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di Emilia Urso Anfuso (sito) domenica 6 novembre 2011 - 0 commento oknotizie
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Genova: una tragedia annunciata che forse si poteva evitare

L’orrore. Lo shock. I morti. I bambini dilaniati dal fango e dall’acqua impazzita. Le auto accatastate l’una sull’altra insieme ai cassonetti della spazzatura, tirati via dalla furia del torrente esondato. La paura. Le ore che scorrono e non passano mai. I ricordi recenti che parlano di urla, morte e terrore.

La rabbia. Le dichiarazioni. Il Presidente Napolitano in giro a commemorare antichi morti e 150° dell’Italia unita, in una Italia ormai a brandelli che unisce tutti nel dolore della morte. Da Nord a Sud.

Mi sembra di vederlo il nostro Presidente Pertini. In mezzo al fango, a dare parole di conforto. Altri tempi. Altra moralità. Altra dignità nazionale ed altre coesioni.

Oggi, dopo l’ennesima tragedia che per molti versi poteva essere contenuta, almeno per quanto riguarda il pesante bilancio di morti, ci guardiamo tutti in faccia basiti: stiamo vivendo l’orrore a 360°. Non bastano la crisi economica, la crisi politica. No: ci si mette l’ambiente, a presentarci conti sempre più salati. Un ambiente che nessuno ci racconta nella sua realtà. Qualcosa si è rotto. Ma nessuno ci dice fino a che punto.

“Meglio” lasciare che le cose accadano. Poi semmai, cercare un eventuale responsabile. Ma il responsabile non salta mai fuori. In questa Italia. In questo mondo dissennato che miete vittime innocenti di cui nessuno vuole essere colpevole.

Nei giorni scorsi, il Sindaco di Genova Marta Vincenzi, ha recriminato a gran voce la sua assoluta mancanza di responsabilità. Ed usa parole che aggravano ulteriormente le sue colpe. “I cittadini sono stati Informati a Luglio”. A Luglio? Di cosa? Forse avete fatto una campagna informativa generale, in cui si dice che in caso di nubifragio, le misure da prendere sono quelle consigliate.

Peccato caro Sindaco, che lei, proprio lei avrebbe invece dovuto preparare in tempo utile una ordinanza in cui si imponeva ai cittadini o di restarsene in casa e per di più nei piani alti – come tutt’ora consiglia la Protezione Civile – o addirittura di andarsene altrove: parenti, amici, conoscenti. Via da un luogo dove si sapeva che in questi giorni si sarebbe verificata la tragedia.

“Pensate: prorprio il giorno dell’alluvione, a Genova c’erano molte più macchine che circolavano del normale” continua il Sindaco. Che forse, farebbe meglio a tacere che a peggiorare la propria immagine agli occhi di una nazione intera. Molti cittadini infatti, l’hanno verbalmente attaccata, chiedendo a gran voce le dimissioni.
 
Ricordo ai lettori, l'oscura storia del terremoto di L'Aquila del 6 Aprile 2009. Anche allora la tragedia imminente fu presa sottogamba, nonostante l'allerta ed i disperati tentativi di allertare in qualche modo la cittadinanza. Anche allora si disse - ad esempio - che Giampaolo Giuliani aveva creato "procurato allarme", e si beccò pure una denuncia.

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di Emilia Urso Anfuso (sito) domenica 6 novembre 2011 - 0 commento oknotizie
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Genova Alluvione Tragedia

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