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 Home page > Tribuna Libera > Genova: crollati 200 metri del ponte Morandi. Ma si sapeva che i rischi (...)

Genova: crollati 200 metri del ponte Morandi. Ma si sapeva che i rischi c’erano...

Terrificante quanto accaduto a Genova, dove improvvisamente sono letteralmente crollati ben 200 metri del ponte autostradale Morandi. Entrambe le carreggiate sono precipitate al suolo in un volo di circa cento metri.

Ci sono vittime accertate, almeno 35, ma al momento non si conosce il numero definitivo. I soccorritori riferiscono di aver torvato diversi mezzi rimasti schiacciati con persone all'interno delle autovetture. Decine i mezzi coinvolti. 

Alcuni mezzi pesanti sono invece stati sbalzati dentro al torrente Polvecera.

Sgombrate, in via precauzionale, due palazzine che si trovano in prossimità del ponte. 

Il ponte era stato costruito tra il 1963 e il 1967 dalla Società Italiana per Condotte Acqua. La stessa che aveva stretto affari con la 'Ndrangheta e che fu inquisita dalla Magistratutura. Al link seguente un articolo del 2012 apparso su Repubblica.

Lo scorso Maggio, il professor Antonio Brencich, docente di strutture in cemento armato alla Facoltà di ingegneria di Genova, aveva lanciato un allarme sul ponte Morandi.

"Il ponte della A10 va sostituito, o ricostruito" Brencich non usava mezzi termini per dire quello che tanti, senza conoscere il tema a livello tecnico, dicevano comunque da tanto tempo. 

"Così non si può andare avanti, anche perché i costi della manutenzione sono elevatissimi, non esiste che dopo trent’anni un’opera abbia già subito tanti lavori di manutenzione. Ci sono ponti in cemento armato che dopo cento anni non hanno ancora subito nessuna modifica”.

L'Italia della corruzione, dei lavori fatti male, utilizzando materiali che costano poco, sta presentando un conto altissimo ai propri cittadini.

Dopo una tragedia di queste proporzioni, dovremmo tutti scendere in strada per protestare contro tutto questo. Il nostro futuro, già critico per la condizione economica e ambientale, è messo in pericolo anche da situazioni di mala gestione delle infrastrutture.

Altro che Ponte sullo Stretto...Non è questa la nazione adatta alle grandi opere.

Vedrete, andrà a finire come altre tragedie di questo genere: apertura di inchieste, insabbiamento delle inchieste, a pagare...Nessuno.

E per chi avesse ancora qualche dubbio: in una interrogazione del Senato del 28 Aprile 2016 rivolta al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti quando vi era Graziano Del Rio come Ministro, si mette nero su bianco che il Ponte Morandi a Genova era oggetto di un “preoccupante cedimento dei giunti”.

Il Professor Brenchich spiega le ragioni per cui il ponte andava rifatto.

Questo articolo è stato pubblicato qui

Commenti all'articolo

  • Di pv21 (---.---.---.247) 15 agosto 19:52

    Si, tanto >

    I nostri “saccenti” governanti, invece di tirare subito in ballo (dubitando) gli Organismi comunitari, dovrebbero citare dei casi precedenti in cui l’Europa si sia mostrata cieca e sorda a fronte di progetti d’intervento/recupero motivati da dei “disastri” in termini di danni, vittime e sfollati.

    Sempre che non intendano caricare sul primo anno buona parte dei costi di attività di fatto realizzabili in più esercizi.

    Mentre la storia attesta che nel passaggio dal progettare al fare, dallo stanziare allo spendere non abbiamo certo dato prova di gran coerenza e rigore.


    Il metodo è sempre lo stesso.

    COGLIERE al balzo ogni occasione per mostrare attenzione e disponibilità. E poi “si vedrà”.

    Prima non è dato sapere quanto valgono certe Crociata Ministeriali …

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