendi che questa storia continui con i nostri soldi, anche se il fallimento è palese. L’unica cosa vera e condivisibile che dici è che non vi è all’orizzonte una alternativa a questo sistema distruttivo, assassino e fetente, dove quelli come te non si accorgono che i rifiuti tossici prodotti dagli industriali tuoi amici vengono affidati alla camorra che li sversa dove capita causando la morte per cancro di molti cittadini e animali. Com’è che non fai mai un editoriale sull’avidità degli industriali e deduci che loro sono i mandanti e i camorristi solo gli esecutori?
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