I siciliani si mobilitano contro l’ecomostro di Niscemi
Nonostante quanto affermi il Ministro della difesa La Russa, non sono pochi coloro che in Sicilia si oppongono alla dilagante militarizzazione del territorio. Accanto ai coordinamenti “no-war” che dal tempo dei missili nucleari a Comiso denunciano la trasformazione dell’isola in una portaerei per le operazioni di guerra USA e NATO, ci sono ambientalisti, comitati spontanei di cittadini, organizzazioni sindacali di base, testate giornalistiche ed emittenti radio, ed adesso, timidamente, persino alcune amministrazioni locali. I gravissimi impatti socio-ambientali di alcune delle maggiori installazioni, la base aeronavale di Sigonella e la stazione d’intelligence di Niscemi in testa, hanno contribuito a dar vita a nuove campagne di mobilitazione e di lotta.
Un importante momento di confronto fra le differenti anime del movimento contro le basi è previsto per giovedì 19 febbraio a Caltagirone, città a metà strada tra Sigonella - dove sta per essere installato il sistema di sorveglianza terreste AGS della NATO, più una decina di aerei senza pilota USA Global Hawks - e Niscemi, che ospiterà la stazione di controllo terrestre del sistema satellitare MUOS (Mobile User Objective System), elemento chiave dei nuovi programmi di guerre stellari.
I pericoli della militarizzazione sarà il tema centrale del dibattito organizzato, tra gli altri, da Attac, Cobas, Patto permanente contro la guerra, Rifondazione Comunista. “L’ampliamento di Sigonella comporta la cementificazione di fertili terreni agricoli, mentre vincoli ambientali ed archeologici vengono eliminati nei paesi limitrofi per meglio servire le esigenze strategiche della Marina USA”, denuncia Alfonso Di Stefano della Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella. “Ancora più pericolosi gli effetti del MUOS, un sofisticato sistema di comunicazione che integrerà comandi, centri d’intelligence, radar, cacciabombardieri, missili da crociera, velivoli senza pilota, ecc.. Questo micidiale sistema è basato su onde elettromagnetiche ad altissima frequenza e l’estrema vicinanza ai centri abitati di Niscemi e Caltagirone avrebbe dovuto destare maggiori preoccupazioni fra gli amministratori locali prima d’assecondare le priorità militari a scapito della verifica d’impatto ambientale e della minaccia alla salute dei concittadini”. Gli studi sulle possibili conseguenze delle emissioni elettromagnetiche del MUOS hanno talmente impressionato i Comandi USA da convincerli a trasferire la stazione terrestre da Sigonella a Niscemi, per allontanarla dalle piste di volo in cui decollano e atterrano i cacciabombardieri e, soprattutto, dai numerosi depositi di munizioni ed armi presenti nella base aeronavale. Due società statunitensi, Agi e Maxim Systems, appositamente contattate dalla US Navy, hanno infatti accertato che le emissioni elettromagnetiche possono innescare la detonazione degli ordigni.
Ho letto l’articolo del giornalista mazzeo, e trovo estremamente importante e vitale che qualcuno si occupi in maniera così precisa e dettagliata di una faccenda che riguarda una intera collettività. Ho segnalato la questione dell’antenna mostruosa a varie redazioni di programmi d’inchiesta : "Exit" "Presa diretta" Annozero". Stamane ho trovato nella mia posta la risposta della redazione di "Presa diretta", condotta dal bravissimo giornalista Riccardo Iacona. La redazione comunica che sono ormai alle ultime puntale, ma che intendono approfondire la questione, tenendosi in contatto con noi niscemesi.
Le scrivo il mio indirizzo , per ulteriori informazioni: mariagrconti@libero.it