La global war on terror lanciata dagli Stati Uniti in seguito agli attacchi dell'11 settembre ha lasciato sul terreno 225.000 morti per un costo complessivo fino a 4.400 miliardi di dollari, secondo un nuovo studio pubblicato dalla Brown University*. Aggiornando così la precedente stima a 3000 miliardi redatta dal Premio Nobel per l'economia Joseph Stiglitz.
Il rapporto, redatto da un gruppo di ricercatori e reso noto la scorsa settimana, prende in esame non solo le due guerre in Iraq e Afghanistan, ma anche le campagne di lotta al terrorismo in Pakistan e Yemen, oltre alle operazioni navali antipirateria nell'Oceano Indiano e il lavoro di intelligence nel prevenire e neutralizzare ulteriori attentati.
La conclusione, secondo gli autori, è che i governi in procinto di intraprendere una guerra, quasi sempre sottovalutano sia la potenziale durata che hanno i costi del conflitto, da un lato, mentre sopravvalutano “gli obiettivi politici che possono essere raggiunti con l'uso della forza bruta”, dall'altro.
Il costo ufficiale delle operazioni belliche è pari 1.311 miliardi di dollari. Ma tale cifra è indicativa dei soli finanziamenti federali al Pentagono, senza tenere conto delle spese ulteriori. L'anomalia delle stime ufficiali, infatti, è che gli obblighi federali nei confronti dei veterani non sono mai stati computati nelle analisi governative fin qui divulgate. Peraltro, va considerato che il 30% dei soldati di ritorno dalle missioni manifesta gravi disturbi di comportamento che incidono sulla famiglia e sull'ambiente di lavoro, finanche all'omicidio. Il danno economico e i costi sociali si rivelano, dunque, più gravi di quanto supposto.
Sommando le proiezioni fino al 2051 per le cure mediche, le pensioni di invalidità e le pensioni per le vedove, il costo complessivo lievita ad una cifra compresa tra i 3.200 e i 4.000 miliardi di dollari, rispettivamente secondo la stima più prudente e quella più azzardata.
Le stime federali, inoltre, non conteggiano i finanziamenti collaterali alla Difesa, come, ad esempio, le quote di bilancio del Dipartimento dell'Energia per forniture al Pentagono. La gran parte dei costi della Difesa è dovuto alle bollette per l'energia elettrica. Solo per l'aria condizionata le spese ammontano a 20 miliardi annui.
Ci sono poi le dotazioni al Dipartimento di Sicurezza Nazionale per contrastare le minacce terroristiche, nonché i fondi per la ricostruzione destinati all'Agenzia per lo Sviluppo Internazionale.
A ciò vanno aggiunti i futuri interessi sul debito: 185 miliardi finora e fino a 1000 miliardi entro il 2020. Non va dimenticato, infatti, che le guerre sono state finanziate non attingendo alla ricchezza, bensì emettendo titoli pubblici.
Totale: dai 3.600 ai 4.400 miliardi di dollari**. Un quarto dell'attuale debito pubblico degli Usa.
Non si tratta di un risultato catastrofista. Lo studio ha tenuto a precisare che la stima effettuata sul numero di vittime è “molto conservativa", attestandosi a circa 225.000 morti e 365.000 feriti in tutte le operazioni militari condotte nell'ultimo decennio.
In particolare, il numero di soldati uccisi ammonta a 31.741, dei quali circa 6.000 americani, 1.200 soldati alleati, 9.900 iracheni, 8.800 afghani, 3.500 pakistani e 2.300 contractors appartenenti ad agenzie di sicurezza privata ingaggiate dagli Usa.
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