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Guido Ravasi il signore della Seta

Il Museo Studio del Tessuto della Fondazione Antonio Ratti inaugurerà il 26 settembre 2008 una mostra dedicata a Guido Ravasi (Milano 1877 - Como 1946), creatore nella prima metà del Novecento di straordinarie sete operate e stampate, con le quali partecipò alle Biennali di Monza degli anni Venti e all’Esposizione Internazionale di Parigi del 1925. La mostra, che sarà aperta al pubblico sino all’8 dicembre 2008 presso la FAR, è a cura di Margherita Rosina e Francina Chiara, rispettivamente direttrice e curatrice del MuST. L’evento è patrocinato dalla Regione Lombardia e dalla Provincia di Como.
Il MuST possiede una ricchissima collezione di tessuti e album campionario della produzione di Ravasi, che costituiranno la base della mostra insieme a importanti reperti provenienti dagli archivi del Museo Didattico della Seta di Como, che collabora all’iniziativa. La figura di Guido Ravasi, artista-imprenditore che contribuì a diffondere la fama delle sete comasche nel mondo, verrà indagata seguendo i vari filoni della sua produzione: dalle “sete d’arte” ai tessuti per cravatteria, dai leggeri stampati creati per le principali sartorie milanesi degli anni Venti, al famoso piviale realizzato per il Pontefice Pio XI, che uscirà per la prima volta dalla Sacrestia della Cappella Sistina e sarà restaurato per l’occasione dall’Istituto Centrale per il Restauro di Roma. Altri prestiti importanti di tessuti inediti provenienti da collezioni italiane e straniere andranno a completare il quadro della prima monografica dedicata a Guido Ravasi. La mostra si articolerà in sezioni, nelle quali i materiali saranno organizzati in base alla destinazione d’uso. Un primo gruppo, le “sete d’arte”, raccoglierà la parte più spettacolare dei tessuti creati da Ravasi, con disegni dalla forte impronta orientale prodotti in innumerevoli varianti di colore. Foto degli anni Venti, eseguite dal famoso fotografo milanese Sommariva, illustreranno le sedi nelle quali furono esposti, restituendoci il gusto del periodo.


La seconda sezione sarà dedicata alle committenze prestigiose, Chiesa e Stato. Ravasi fu tra i fornitori del Vaticano. Per la chiusura della Porta Santa, in occasione del Giubileo del 1925, l’artista-imprenditore donò al Pontefice Pio XI uno splendido parato di estrema leggerezza, conservato presso la Sacrestia della Cappella Sistina. In occasione del matrimonio di Maria José del Belgio con il principe ereditario Umberto di Savoia, Ravasi realizzò un raso operato a grandi motivi d’oro, che sarà presente in mostra, destinato probabilmente alla fodera del manto nuziale. Come molti industriali del suo tempo, Ravasi intrattenne anche rapporti con il regime fascista, testimoniati da tessuti, sia operati che stampati, la cui vicenda verrà ricostruita attraverso inediti documenti rinvenuti all’Archivio Centrale dello Stato di Roma. La cravatteria e l’abbigliamento maschile saranno il fulcro della terza sezione. Como negli anni tra le due guerre fu una delle protagoniste europee nel campo della cravatteria, con studi di disegno importantissimi come quelli di Gualdo Porro, vincitore nel 1927 del premio internazionale “Salterio” per la migliore cravatta del mondo. La produzione in questo ambito di Ravasi mostra una modernità di disegno sorprendente, tale da renderla interessante anche per i designer contemporanei. L’ultima parte della mostra sarà dedicata al rapporto tra Ravasi e la moda. I suoi legami con le più importanti sartorie milanesi degli anni Venti e Trenta sono poco conosciuti, ma saranno qui documentati dalle riviste dell’epoca. Verranno esposti i tessuti da lui creati e i figurini di moda che rappresentano il risultato di questa collaborazione, assieme a un abito prestato dalle Civiche Raccolte di Arte Applicata del Castello Sforzesco di Milano.Infine, l’esposizione Guido Ravasi il signore della Seta sarà l’occasione anche per far luce sui complessi rapporti che legarono Ravasi a una serie di figure di rilievo del Novecento: dallo scenografo Mario Cito Filomarino e il pittore Piero Persicalli al gioielliere Alfredo Ravasco, per giungere ai più importanti esponenti del panorama della cultura italiana tra le due guerre.


Il catalogo, pubblicato dalla casa editrice Nodo libri di Como, sarà corredato dalle schede a colori dei tessuti esposti, illustrati a piena pagina e comprenderà la biografia del personaggio, un saggio sulla sua produzione tessile e contributi sul suo rapporto con la moda e i legami con il mondo culturale italiano. Informazioni Titolo della mostra: Guido Ravasi il signore della Seta Sede: Fondazione Antonio Ratti, Lungo Lario Trento 9, Como Progetto e curatela: Margherita Rosina, direttore MuST e Francina Chiara, curatore MuSTIn collaborazione con: Museo Didattico della Seta, Como Inaugurazione: 26 settembre 2008, ore 19.00, Fondazione Antonio Ratti Date: dal 27 settembre all’8 dicembre 2008

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