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I nostri bambini tra i più grassi d’Europa

Il trend per l'obesità infantile in Italia è in leggera discesa, ma il problema è tutto fuorché risolto: i dati sono tanti, chiari e niente affatto buoni. 

di Sara Stulle

In Europa un bambino su tre è obeso o sovrappeso. Non è un buon numero se andiamo a vedere attentamente cosa significhi essere obeso per un bambino. E anche se i primi effetti, e i più visibili, sono sul girovita, non sono affatto gli unici. Tant’è che il junk food, il classico cibo spazzatura da fast food, riduce l’appetito per i nuovi sapori (anche negli adulti) e, in pratica, cambia i nostri comportamenti alimentari. Lo dice uno studio pubblicato su Frontiers in Psychology nel 2013 e ne parla Federico Baglioni nel suo articolo su OggiScienza.

Bambini e adolescenti obesi possono subire gravi danni all’ossatura in crescita, possono sviluppare disturbi polmonari, neurologici, apnee notturne, problemi al fegato, all’apparato cardiovascolare, al sistema endocrino. Dietro l’angolo ci sono malattie importanti come l’ipertensione o il diabete. E anche le capacità cognitive ne risentono.

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Il cibo spazzatura a dosi importanti sarebbe responsabile anche di un ritardo nei processi di apprendimento in età scolare. Lo aveva già confermato uno studio condotto nel 2014 da un team di scienziati della Ohio State University, coordinato da Kally Purtell e che era partito per analizzare esclusivamente gli effetti del cibo spazzatura, in particolare grassi e zuccheri, sul sovrappeso nei bambini. E ha finito per trovare una preoccupante relazione tra fast food e i risultati scolastici di un campione di 8500 studenti statunitensi tra i 10 e i 13 anni: i ragazzi che riportavano di mangiare più frequentemente ai fast food erano quelli visibilmente più lenti nell’apprendimento e ottenevano punteggi più bassi di oltre il 20% sia in letteratura che in matematica e nei test di scienza. Tutti i loro risultati sono stati pubblicati su Clinical Pediatrics.

I dati sono tanti, sono chiari e non sono affatto buoni. Per i bambini italiani, in Europa, sono tra i meno buoni. Anche quest’anno, nonostante si registri una lieve diminuzione dell’obesità infantile dal 2008 a oggi, siamo, purtroppo, sul podio dell’obesità. Con in testa la Campania dove, stando ai dati riscontrati dal nostro sistema nazionale di sorveglianza Okkio alla Salute, il 47,8% dei bambini è in sovrappeso più o meno grave (28,6% in sovrappeso, 13,7% obesi, 5,5% obesi gravi).

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Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.

Crediti immagine: dr_zoidberg, Flickr
Infografiche: Sara Stulle

Questo articolo è stato pubblicato qui

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