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 Home page > Tribuna Libera > Finmeccanica: l’eccellenza delle tangenti?

Finmeccanica: l’eccellenza delle tangenti?

Dopo l’arresto, per corruzione internazionale, del manager Giuseppe Orsi, si ripropone la questione morale nella gestione delle grandi aziende italiane, travolte dagli scandali.

Tra i tanti scandali che stanno attanagliando il Bel Paese dall’inizio dell’anno (Mps, Eni, Saipem, ecc.), ce n’è uno che riguarda anche il malaffare imperante nei commerci internazionali. Si tratta dello scandalo che ha coinvolto la Finmeccanica per la vendita all’India – nel 2010 – di 12 elicotteri AW101, resa possibile dal pagamento di una tangente, con beneficiari anche nostrani.

Dopo l’arresto dell’amministratore delegato dell’impresa italiana, Giuseppe Orsi, c’è stata l’immediata reazione di sdegno da parte dei “realisti”, fra cui l’immancabile Silvio Berlusconi, evidentemente esperto in materia di transazioni commerciali ad alto livello.

Qualcuno sostiene che è pura ingenuità pensare di vendere beni costosi a certi stati senza “pagare dazio”. Se non vendi tu, vende un altro, un concorrente estero, con le stesse modalità. Questo significa, forse, che buona parte del commercio internazionale dipende soprattutto dalla capacità di corrompere o dall’accettazione di mance fuori programma? La disinvoltura con cui si parla della corruzione è umiliante, però ha il pregio di aver sollevato il velo sulla reale natura di talune relazioni economiche internazionali.

In certi casi, l’abilità non consiste nell’offrire un prodotto, ma nel piazzarlo a tutti i costi, senza alcun rispetto per qualsivoglia etica imprenditoriale. Gli italiani sono maestri, loro malgrado, di corruzione: il nostro Paese va avanti attraverso compromessi tra corporazioni e “poteri forti”, infischiandosene delle ripercussioni pubbliche. Il tutto sotto gli occhi, volutamente velati, dei partiti e del governo. Diventa facile, quindi, essere indulgenti con l’affarismo di Orsi e soci, anche perché la Finmeccanica è un’eccellenza del Belpaese, una delle sue rare fonti di profitto.

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Di contro, può colpire e sconcertare la decisione della magistratura di arrestare Orsi. Questo provvedimento potrebbe essere giudicato come un ingenuo tentativo di moralizzazione dell’economia, che può indurre gravi contraccolpi pratici per i conti dell’impresa e per le casse dello Stato (la vicenda Finmeccanica è parallela, in fondo, a quella dell’Ilva).

Ma ne siamo davvero sicuri? Siamo disposti a vendere la dignità per quattro soldi? Se così fosse, sarebbe meglio accantonare gli ideali di giustizia e libertà sanciti dalla Costituzione, accettando, senza battere ciglio, le accuse di cialtroneria e disonestà che ci piovono addosso da più parti: l’Italia, infatti, dopo la Grecia, è considerata la nazione europea più corrotta.

 

Dario Lodi

(LucidaMente, anno VIII, n. 86, febbraio 2013)

L’immagine: foto di Giuseppe Orsi (fonte: LaPresse); un elicottero AW101 (fonte: http://www.flickr.com/; autore: Jerry Gunner).
 

 

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