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di Federico Mascagni (sito) martedì 12 giugno 2012 - 0 commento oknotizie
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Il Ripasso 13: Frank Zappa parte 1

 


Frank Zappa, di mestiere compositore. Si nutre di sigarette e caffè nel seminterrato dove scriverebbe pagine di musica per mesi, in totale solitudine. Oppure si dedicherebbe per giorni e giorni, insonne, a usare strumenti analogici e digitali per registrare, modificare, ricomporre suoni. Questa è stata la vera passione di Frank Zappa, tutto quello per cui ha prodotto dischi pieni di canzoni fra le quali sperava di azzeccare anche qualcosa che potesse piacere al pubblico senza sputtanarsi. 1967. Ha pubblicato appena tre dischi a distanza ravvicinatissima con le Mothers of Invention, il gruppo di cui fa parte e per le quali compone la musica, quando esce il primo disco a suo nome. Lumpy Gravy, due composizioni per lato, collage musicali di cui il primo, Lumpy Gravy part 1, è un capolavoro di postmodernismo in musica. Dal suo “laboratorio musicale” scolpisce nel tempo di 16 minuti circa parti orchestrali con brani elettrici, dischi mandati a 78 giri, conversazioni surreali, surf music. In Lumpy Gravy sussume alcune gemme sparse nei dischi precedenti.

Ma è il 1969 l’anno di svolta, perché scioglie la formazione con la quale ha registrato i primi dischi e decide di creare alcuni progetti musicali che siano di ricerca nell’ambito del rock, selezionando volta per volta i musicisti che ritiene opportuni. Esce “Hot Rats“, nel quale gli rimane vicino Ian Underwood, polistrumentista delle Mothers of Invention. Il disco contiene la canzone a tutt’oggi più famosa di Frank Zappa, Peaches en Regalia, grazie alla sua gradevole melodia e al suo ricco arrangiamento. Il resto dell’album, tutto strumentale tranne “Willie The Pimp” con il rauco vociare di Captain Beefheart, è in gran parte composto da lunghi assoli su solide basi ritmiche (ciò che Zappa definisce “una forma di scultura delle molecole aeree“) a volte di Zappa stesso alla chitarra, oppure di violinisti come Don “Sugarcane” Harris o il francese Jean Luc Ponty. Altri brani lasciano il flusso sonoro della forma assolo per riprendere la forma di composizione per gruppo rock. E’ il caso di “It Must Be A Camel” che conclude il disco.

Zappa fa uscire un paio di ottimi dischi con materiale inedito delle Mothers of Invention e prosegue il suo progetto solista di rock di classe, semplificandolo, avvicinandosi maggiormente alle radici blues. In questa esperienza si avvale per la prima volta alle voci degli ex Turtles, quelli della hit pop “Happy Together“, che saranno il perno della nuova formazione delle Mothers. Il disco del 1970, “Chunga’s Revenge“, è una schietta e solida testimonianza di questo saggio di rock e blues.

Con la nuova formazione delle Mothers, che vede le ex Mothers of Invention Ian Underwood e Don Preston ed Aynsley Dunbar alla batteria, Zappa realizza un film prodotto dalla MGM e intitolato “200 Motels“; una sorta di musical satirico, dove il divertente e ambiguo immaginario di Zappa si mescola a balletti e ovviamente alla musica, eseguita sia dalle Mothers che da una orchestra, il tutto rigorosamente dal vivo. Interpreti speciali: Ringo Starr truccato da Zappa, alias “Larry il nano” (sia Starr che Zappa non erano proprio altissimi), e Keith Moon nella parte di una suora ( ! ).

Questo periodo, di discreto successo e ricco di date di concerti, è però particolarmente sfortunato. In una data del 1971 in un palazzo dello sport a Montreux (Svizzera) uno spettatore lancia un razzo contro il telone del palazzetto, che prende fuoco. Per fortuna nessuna vittima, ma la band è costretta a lasciare gli strumenti sul palco. Nell’incendio verrà distrutto tutto, e l’episodio sarà immortalato nella canzone “Smoke on the Water” dei Deep Purple. A determinare nel peggiore dei modi lo scioglimento di questa sfortunata formazione delle Mothers sarà il gesto di uno spettatore folle che, salito sul palco durante un assolo di Zappa, lo spinge nella buca dell’orchestra. Un discreto volo che causa la rottura di una gamba, di un paio di costole e della laringe al povero musicista.Il periodo passato in carrozzella lo avvicinerà all’interesse per il jazz rock e alle big band, portandolo a realizzare i due dischi “Waka/Jawaka” e “The Grand Wazoo” entrambi del 1972.

Passata la convalescenza, riunisce una nuova formazione, le nuove Mothers, con le quali realizza alcuni dischi che hanno un discreto successo, soprattutto grazie allo straordinario livello tecnico della band (fra i musicisti la percussionista Ruth Underwood,Chester Thompson, George Duke). In mezzo a questa esperienza registra a suo nome “Apostrophe” (1974), anche questo disco abbastanza fortunato, dove compaiono star come Jack Bruce al basso. Passeranno appena due anni e Zappa si circonda di virtuosi giovani e di aspetto gradevole (rispetto alle Mothers of Invention ‘brutti come il peccato’) mescolando alle sue sperimentazioni rock canzoni-parodie che strizzano l’occhio all’hard rock o alla disco.

 

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di Federico Mascagni (sito) martedì 12 giugno 2012 - 0 commento oknotizie
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