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Hanno ucciso milioni di api

Se provate a cliccare ape sul web ,appare tutta una lista di "attestato prestazione energetica, io desidero scrivere di altre api... ed è necessario digitare Apis mellifera.

«L'allarmante moria di api è legata strettamente all'uso dei pesticidi». Questa fu la reazione di Legambiente al dato della scomparsa di 200.000 alveari nel 2007.
 
Vincenzo Girolami e Luca Mazzon del Gruppo di Entomologia del Dipartimento di Agronomia Ambientale dellUniversità di Padova, in un filmato sulla moria delle api, dimostrano che in 2 minuti, una piccola ape beve le gocce d'acqua sulle piante di mais trattate con gli insetticidi neonicotinoidi, e nel giro di soli due minuti cade a terra morta. Queste le ultime scoperte degli scienziati sul rapporto tra i pesticidi utilizzati in agricoltura e la crescente moria delle api... Era il 2009 e sono passati 10 anni.
Era maggio 2018 quando la Procura di Udine accusava: “Colpa dei pesticidi neonicotinoidi la moria di api nei campi".
 
Era  ottobre del 2018 quando "si è chiusa con 21 patteggiamenti, a 7 mesi e 16 giorni di reclusione e 3.800 euro di multa per ciascun agricoltore, per un totale di 79.800 euro, l’inchiesta della Procura di Udine che ipotizzava l’inquinamento ambientale colposo dopo la moria di api riscontrate nella campagna friulana tra le arnie vicine a campi di mais.
L’inchiesta, condotta dal pm Viviana Del Tedesco, contestava ai 21 agricoltori la semina di mais preventivamente conciato con “neonicotinoidi”, prodotti fitosanitari utilizzati in agricoltura come insetticidi e antiparassitari ma il cui impiego è vietato per la concia delle sementi, per i cereali e le colture che attraggono le api. Secondo l’accusa, la moria di insetti pronubi riscontrata nelle indagini “rappresenta un fenomeno capace di alterare in modo irreversibile l’equilibrio ecosistemico sia della fauna (il pronubo muore) sia della flora (se il pronubo non impollina viene impedita la fecondazione e quindi compromessa la riproduzione)”.
Dobbiamo arrivare al 5 marzo per leggere che "Il Corpo forestale regionale, ha dato esecuzione ai decreti di sequestro preventivo di una serie di terreni in vari comuni della provincia di Udine con l'inibizione, per l'anno 2019, alla coltivazione di mais conciato con qualsiasi principio attivo tossico per le api.I provvedimenti sono stati emessi dai gip del tribunale di Udine su richiesta della Procura nell'ambito di un'inchiesta condotta dal pm Viviana
 
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Del Tedesco che ipotizza il reato di inquinamento ambientale per l'uso nella semina di mais di un fitofarmaco, consentito dalla legge, impiegato però in maniera difforme dalle prescrizioni di sicurezza. L'indagine si è sviluppata dopo la segnalazione da parte degli apicoltori di fenomeni di spopolamento e moria delle api da miele. "
https://www.youtube.com/watch?v=f99gdY3rTK0
 
"Solo facendo pace con le api e con la biodiversità saremo in grado di garantire la sicurezza alimentare. Proteggere le api significa proteggere la nostra sopravvivenza."
L’Unione Europea ha vietato a partire da gennaio 2019, per la tutela degli impollinatori, l’uso di 3 neonicotinoidi: imidacloprid, clothianidin e thiamethoxam. Ancora sono però da mettere al bando in Italia il thiacloprid e l’acetamiprid, come ha fatto la Francia. Senza il lavoro delle api, le coltivazioni agrarie non avrebbero modo di diffondersi e la nostra stessa sopravvivenza sarebbe in pericolo, visto che buona parte del cibo che consumiamo dipende, direttamente o indirettamente, dall’opera di impollinazione. Si è calcolato che circa il 70 per cento delle piante commestibili abitualmente consumate dall’uomo dipendano dall’azione impollinatrice degli insetti pronubi tra i quali l’ape è in assoluto il più efficiente.
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Ora le api le sequestrano, dall'Ansa 19 marzo 2019:"E' l'allarme della Fai-Federazione Apicoltori Italiani, nel denunciare un fenomeno che, nel giro di pochi anni, ha assunto dimensioni nazionali con intensità e frequenze mai viste in passato. Il caso denunciato a Torino qualche giorno fa, dove ad un giovane apicoltore hanno rubato 34 alveari, è solo l'ultimo di una lunga serie. Secondo la Fai-Federazione Apicoltori Italiani, il furto sistematico di interi apiari lascia presupporre l'esistenza di un vero e proprio 'mercato giallo-nero' che insidia e mina le basi dell'apicoltura e spezza le gambe a chiunque abbia investito per integrare il proprio reddito."
 
Diceva Buddha:“Come l'ape raccoglie il succo dei fiori senza danneggiarne colore e profumo, così il saggio dimori nel mondo.
 
"Le api sono “insieme” e non individui. Fuori dalla comunità non possono vivere." Mario Rigoni Stern
 
Se l'ape scomparisse dalla faccia della terra, all'uomo non resterebbero che quattro anni di vita” frase erroneamente attribuita ad Einstein e comparsa per la prima volta su un volantino distribuito a Bruxelles dall'Unione Nazionale Apicoltori francesi
 
"La nuova consapevolezza maturata in noi di essere parte costitutiva dell’ecosistema e di partecipare in prima persona, vittime e carnefici, alla sua distruzione, ci suggerisce che inquinare l’ambiente significaavvelenare noi stessi. Che quando i pesci muoiono nei fiumi, quel veleno che li ha uccisi giungerà ben presto nella caraffa d’acqua cosiddetta potabile sulla nostra tavola. Che quando vendiamo per 30 denari una foresta, abbiamo venduto, con gli alberi abbattuti, parte della nostra eredità d’ossigeno, che con l’ape uccisa oggi dalle molecole di sintesi muore la speranza nei fiori del futuro" Giorgio Celli
 
Io non sapevo inoltre molte cose sulle Api e le ho lette ora e copia incollate da National GeographicLe api operaie sono tutte femmine e sono le uniche api che la maggior parte di noi abbia mai visto. Questi animali sociali vanno alla ricerca di cibo, costruiscono e proteggono l'alveare. Gli alveari assicurano da moltissimo tempo miele e cera d’api all’uomo. Questi usi commerciali hanno favorito la nascita di una grande industria apistica, anche se molte specie restano ancora allo stato selvaggio. Tutte le api sono insetti sociali e cooperativi. Gli abitanti di un alveare si suddividono generalmente in tre categorie. Le operaie sono le uniche api che la maggior parte di noi abbia mai visto. Si tratta di femmine non sviluppate sessualmente che vanno in cerca di cibo (polline e nettare dei fiori), costruiscono e proteggono l’alveare, puliscono, fanno circolare aria sbattendo le ali e svolgono molte altre funzioni sociali. Il compito della regina è semplice: deporre le uova da cui nascerà la futura generazione di api dell’alveare. Di solito vi è una sola regina per ogni alveare. Se la regina muore, le operaie se ne procurano un’altra somministrando a una delle femmine operaie una dieta speciale a base di un alimento chiamato “pappa reale”. Questo elisir permette all’operaia di trasformarsi in una fertile regina. Le regine regolano inoltre le attività dell’alveare producendo sostanze chimiche che guidano il comportamento delle altre api. I maschi sono detti fuchi, e rappresentano una sorta di ape di terz’ordine. Diverse centinaia di fuchi vivono in ogni alveare durante la primavera e l’estate, ma vengono espulsi nei mesi invernali, quando la comunità passa a un regime di stretta sopravvivenza. Per tutto l’inverno le api vivono di polline e miele di scorta, aggomitolandosi per conservare calore. Durante questa stagione le larve vengono nutrite con le scorte e, quando arriva la primavera, l’alveare brulica di una nuova generazioni di api."
 
Per finire: "Sono una piccola ape furibonda" Alda Merini
 
Doriana Goracci

 

Commenti all'articolo

  • Di Doriana Goracci (---.---.---.232) 6 giugno 08:47
    Doriana Goracci

    un aggiornamento bello e interessante credo...: Nuove sorprese dalle api che si rivelano sempre più brave in matematica: dopo la scoperta che riconoscono lo zero e sanno fare operazioni aritmetiche di base, adesso si sa che riescono a collegare i simboli ai numeri e diventano i primi insetti che si distinguono per questa abilità. Il risultato apre nuove possibilità di comunicazione tra gli umani e altre specie, oltre a più semplici approcci per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. La scoperta si deve alla ricerca pubblicata sulla rivista Proceedings of the Royal Society B e coordinata dall’Università di Melbourne in Australia (Rmit), in collaborazione con l’Università francese di Tolosa. 

    Il gruppo di ricerca è lo stesso che nel 2018 aveva scoperto che questi insetti riconoscono il concetto di zero, come delfini, pappagalli e scimpanzè. In questo nuovo esperimento i ricercatori hanno addestrato le api in un labirinto a forma di Y ad abbinare un simbolo a un numero, a esempio il simbolo 2 a due banane o due cappelli, rivelando che sono in grado di apprendere che un simbolo rappresenta una quantità numerica."Diamo per scontato che da bambini riusciamo a imparare che cosa sono i numeri, ma essere in grado di riconoscere cosa rappresenta il simbolo 4 richiede in realtà un livello sofisticato di capacità cognitive", osserva Adrian Dyer, della RMIT University.La capacità delle api di associare simboli e numeri è notevole, considerando che il loro cervello meno di un milione di neuroni, contro gli 86 miliardi del cervello umano. Altri studi, ha proseguito l’esperto, avevano già dimostrato che "i primati e gli uccelli possono imparare a collegare simboli e numeri, ma questa è la prima volta che osserviamo questa abilità negli insetti".Se le api "hanno la capacità di apprendere qualcosa di così complesso come un linguaggio simbolico creato dall’uomo, questo - conclude - apre nuovi entusiasmanti percorsi per la comunicazione futura tra le specie, oltre a gettare nuova luce su come le abilità numeriche possano essersi evolute"http://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/ragazzi/news/2019/06/05/l e-api-sempre-piu-brave-in-matematica_8b7db6e7-c225-4484-bd31-0abc6fa3dd16.html

  • Di Piero Fassio (---.---.---.68) 6 giugno 09:43

    Questi piccoli e laboriosi esseri non finiranno mai di stupirci.

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