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Guerre e geopolitica nel 2012. Tanti auguri, ne avremo bisogno

Un'antica maledizione cinese augurava: “Possa tu vivere in tempi interessanti”. Ripercorrendo i fatti salienti di questo 2011 possiamo dire che i nostri, certamente, lo sono. E pensare che dopo gli Anni Zero, vissuti sull'ottovolante tra l'11 settembre, le guerre in Iraq e Afganistan e il crollo della finanza mondiale, credevamo di aver visto tutto.

Limes ripercorre i fatti salienti dell'intero anno. In sintesi, il posto d'onore nei fatti del 2011 spetta alla primavera araba, iniziata come un risveglio di popoli e terminata con i bagni di sangue in Egitto, in Yemen e, soprattutto, in Siria.
L'agonia dell'euro (con il ritorno dell'Italia, suo malgrado, al centro della scena mondiale), la guerra in Libia, la morte di Osama bin Laden, gli indignados, OWS e gli altri movimenti di protesta, il terremoto-maremoto in Giappone, il containment anticinese voluto da Obama, il tentativo di Putin di ricostruire l'Urss e le molte incognite del dopo ritiro dall'Iraq sono gli altri eventi che garantiranno al 2011 un posto speciale nei libri di storia a venire.

Una postilla sulla Primavera araba: in febbraio pareva che il vento della democrazia potesse soffiare sulle dune mediorientali; a distanza di mesi, quasi nessuno sembra aver compreso che dietro la farsa delle libere "elezioni" si sta celando il tentativo del Qatar (primo sovventore della Fratellanza Musulmana) e dell'Arabia Saudita (in competizione con Doha), di ricostituire il califfato islamico sfruttando proprio quella via “democratica” tanto cara a noi Occidentali.

Tralascio previsioni, teorie ed altri consimili (e sterili) esercizi intellettuali volti ad anticipare i fatti del 2012.

Segnalo solo un'analisi di Foreign Policy in cui si prefigurano i nuovi possibili teatri di guerra. Lo scenario più preoccupante è quello della Repubblica Democratica del Congo, dietro il quale si cela la questione mineraria. Ad esso si aggiunge la Siria, ormai sull'orlo di una guerra civile. Completano il quadro Afghanistan, Pakistan, Venezuela, Burundi,Yemen, Asia Centrale, Kenya vs Somalia, Tunisa, Myanmar e, ovviamente, Iran vs Israele.

Personalmente, tra le guerre probabili aggiungerei quella tra Nord e Sud Sudan, peraltro già in atto; tra quelle possibili (ancorché improbabili) non dimentichiamo due cancri geopolitici di lungo corso: il Nagorno-Karabakh e le due Coree.

Il blog Oronero augura a tutti buon anno con un video incentrato su spirali, Sezione aurea, e altre meraviglie della Natura. Insomma, un tuffo nella razionalità dopo un anno di follia.

Tanti auguri, allora. E buona fortuna. Perché tra spread, nuove probabili manovre, Peak oil (di cui dovremmo cominciare a sentire gli effetti già tra qualche mese...) ed un probabile Double Dip il 2012 sarà non meno faticoso dell'anno che ci lasciamo alle spalle. Altro che i Maya...

Questo articolo è stato pubblicato qui

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